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Recensione No Man’s Sky

di: Luca Saati

Passare dall’essere un titolo indie a un tripla A non deve essere così semplice. Perché si, inutile nascondersi, nonostante No Man’s Sky rimanga alla base un videogioco sviluppato da un team indipendente, l’attenzione che ha catalizzato su di sé è paragonabile a quella di un titolo come Uncharted 4: A Thief’s End complice un marketing tutt’altro che inesistente. Come giudicare quindi No Man’s Sky? Se fosse stato uno dei tanti indie ad arrivare su Playstation Store lo avremmo trattato in altro modo, ma qui stiamo parlando di un gioco che viene venduto a prezzo pieno e non del solito indie venduto a una ventina di euro. In quest’ultimo caso probabilmente avremmo chiuso un occhio su alcune criticità ma purtroppo non è così. Perché il problema di No Man’s Sky è proprio il suo essere un qualcosa in più di un indie senza però avere quella forza di cui un tripla A ha assolutamente bisogno.

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Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…

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A bordo della nostra nave

I numeri sono a favore di No Man’s Sky. Parliamo infatti di oltre 18 trilioni di pianeti, per essere più precisi di ben 18.446.744.073.709.551.616. Rendetevi conto che se volessimo scoprirli tutti questi pianeti e dedicheremo un secondo per ciascuno di loro impiegheremo ben 585 miliardi di anni per scoprirli tutti. O ancora, se l’intera popolazione della terra scoprisse un pianeta al secondo servirebbero la bellezza di 78 anni. Tutto questo è solo per farvi capire l’immensità dell’universo procedurale creato dai ragazzi di Hello Games. La nostra avventura inizia su uno di questi pianeti, ai limiti estremi della galassia con una navicella in pessime condizioni. Il primo obiettivo è ovviamente quello di riparare il nostro mezzo così da dare ufficialmente inizio alla nostra carriera di esploratori dello spazio. Per farlo dobbiamo avventurarci su questo primo pianeta alla ricerca di risorse come plutonio, ferro, carbonio e eridio.

Scopriamo così il sistema di crafting di No Man’s Sky che ci mette a disposizione una pistola utile sia per raccogliere materiali che come strumento di difesa. In sostanza il crafting di No Man’s Sky si rivela piuttosto standard, la creazione di un oggetto richiede prima l’apposito progetto e poi i giusti materiali ottenibili sia esplorando i vari pianeti che tramite il negozio stellare. In quest’ultimo caso c’è ovviamente bisogno di un certo quantitativo di crediti che si possono ottenere vendendo le risorse oppure facendo nuove scoperte entrando così in scena l’altra meccanica che rappresenta a tutti gli effetti il cuore dell’esperienza di gioco. Quando visitiamo un nuovo pianeta facciamo una nuova scoperta, quando siamo impegnati nella sua esplorazione possiamo imbatterci nella flora e nella fauna che dopo un’analisi tramite un visore attivabile con il tasto L2 ci permette di ottenere tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno. Qualsiasi scoperta può essere condivisa online e può addirittura essere ribattezzata permettendovi di ottenere i crediti da spendere presso il già citato mercante. I soldi inoltre si rivelano utili per aumentare lo spazio nel vostro inventario (sparsi per i pianeti ci sono diversi terminali) o per acquistare una nuova e più performante navicella. Quest’ultime possono anche essere rimediate gratis tramite delle piccole quest secondarie che vi richiedono di decifrare dei segnali di emergenza che vi portano presso i relitti delle navi stesse che necessitano delle riparazioni prima di tornare operative. Cambiare navicella spaziale si rivela fondamentale con il proseguo dell’avventura per il numero di slot liberi nell’inventario. Oltre a quello della tuta infatti anche la nostra nave ha il suo inventario, a noi viene concessa la libertà di trasferire un oggetto da una parte all’altra. Il problema qui sono però i menù completamente da rivedere visto che è chiaro che il tutto sia stato concepito con in mente il mouse e non il pad di una console.

