Sword Art Online: Fatal Bullet - Recensione

Sword Art Online è uno dei brand più famosi nel mondo. Grazie alla diffusione della serie su Netflix, questo anime, che racconta di mondi in realtà virtuale, è diventato popolare praticamente in ogni angolo del globo. E ovviamente su questo franchise non potevano che sorgere gadget, action figure e soprattutto videogiochi. Nello specifico oggi andiamo a provare quello dedicato alla seconda serie da pochi mesi presente su Netflix, ovvero Sword Art Online II.

GGO

La storia del gioco si inserisce all’interno della serie anime, sfiorandola in alcuni momenti. Come tutti sanno, nel mondo di S.A.O. è stato inventato un nuovo tipo di VR chiamato NerveGear che grazie alla tecnologia FullDive permette al player di vivere il gioco come una esperienza di vita reale: peccato però che il creatore di tutto sia uno scienziato folle che decide di intrappolare i giocatori all’interno del mondo virtuale legando a doppio filo gli hit point del gioco alla vita degli utenti, che moriranno nella vita reale se i loro HP arrivano a zero nel mondo di gioco. Dopo aver completato Sword Art Online e salvato tantissime vite, Kirito e Asuna cercano di tornare ad una vita normale pur continuando a giocare ai MMOVRPG grazie ad un nuovo VR privo dei pericoli del NerveGear chiamato Amusphear. Kirito viene contattato da una sua vecchia conoscenza delle forze speciali che gli chiede di trasferire il suo account su di un altro gioco, Gun Gales Online, dove dovrà investigare su di un PG che sembra dotato in apparenza degli stessi poteri del vecchio S.A.O, ovvero uccidendo il PG nel gioco uccide il suo utente nel mondo reale. Dopo qualche titubanza, Kirito accetta. Ed è qui che il nostro personaggio, la sua amica Kureha e soprattutto l’intelligenza artificiale Rei si inseriscono nella storia.

MainFrame

Sword Art Online: Fatal Bullet è un action-rpg con forte impronta TPS. All’inizio del gioco potremo personalizzare il nostro avatar scegliendo forma del viso, altezza, peso, colore dei capelli, degli occhi e via discorrendo. Ma ve lo anticipo, alla fine il nostro personaggio assomiglierà inconfondibilmente a Kirito: I visi messi a disposizione del giocatore infatti sono molto simili a quelli dei personaggi principali della serie. Ma questo non è un gran problema, durante il gioco potremo sbloccare progetti di abiti che Asuna sarà felice di cucirci che ci permetteranno di distinguerci dalla massa ed ognuno dotato di propri plus e minus che andranno ad influire il nostro gameplay. Potremo inoltre acquistare armi, gadget e accessori da far indossare al nostro personaggio e alla nostra intelligenza artificiale. Come in ogni gioco di ruolo che si rispetti il nostro compito sarà far crescere di livello sia il nostro PG che Rei, modificandone poi le caratteristiche e le abilità. Anche le armi saranno personalizzabili sfruttando le capacità di una delle amiche di Kirito che potrà potenziarle o fonderle fra loro grazie a dei chip speciali per farle diventare qualcosa di totalmente nuovo. Oltre alla storia principale potremo selezionare varie missioni secondarie divise per categoria: PvP, PvE e Caccia al tesoro. Nel primo dovremo cacciare altri avversari che si sono guadagnati delle taglie sulla loro testa, nel secondo potremo invece cacciare e far fuori nemici particolari e molto forti, nel terzo invece ci verrà affidato il compito di cercare oggetti perduti da altri PG. Potremo decidere da chi farci accompagnare in ogni missione, fino a raggiungere un massimo di 4 compagni per squadra.

