The Council – Ep. 1 “The Mad Ones” - Recensione

Possiamo ormai riconoscere senza problemi l’esistenza di un vero e proprio genere per le avventure narrative, titoli come le produzioni Telltale Games che in sostanza offrono poco da giocare ma coinvolgono il giocatore grazie a un focus sulla storia e con la presenza di bivi narrativi che cambiano la storia. The Walking Dead ha segnato un punto di svolta per Telltale Games con la compagnia che ad oggi può vantare partnership importanti, da Batman, ai Guardiani della Galassia, passando per Minecraft e Game of Thrones. Poi è arrivata Dontnod che con Life is Strange ha cambiato un po’ le carte in gioco arricchendo quella formula di gioco con la possibilità di tornare indietro nel tempo e sbloccare così nuovi bivi narrativi. Come Dontnod, anche Big Bad Wolf Studio parte dalla base dei giochi Telltale  proponendo con The Council un’avventura narrativa molto tradizionale che però viene arricchita da alcuni elementi presi di peso dagli RPG. Avventura narrativa e RPG? Un mix insolito e che sembra innaturale, eppure dopo aver giocato il primo episodio di The Council possiamo affermare di essere molto curiosi per i futuri episodi del titolo di Big Bad Wolf Studio.

The Mad Ones

I primi minuti di The Council ci permettono subito di fare la conoscenza di Louis e Sarah de Richet, rispettivamente figlio e madre, e membri di una società segreta chiamata The Golden Circle. Dopo un breve prologo che mettono in risalto le abilità dei due membri del The Golden Circle, il racconto ci fa fare un salto in avanti di un mese con Louis che viene invitato come ospite su di un’isola, nella dimora di una misteriosa figura chiamata Lord Mortimer. Il motivo di questo invito è molto semplice: Sarah, la madre di Louis, è scomparsa sull’isola e spetta proprio al protagonista ritrovarla. Louis non è però solo su quest’isola visto che in questo luogo sono state invitate altre figure di spicco come George Washington, Napoleone Bonaparte, Manuel Godoy e non solo. Proprio con questi personaggi il nostro protagonista dovrà interagire per scoprire dove si nasconde la madre.

Questo primo episodio di The Council, intitolato The Mad Ones, ha posto delle basi molto interessanti portando con sé diversi misteri che non vediamo l’ora di scoprire nei prossimi quattro episodi. Completabile in poco meno di 3 ore, l’episodio è suddiviso in quattro capitoli che hanno messo in evidenza dei personaggi davvero ben caratterizzati. Insomma al momento non possiamo che elogiare il lavoro svolto da Big Bad Wolf nella sceneggiatura della sua opera, la speranza è che il livello di scrittura si mantenga alto anche in futuro.

Poco dopo la fase introduttiva dobbiamo scegliere la classe d’appartenenza del nostro protagonista: il diplomatico sarà più efficiente nei dialoghi con maggiori probabilità di vincere i confronti dialettici con gli altri personaggi; il detective può osservare dettagli che una persona normale non può individuare essendo più efficace nelle fasi d’investigazione; l’occultista invece è un esperto di scienze e arti oscure. Ciascuna classe possiede un apposito skill tree con abilità da sbloccare mediante l’uso di appositi punti ottenibili con il salire di livello. Scegliere una classe piuttosto che un altra non ci impedisce comunque di sbloccare abilità appartenenti alle classi che non avete scelto, semplicemente viene richiesta la spesa di punti extra per lo sblocco.

Tutto il sistema messo in piedi da Big Bad Wolf ruota attorno all’uso dei cosiddetti Effort Points da spendere durante i dialoghi con gli altri personaggi. Il costo in Effort Points dipende dall’abilità che si sta utilizzando, più è sviluppata nel già citato skill tree e meno punti vengono richiesti. Inoltre alcune azioni o dialoghi saranno impossibili da utilizzare poiché all’inizio del gioco non avremo sbloccato tutte le abilità di Louis. I vari personaggi hanno la loro personalità con tanto di invulnerabilità e vulnerabilità da scoprire mano a mano e da sfruttare quando possibile. Oltre a dialoghi a scelta multipla molto tradizionali, nel gioco è presente anche una meccanica chiamata confronti in cui persuadere un personaggio con un indicatore in altro sullo schermo che ci dice se stiamo vincendo o meno la battaglia dialettica. In The Council c’è spazio anche per l’esplorazione dello scenario: anche in questo caso possiamo sfruttare le abilità e gli effort points per scoprire nuovi indizi. Inoltre sparsi per l’isola possiamo trovare anche degli oggetti utili per recuperare gli effort points o per ottenere dei bonus temporanei; infine troviamo anche dei manoscritti da equipaggiare per rendere più veloce la progressione del protagonista sbloccando nuove abilità o potenziando quelle che già possediamo. Infine non mancano i classici bivi narrativi in cui decidere ad esempio se aiutare una persona o seguirne un’altra. Bivi, dialoghi ed esplorazione cambiano la storia e il rapporto con gli altri personaggi come da tradizione per il genere.

La parte dolente di The Council arriva proprio dal comparto visivo che mostra una conta poligonale piuttosto povera e un’espressione dei personaggi abbastanza scarsa. Buono invece il lavoro dal punto di vista registico e dell’atmosfera. Di buon livello il doppiaggio in inglese, peccato per la mancanza della traduzione in italiano. La comprensione del testo comunque non si è rivelata particolarmente difficile, insomma non serve un madrelingua per seguire il gioco.

Commento finale

Questo primo episodio di The Council mette in mostra tanto di quel potenziale che una volta arrivati alla fine eravamo desiderosi di giocare subito un secondo episodio. A una struttura di base molto classica per il genere delle avventure narrative, il gioco unisce degli elementi presi di peso dagli RPG che rendono l’esperienza di gioco decisamente profonda e altamente rigiocabile. The Council ha il potenziale di settare nuovi standard per il genere delle avventure narrative, adesso spetta solo a Big Bad Wolf l’arduo compito di far crescere la sua opera sia dal punto di vista narrativo che del gameplay.

  • Premessa narrativa molto interessante

  • Personaggi ben caratterizzati

  • La crescita del protagonista

  • La fusione di avventura narrativa e RPG

  • Graficamente si poteva fare di più

  • Espressioni dei personaggi povere

  • Solo in inglese

 

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