Ritornando alle scoperte, in poco tempo ne abbiamo fatte a decine tra animali, piante, sistemi e pianeti. È proprio questa la bellezza di No Man’s Sky. Il senso di scoperta, l’esplorare per il puro piacere di farlo e rimanere affascinati ogni qual volta si visita un nuovo pianeta. L’obiettivo del gioco di Hello Games è quello di raggiungere il centro della galassia, ma come Sean Murray ha dichiarato in un’intervista alla fine quell’obiettivo finisce per diventare accessorio. Dopo un po’ infatti ci siamo completamente dimenticati di quella missione (si, non abbiamo ancora raggiunto il centro della galassia), il nostro scopo è diventato uno soltanto: esplorare, scoprire e restare ogni volta meravigliati. Durante la nostra avventura abbiamo imparato a conoscere diverse razze aliene cercando di apprendere la loro lingua e la loro cultura, ci siamo fatti amici diversi animaletti, siamo sopravvissuti a pianeti dal clima ostile, abbiamo razziato avamposti coloniali e non solo. In più di un’occasione ci siamo ricordati di dover raggiungere il centro della galassia ma una volta aperta la mappa stellare tutto passa in secondo piano, ci rendiamo conto di essere soli in questo universo, di non avere la più pallida idea di quello che ci circonda e di voler quindi scoprire quante più cose possibili. In pochi attimi insomma siamo stati rapiti dall’universo di No Man’s Sky.

Proprio il suo essere così legato al piacere della scoperta non rende No Man’s Sky un gioco adatto a chiunque. Se infatti siete alla ricerca di un gioco in cui si combatte nello spazio sappiate che avete completamente sbagliato titolo. I combattimenti a terra ci sono così come quelli a bordo della nave, ma purtroppo troviamo meccaniche molto basilari a conferma del fatto che il cuore dell’esperienza di gioco risiede in altri aspetti di cui vi abbiamo già parlato. No Man’s Sky insomma ha il potenziale di prendervi come pochi altri videogiochi finora ma allo stesso tempo può anche stancarvi in fretta ed esaurirsi dopo una manciata di ore.

Universo procedurale

Dal punto di vista tecnico No Man’s Sky non vuole sbalordire e lasciare il giocatore a bocca aperta per il suo impatto visivo quanto piuttosto con il suo comparto artistico. Ogni sistema galattico è differente dall’altro. Lo stesso lo si può dire dei pianeti, ognuno ha caratteristiche proprie e una tonalità diversa di colori. Passiamo dal pianeta freddo e inospitale a quello caratterizzato da colori più caldi e desertici. Altri pianeti non hanno un goccio di acqua mentre altri sono costituiti da piccoli isolotti circondati dal mare, altri ancora invece sono colpiti da continue piogge acide. E non dimentichiamoci poi della flora e della fauna, tra pianeti quasi del tutto privi ed altri ricchi e rigogliosi. In più di un’occasione ci siamo fermati in No Man’s Sky ad ammirare gli splendidi paesaggi e le particolari creature che vivono i pianeti. Qualche pianeta simile a un altro ci è capitato durante il nostro viaggio, ma in generale siamo rimasti molto contenti della varietà proposta dall’universo di No Man’s Sky. Tecnicamente il gioco si presenta piuttosto pulito, il frame rate si mantiene stabile a 30 fps anche se qualche calo di fluidità, specie quando siamo a bordo della nave, lo abbiamo avvertito. Le uniche cose ad averci fatto storcere il naso sono le compenetrazioni poligonali e l’effetto di pop-in e pop-up quando esploriamo velocemente il pianeta alla guida del nostro mezzo. Ottima infine la colonna sonora che presenta musiche elettroniche che si adattano alla perfezione con il gioco.

Commento finale

Se No Man’s Sky fosse venduto a un prezzo in linea con le tante produzioni indipendenti avremo consigliato a tutti l’acquisto, anche solo per dare un’opportunità a un titolo che ha il potenziale di rapire come pochissimi. Per come stanno le cose adesso però acquistare la nuova creatura di Hello Games potrebbe essere un azzardo per molti e capiamo benissimo chi ha paura di spendere 60 euro per un titolo indipendente (seppur questa definizione potrebbe stargli a tratti un tantino stretta vista l’ambizione del progetto). Inoltre la sensazione di trovarsi dinanzi a un cantiere aperto l’abbiamo avvertita in più di un’occasione, la stessa Hello Games sta lavorando per aggiungere nuove feature che arricchiranno ulteriormente la sua creatura. Insomma come avrete sicuramente capito, giudicare con oggettività No Man’s Sky non è così semplice come può sembrare. L’esperienza di ciascun individuo infatti può essere completamente diversa da quella di un altro. C’è chi si potrebbe stancare immediatamente del gioco dopo un paio di ore e c’è chi invece potrebbe passare decine e decine di ore esplorando nuovi pianeti, facendo nuove scoperte e restandone meravigliati ogni volta.