Antico Futuro

Ma GGO dov’è ambientato? Ci troviamo in un futuro passato dove combatteremo contro ogni sorta di mostro e drone umanoide oltre a insetti e robot volanti. Le razze degli avversari inoltre saranno suddivise in varie sottocategorie: ci troveremo ad esempio ad affrontare in una città abbandonata dei droidi assaltatori, droidi cecchino e tanti altri, tutti caratterizzati da colori diversi. Molte volte ci capiterà di scoprire casse segrete che ci permetteranno di rifornirci di nuove armi e munizioni. E parlando delle munizioni non posso non citare la genialata legata al loro acquisto. Raramente le casse che troveremo lungo i percorsi di gioco saranno prodighe di proiettili, e dovremo acquistarne a tonnellate ad ogni inizio missione pena la nostra morte inevitabile. E parlando di morte, essa è definitiva solo quando tutti i personaggi della stessa squadra moriranno. Infatti se un personaggio rimane in vita potrà rianimare gli altri ridonandogli più di metà della barra dell’energia. Premendo il touch del nostro pad potremo scegliere gli schemi di attacco di Rei o ordinarle ad esempio di dedicarsi più alla cura che al combattimento, rendendo molto variegato il nostro approccio ai combattimenti. Le missioni più complesse ci porteranno inevitabilmente ad affrontare dungeon pieni di mostri che non aspettano altro che la nostra visita per poter giocare con i nostri cadaveri.  Mosso dall’inossidabile Unreal Engine 4, Sword Art Online: Fatal Bullett sfoggia una grafica di buon livello. I personaggi in cell shading sono animati alla perfezione ed il frame rate si manterrà sempre stabile anche nelle battaglie più accanite. Il doppiaggio in giapponese con sottotitoli in italiano è di buon livello, e raramente troveremo errori di traduzione. Buone le musiche che accompagnano i nostri personaggi nella loro avventura.

Game Over

Sword Art Online: Fatal Bullet è un gioco da acquistare solo se si conosce la serie anime. Infatti la storia di Kirito e Asuna non viene mai raccontata (se non citata via immagini nella sigla iniziale e nei minuti finali di gioco) e quindi chi non è avvezzo all’anime non ci capirà nulla. Purtroppo le mappe sono spoglie e i dungeon privi di mordente e molto simili fra loro.

  • Modalità Variegate

  • Framerate Stabile

  • Dungeon spogli

  • Storia poco approfondita

4 Commenti a “Sword Art Online: Fatal Bullet”

  1. Claudio "Evil_Sephiroth" Perfler on

    Ho un vuoto… La seconda serie anime non è basata su ALO mentre dopo che gungale?

    Ad ogni modo pur apprezzando l’anime come passatempo da anno trovo SAO e tutti quelli nati dopo delle copie di HACK

  2. SkolcStrife on
    Evil_Sephiroth

    Ho un vuoto… La seconda serie anime non è basata su ALO mentre dopo che gungale?

    Ad ogni modo pur apprezzando l'anime come passatempo da anno trovo SAO e tutti quelli nati dopo delle copie di HACK, specie l'anime che davano con i primi 4 giochi "Liminality"

    Nella seconda serie partono da GunGale e poi a metà stagione ritornano in una versione modificata di ALO se non erro.(Come per la prima stagione poco più di metà era ad Aincrad e poi ALO).
    Comunque sì, .hack ha fatto da padre a tutti quelli di questo tipo.Alla fine sono tutti accomunati al genere "Isekai",solo che in un mondo digitale.Vanno a periodi,e ora sono uno o due annetti che gli "Isekai" vanno parecchio di moda. (Re:Zero,KonoSuba,SAO,Overlord ed altri un po' più scarsi IMHO etc).Al momento Overlord è quello che trovo più interessante perché ci sono ancora tanti quesiti.

  3. Ulell on

    @Evil_Sephiroth in realtà la storia principale finisce in Gun Gale Online…poi ci sono alcuni episodi in ALO, ma in questo caso si fa riferimento a tutta la storia di GGO.

  4. Claudio "Evil_Sephiroth" Perfler on

    Sisi parlavo del fatto che mi sembrava la seconda serie fosse in ALO…maledette serie divise in due parti.

    In pratica consideravo la 2a serie come la 3a

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