Dishonored - Articoli

Atteso per il 12 ottobre su Xbox360 e PS3, Dishonored si conferma come uno dei videogiochi più interessanti di questo ultimo trimestre. L'ambientazione diesel-punk mista allo stile ottocentesco crea una cornice che si frappone in un limbo tra il gotico e il futuristico, grazie anche alla realizzazione di nemici meccanizzati e vicoli metro-underground in pieno stile sci-fi in netto contrasto alle festose scene di feste in maschera vittoriane.

Agli inizi di Aprile vi avevamo proposto una preview sulle meccaniche di gioco del prossimo titolo sviluppato da Arkane Studios, Dishonored. Dopo un primo test con mano all’E3 e un secondo più approfondito al Gamescom di Colonia, abbiamo constatato come questo gioco, proposto come “first person action shooter” sia molto più tattico e profondo di quanto potessimo immaginare.

Ciò che da subito ci aveva più colpito di Dishonored erano le sue malleabili capacità interattive sia con gli NPC che con svariati elementi delle ambientazioni; a contornare il tutto contribuiva la realizzazione tecnica degli scenari e le scelte stilistiche e artistiche di produzione. Proprio sulle possibilità di scelta e sui diversi approcci agli obiettivi da portare a termine in ogni missione, nonchè le modalità scelte per risolverli, sono state il fulcro della nostra prova con mano. Immagine di giocoLa prima, buona, impressione riscontrata riguardava proprio le innumerevoli meccaniche di gioco da adottare per muoversi all’interno delle mappe/missioni; avere a disposizioni armi e poteri devastanti non vuol dire dover buttarsi sempre a capofitto nell’azione di gioco, proprio perché non sempre ci verrà detto quale sia il nostro reale obiettivo. L’interazione con gli NPC al fine di recuperare informazioni in concomitanza con le svariate fasi di indagine saranno quindi indispensabili e, spezzando una lancia in favore di Arkane Studios, gli sviluppatori si sono impegnati con dedizione affinché i dialoghi e le esplorazioni non risultassero alla lunga
tediosi e ripetitivi.

Un’altra qualità di Dishonored sono le missioni all’interno delle missioni. Sebbene la campagna principale duri all’incirca dalle 12 alle 15 ore di gioco, la possibilità di attuare side-quest all’interno di una missione può portare all’apertura di nuove e diverse story-line parallele le cui azioni potranno così influire anche sul resto della storia. Abbiamo avuto modo di provare una di queste side-quest nella demo: oltre all’obiettivo di uccidere un personaggio ci viene richiesto anche di recuperare una lettera. Ecco che sbrigata la missione, la lettera si scopre essere una richiesta di sfida a duello con le pistole in cui ci siamo lasciati invischiare senza saperlo; la decisione di portarla a termine prendendo parte al duello oppure fuggire spetta quindi a noi, indirizzando così l’avventura di gioco verso story-line più dinamiche. Immagine di giocoPer quanto riguarda l’approccio più dedicato all’azione diretta, Corvo Attano viene investito di un arsenale di armi non indifferente: dardi sonnolenti per tramortire le guardie ed agire in modalità furtiva, oppure frecce e proiettili applicati all’uso di poteri per combinarli in raid devastanti.
È proprio la varietà di questi ultimi il punto focale della personalizzazione di stile; potremo dedicarci a poteri attivi, come lanciare dei tornado, teletrasportarci dietro i nemici oppure prendere possesso delle persone o comandare orde di ratti. In tutto questo frangente di possibilità si inserisce una A.I. poco competitiva, strutturata più sull’assalto contemporaneo del nostro personaggio da parte di più unità che su una vera e propria “intelligenza” di azione combinata. Sebbene Dishonored non brilli per la sua realizzazione tecnica o grafica, compensa fortemente le perdite in stile e produzione artistico, sulla quale si denota un lavoro di ricerca curato. L’ambientazione diesel-punk mista allo stile ottocentesco crea una cornice che si frappone in un limbo tra il gotico e il futuristico, grazie anche alla realizzazione di nemici meccanizzati e vicoli metro-underground in pieno stile sci-fi in netto contrasto alle festose scene di feste in maschera vittoriane.

Atteso per il 12 ottobre su Xbox360 e PS3, Dishonored si conferma come uno dei videogiochi più interessanti di questo ultimo trimestre del 2012 e lo sarà ancora di più se sarà supportato da una buona longevità, grazie anche al fattore rigiocabilità di ogni missione ed un’accurata revisione delle meccaniche di azione durante le fasi di combattimento.
Confidiamo nel lavoro del team di Arkane Studios per riuscire a sorprenderci con adeguate migliorie entro la data di lancio.

6 Commenti a “Dishonored”

  1. Ciccio8 on

    C'ho talmente tanto hype per questo titolo che ho fatto passare in secondo piano, senza quasi farci caso, il fatto che si tratta di un fps…con questo credo di aver detto tutto 😀

  2. Bahamut Zero on

    non sono molto hypizzato, ma perchè dò quasi per scontato (e questo non si fa, bambini a casa!) che il gioco sia veramente grande e complesso tanto quanto promette di essere: e questo per me è un limite perchè tendo a spaventarmi con una simile mole di possibilità e tendo all'abbandono.

    insomma ho timore che sia troppo figo!

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