Advanced N64 RGB Digital-to-Analog Mod (N64 Advanced RGB Mod) - Articoli

Il Nintendo 64 (N64) è stata una console molto controversa, fin dalla sua origine.
Frutto della collaborazione tra Nintendo e Silicon Graphics, all’epoca azienda top per quanto riguardava le tecnologie nel campo della grafica, fece ipoteticamente il suo debutto all’interno delle sale giochi con il nome di ULTRA64, con 2 giochi ( Killer Instinct e Cruis’n USA) molto accattivanti dal punto di vista tecnico. La console che invece arrivò nel 1996 non presentava però la stessa potenza grafica ammirata qualche mese prima nelle sale giochi; era si fondamentalmente la prima vera esperienza con il 3D all’interno del mondo dei videogiochi domestici, tuttavia la pulizia grafica e la risoluzione usata non erano esattamente uno spettacolo per gli occhi, oggi come allora.
Vista nell’ambito del retrogaming, oggi il N64 appare invecchiato male e non aiuta certo il fatto che la versione PAL che giunse in Italia nel 1997 non avesse neppure l’uscita video RGB. Si poteva esclusivamente usare la S-VIDEO che, sappiamo tutti, assieme all’RF è qualitativamente il peggio che si possa avere.
Andò invece meglio agli amici giapponesi e americani perché la loro versione NTSC supportava nativamente anche l’RGB nelle prime revisioni, poi il taglio dei costi di produzione privò anche loro di questo privilegio.
Fortunatamente, grazie al lavoro di alcuni ingegneri che si sono adoperati per risolvere il problema, possiamo comunque avere un N64 dotato di una uscita RGB. Nella fattispecie borti4938 (al secolo Peter Bartmann) ha ideato due soluzioni, N64RGB e N64RGB Advance.
Entrambe prendono il segnale direttamente dal chip grafico, lo elaborano e lo restituiscono tramite la porta MultiOut. Tramite un cavo RGB come quello che utilizzate per il SuperNintendo o il Gamecube (PAL, le versioni NTSC sono differenti), potete poi collegarlo alla TV via SCART.
La differenza sostanziale tra le due soluzioni è che quella Advance permette di elaborare ulteriormente l’immagine upscalandola fino a 3X, oltre ad alcune personalizzazioni avanzate, mentre la versione normale si limita a codificare il segnale video (in più è possibile effettuare un deblur e modificare lo spazio colore, se vogliamo essere precisi).

Grazie al nostro amico Adam di RetrogamerStuff abbiamo potuto provare il chip in questione, al fine di potervi fornire una guida all’installazione e un parere sulla qualità dello stesso.

Partiamo subito con il dire che una ottima guida, scritta dallo stesso borti, è disponibile a questo indirizzo e copre tutte e due le soluzioni da lui offerte, per cui scaricatevi il PDF e leggetelo attentamente prima di andare avanti. Sostanzialmente sono richieste buone abilità con l’uso del saldatore ed una buona manualità in generale. Danni, da come la vedo io, non ne potete fare o, per farli, dovete proprio impegnarvi.

Bene, il primo passo è ovviamente aprire la console fino ad arrivare alla scheda madre: si tratta di togliere un discreto numero di viti (philips di vario tipo all’interno, gamebit per togliere invece lo chassis). Cercate di ricordare bene quali viti servono per avvitare cosa, sono molte ed il rischio è di usare viti lunghe dove vanno invece corte; la guida di borti può venire in soccorso dei più pigri, avendo catalogato con differenti colori ciascun tipo di vite.

Una volta arrivati alla piastra madre, identifichiamo il chip grafico sul quale dobbiamo effettuare i primi collegamenti: per gli schemi vi rimando alla guida di borti. Ci sono due strade da poter seguire: una, quella un po’ più laboriosa, consiste nell’usare del normale cavo AWG28 per effettuare tutti i collegamenti, l’altra invece è quella più semplice e consiste nell’affidarsi alle ottime flex che vengono spesso vendute in bundle con il chip.

Le flex facilitano di molto l’installazione ma chi magari vuole risparmiare un po’ può affidarsi alla prima opzione, a meno che non si ritrovi un chip di tipo MAV-NUS/AVDC-NUS che, per la spaziatura tra i pin ridotta, necessita per forza o di un adattatore o dell’installazione con flex. Se decidere di proseguire saldando singolarmente ogni singolo cavo, vi consiglio di etichettare ciascuno scrivendoci il nome del corrispettivo collegamento che trovate scritto sul chip.

Ci sono alcuni punti, come quello per il controller, che sono posizionati su un altro microcontrollore, così come ground e volt che trovate sempre in questa parte di scheda madre. Quando avete fatto tutto e testato i collegamenti, raccogliete bene i fili con del nastro isolante o con della colla a caldo e prendete un piccolo tronchesino perché c’è un pezzo di lamiera da tagliare!

Questa parte è molto importante perché con questa accortezza di evitano disturbi di tipo radio-elettrici all’interno dell’immagine: i contatti della porta multiout infatti, se vedete, sono esposti e avere i cavi non schermati vicini a questi potrebbe creare questo tipo di problema.
Risolverlo fortunatamente è semplice: basterà piegare e poi tagliare il più possibile il pezzo di lamiera che vedete in foto. Dopo averlo fatto, mettere del nastro isolante attorno al bordo appena tagliato e successivamente appoggiarci i fili che fuoriescono dalla parte frontale della piastra madre appena lavorata. Al termine il risultato dovrebbe essere grossomodo come vedete in foto.

