VR Karts - Recensione

Non nego che i giochi di kart mi siano sempre piaciuti. Forse sarà la loro apparenza sbarazzina, lontana anni luce dalle presunte e seriose simulazioni, oppure quel loro lato fottutamente arcade, capace di farmi tornare alla mente i gloriosi giorni delle sale giochi, quando ancora erano il luogo in cui recarsi per vedere le ultime e squassanti novità videoludiche di cui avremmo atteso, invano, una decente conversione per le macchine casalinghe. Sarà per questo motivo che mi sono avvicinato a VR Karts colmo delle migliori intenzioni, solo per venire sadicamente disatteso, non prima di essere stato pure crudelmente illuso. No cari ragazzi di Viewpoint Games, così non si fa.

Vicolo cieco

È palese che, vista la tipologia di gioco, aspettarsi una qualsiasi forma di trama in VR Karts sarebbe quanto mai azzardato. In fondo chi ha bisogno di una giustificazione valida, che esuli dal semplice arrivare primi e (magari) sbloccare nuovi circuiti e veicoli, quando si tratta di correre a bordo di sgargianti mini vetture? Pertanto non stupirà la sua effettiva assenza, peccato che le lacune siano estese anche ad altri aspetti ben piùfondamentali. Superato l’esaustivo tutorial in grado di fare chiarezza sulle semplici meccaniche ludiche, VR Karts ci permetterà di accedere a ciascuna delle sue funzionalità: corsa singola, prova a tempo, torneo e gare online. Sulle prime due modalità c’è poco da dire, dato che non dovremo fare altro che scegliere uno dei 12 percorsi disponibili e decidere se gareggiare al meglio dei 3 giri contro altri piloti governati dall’IA, oppure cimentarsi in una corsa contro il tempo nel tentativo di limare le nostre performance da uploadare nelle classifiche online. Tutto funziona bene, grazie anche al sistema di controllo reattivo che, per quanto molto semplicistico, ben si sposa con la realtà virtuale. Le cose si complicano in peggio quando scegliamo di imbarcarci in quello che, di norma, è l’aspetto più interessante di simili produzioni, ovvero la carriera. Spalmata su tre distinte coppe, questa si limiterà a proporre in sequenza una serie di gare, ovviamente con l’obiettivo di incamerare il maggior numero di punti per chiudere in testa la stagione. Stop. Nessuno sbloccabile, nessun incentivo a procedere, solo lo stimolo di ottenere i relativi Trofei legati al completamento. Va da sé che in poco meno di un’oretta il tutto si può tranquillamente archiviare, proprio data l’assenza di un qualsiasi pretesto valido per ripetere i campionati. Stupisce, in questo senso, l’aver limitato lo sblocco di alcuni elementi di personalizzazione (peraltro alquanto elementari) all’acquisto di un DLC: non dico che rendere il tutto accessibile in-game avrebbe rivoluzionato le sorti di VR Karts, ma per lo meno avrebbe incentivato un minimo il giocatore e avrebbe reso meno amaro il non certo indifferente prezzo del titolo (39,99 Euro). A poco serve, in questo senso, il comparto online, dato che nel corso delle mie sessioni di prova solo due volte sono riuscito ad incrociare uno sparuto player con cui condividere qualche minuto in pista. E qua mi arrabbio ancor di più, dato che le performance in rete si sono rivelate ottime e di sicuro, se le lobby fossero maggiormente popolate, VR Karts potrebbe beneficiare di un boost non certo indifferente. Ma almeno in questo frangente è ovvio come non sia colpa del team.

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Solido motore

E dire che a livello puramente tecnico la produzione Viewpoint Games avrebbe anche tutte le carte in regola per colpire la platea, grazie ad un comparto tecnico semplice ma estremamente pulito e colorato. La stessa fluidità di gioco è granitica, con l’engine in grado di accompagnare in maniera eccellente le nostre scorribande. Il senso di velocità, pur non essendo sfacciato per ovvi motivi legati alla modalità VR, è comunque adeguato, così come il gameplay che pur essendo molto basilare risulta assai funzionale. Azzeccato anche il sistema di utilizzo delle varie armi disseminate su tracciati che, in caso di strumenti di offesa, sfrutta il puntamento tramite il movimento della testa. Da dimenticare, invece, i controlli gestiti dai giroscopi presenti nel DualShock 4. Blanda la caratterizzazione dei tracciati, decisamente troppo lineari e privi di reali ostacoli: anche in questo caso sarebbe bastato complicare un po’ le cose, infarcendoli davvero di percorsi alternativi e segreti, per aumentare l’interesse generale del titolo.

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VR Karts è la classica occasione mancata, il titolo capace di far arrabbiare per il potenziale malamente gettato al vento. Il gioco, difatti, pur nella sua estrema semplicità riesce nell’arduo compito di divertire, peccato che il tutto duri dannatamente troppo poco per giustificare i quasi 40 Euro richiesti per l’acquisto. L’augurio è che il team posso fare tesoro dell’esperienza e magari si prodighi per rilasciare qualche corposo aggiornamento, possibilmente gratuito, in grado di rendere VR Karts un titolo davvero meritevole della vostra attenzione.

  • Gameplay semplice ma funzionale

  • Comparto tecnico gradevole

  • Controlli classici azzeccati

  • Assenza di progressione

  • Circuiti banali

  • Contenuti risicati in relazione al prezzo

2 Commenti a “VR Karts”

  1. glenkocco on

    e si ritorna alla solita questione delle demo :asd: 40€ per divertirti un'oretta? :asd: al cinema ormai spendo uguale, ma almeno il film di ore ne dura due :asd:

  2. The_WLF on

    e si ritorna alla solita questione delle demo :asd: 40€ per divertirti un'oretta? :asd: al cinema ormai spendo uguale, ma almeno il film di ore ne dura due :asd:

    No, in questo niente demo, solo un titolo venduto a prezzo assurdo per l'offerta. 15 Euro, visti i contenuti, sarebbe stato il suo prezzo, dato che comunque è molto rigiocabile essendo un racing. Con l'online popolato ha il suo perchè, ma ovviamente non a 40 sacchi…

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