We Sing Pop - Recensione

Potrei iniziare scrivendo di Fiorello, del suo codino e dei primi anni ’90 ma ormai solo i più vecchi avranno memoria della cosa e, a vedere dalla playlist di We Sing Pop – recente gioco Karaoke di THQ Nordic, non sono loro il target del titolo.

Pop come popolare

We sing pop supporta i microfoni usb senza grandi problemi e, una volta inserito il nostro, ci troviamo davanti alle tracce musicali. Vorrei avere modo di dirvi qualcosa sull’interfaccia o sulle modalità ma questo titolo, che non è neanche appropriato chiamare gioco, fa della limitatezza delle scelte la sua caratteristica, riducendosi praticamente ad una playlist di 30 canzoni da selezionare.

Quelle che sono considerate modalità altro non sono che la stessa versione del videoclip con più o meno parti dell’interfaccia (vuoi giocare l’hard mode? prova senza parole): l’unico valore aggiunto rispetto al karaoke che potreste fare al bar sotto casa il mercoledì sera con aperitivo incluso è il riconoscimento della vostra intonazione che viene così valutata rispetto a quella che si aspetta la canzone.
Caratteristica che viene segnalata a schermo tramite delle barre colorate posizionate a diverse altezze (in posizione delle note corrispondenti) che ci indicano quanto della nostra performance è stata corretta, calante o crescente. Come da tradizione il rilevamento si occupa di capire la nota e non l’ottava, quindi possiamo scendere tranquillamente ad un registro che sia più nelle nostre corde.
Chi vi scrive non ha certamente l’ugola d’oro e la playlist sfacciatamente pop da questo punto di vista non ha aiutato ma ci è sembrato che in più di un’occasione il funzionamento del rilevamento sia stato decisamente troppo punitivo o a tratti proprio sbagliato rendendo l’esperienza ancora più sgradevole della situazione di partenza, già abbastanza grama.

Ogni canzone è corredata dal suo video ufficiale che scorre dietro l’interfaccia ma non troviamo nessuna delle funzioni aggiuntive che pur ci si potrebbero aspettare da un gioco dedicato al cantare: possiamo regolare volumi di musica e microfono ma la nostra voce sarà sempre sotto la base originale, non è possibile quindi in nessun modo cancellare la voce originale dell’artista per cantare da soli sulla base o riascoltare le proprie esibizioni e anche la linea vocale che viene valutata a volte fa delle scelte inusuali passando in maniera arbitraria da voce principale ai cori o imponendoci di cantare tutte le parti di un duetto.

La playlist propone solo una trentina di canzoni con un focus abbastanza ossessivo verso successi pop degli ultimi 5/6 anni, tanto che quei 4/5 classici degli anni ’80 sembrano quasi fuori posto. Non c’è neanche una menzione di contenuti aggiuntivi o di uno store interno dove poter recuperare nuove canzoni.

We Sing Pop è un software-porcheria sviluppato al risparmio che non vale i soldi che costa, neanche se per vostra sfortuna foste dei fan sfegatati di tutte le canzoni della terribile playlist. In qualunque caso aspettate il mercoledì e andate al karaoke del bar del paese, i soldi spesi per la birra saranno sicuramente un investimento migliore.

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