Passiamo ora al retro della piastra madre, dove è facile identificare i pin della porta multiout. Servirà ora far comunicare il chip con questa porta, per far si che l’output elaborato dal chip stesso possa poi uscire tramite un semplice cavo RGB SCART.
I pin che dovremo andare a collegare sono i 3 dei colori primari (rosso, verde e blu), un contatto di ground, uno di voltaggio e un SYNC. Riguardo al SYNC avete due opzioni: un CSYNC o un LUMASYNC. Ora, c’è una eterna diatriba su cosa sia meglio e perché, io credo che fondamentalmente non ci sia problemi a sceglierne uno al posto dell’altro e, nel mio caso, ho tagliato la testa al toro e ho ponticellato i due pin (3 e 7) e collegati entrambi al SYNC con resistenza 75 ohm del chip. Per quale motivo? Perché così sono libero di usare sia un cavo con CSYNC che uno in LUMA. Ricordatevi però, in ogni caso, di usare un tester per vedere se il SYNC che andate a scegliere non sia usato dalla vostra console. Se lo è, come nel mio caso, dovete andare a tagliare la traccia che collega il pin 3 o il pin 7 alla scheda madre, altrimenti il chip non funzionerà correttamente, dato che alla porta multiout arriverà sia il SYNC del chip che quello della console.

Bene, potete ora sistemare la scheda madre all’interno della sua sede, posizionare chiudere il dissipatore e la lamiera come in origine ed installare il chip. Il posto migliore si trova a lato dell’RF shield, quella parte rettangolare che sta sopra tutto all’interno della console. La riconoscere perché ha un buco a lato, buco che torna utilissimo per fissare con una vite e una rondella l’N64RGB Advance. borti consiglia di posizionarci tre piccole rondelle di diametro via via decrescente, per creare uno strato stabile che possa mantenere distanziato il chip dal resto della console, questo sempre per limitare il più possibile i disturbi all’immagine. Una volta posizionato, se avete etichettato come suggerito tutti i fili (o avete usato le flex), è ora di saldare questi sul chip, operazione molto semplice.

Per sicurezza, create anche un nuovo ground sulla superficie dell’RF shield tramite una vite, spellando un cavo e avvolgendocelo attorno.

Se tutto è a posto, una volta accesa la console dovreste avere un output RGB; se così non fosse allora controllate due cose: di avere il jumper pak inserito e di avere un cavo corretto, PAL e compatibile con il SYNC che avete scelto.

N64RGB Advance ha anche un particolarità, quella di avere un menù tutto suo, accessibile tramite una combinazione di tasti ben precisa:

DPAD DESTRA + L + R + CROCE GIALLA DESTRA

Questo vi darà accesso a questi menù:

•Video-Info
•VI configuration
•Miscellaneous
•Load/Save
•About
•Acknowledgment
•License

Potete abilitare/disabilitare tutte le funzionalità avanzate che il chip vi offre, come il line2X e 3X (non sempre utilizzabile) che porterà il segnale fino al massimo teorico dei 480i, così come il deblur o il 15bit color mode. il consiglio mio è di fare qualche test al fine di ottenere l’immagine qualitativamente migliore possibile, tenendo presente che se inizialmente l’S-VIDEO sopperiva a qualche magagna grafica grazie alla sua definizione molto approssimativa, l’RGB non perdona nulla e restituisce pregi e difetti dell’immagine originale. Ci sono poi delle combinazioni attuabili sempre tramite pad che servono ad abilitare o meno altre funzionalità al volo, senza dover per forza rientrare all’interno del menù. Tenete presente che per una questione tecnica, quando siete dentro ai menù e premete dei pulsanti, questi saranno recepiti anche dal gioco. Potrebbe succedere che, per qualche sfortunato caso, andiate a cancellare salvataggi etc per cui, consiglio mio, mettete in pausa il gioco e poi entrate nel menù del chip, guardando sempre quello che accade sullo schermo.

Ultima annotazione, il chip è completamente riprogrammabile. Vi basterà acquistare un programmatore come questo che è molto economico, installare una suite di programmazione gratuita per FPGA chiamata Quartus Prime Lite Edition e programmarlo con uno dei file aggiornati che trovate sul Github del progetto. Scegliete in base all’FPGA montata sul vostro chip (fondamentalmente di due tipi, Cyclone IV EP4CE10E22 oppure Cyclone 10 LP 10CL010YE144), andando poi a caricare il file .jic aggiornato. Tenete presente che se acquistate da Retrogamerstuff, Adam invierà sempre il chip con la versione più aggiornata disponibile a livello di firmware.

Questo modchip, così come il suo fratello minore, fa parte di quelle modifiche che vanno necessariamente fatte se possedete un Nintendo64, non ci sono scuse. Il consiglio che vi posso dare è valutare attentamente quale dei due modelli acquistare: se siete soliti utilizzare un CRT allora le funzionalità del modello base vi saranno sufficienti, se invece entra in gioco un LCD allora la versione Advance è d’obbligo, dato che upscala nativamente l’immagine con il line2X e 3X, offrendovi una immagine decisamente migliore di quella che potreste ottenere utilizzando il software interno del vostro monitor. Se possedete invece già un OSSC o uno scaler esterno allora raccomando sempre il modello base, anche se la praticità e il risultato ottimizzato fornito dall’Advance è molto comodo da poter utilizzare direttamente come ingresso.

Potete acquistare N64 Advanced RGB Mod da Retrogamerstuff che ringraziamo per il supporto offertoci. Sempre all’interno dello stesso sito potete trovare il Programmatore per l’update del firmware così come le flex vendute stand alone nel caso trovaste l’installazione con il filo troppo complicata.