Surf World Series - Recensione

Surf World Series è il gioco che attendevate da appassionati di surf quali siete. Come? Non lo siete? Beh, ripensateci. Non eravate neanche dei prodigi allo Skate prima di Tony Hawk’s Pro Skater, eppure quanti trick e slides avete fatto nella vostra carriera videoludica? Questo titolo si basa sullo stesso concetto, e vi offrirà un’esperienza fatta di tricks, bilanciamento, e tempismo, cavalcando le onde.

Il tutorial, come un po’ tutti i tutorials, è la parte più noiosa del titolo. In particolare questo, in quanto diviso in mini sezioni che vi insegneranno cose banalissime, seppur importanti, urlandovi in faccia “Superato!” ed interrompendo tutto – suoni, musica, e la stessa mappa – per caricare e riproporvi l’esatto identico scenario, ma con un tutorial differente. Essendo la nostra esperienza da surfisti pari a zero, superare questa fase non è stata né particolarmente divertente né incredibilmente facile, ma ce l’abbiamo fatta. Ciò significa che possiamo finalmente tentare tutto quello che abbiamo immagazzinato nel cervello, e potremo finalmente provarlo in mare aperto.

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Avremo a disposizione diversi surfers di diverso sesso, ed ognuno di essi è personalizzabile in quanto costumi, tavole da surf, ed altri customizzabili per rendere il nostro avatar personale. Nessuno di questi andrà comunque ad influenzare il gameplay, sempre solido, che andrà solo a giudicare la nostra esibizione.

Come si svolge quindi la partita? Detto fatto, inizieremo sdraiati sulla tavola da surf, aspettando l’onda buona. Con la pressione mantenuta del tasto inizieremo a nuotare, e quando sarà il momento opportuno lo rilasceremo per salire e rimanere in equilibrio su di essa. Da qui inizia la difficoltà. Vi sono parecchi metodi per fare tricks, e di conseguenza aumentare il nostro punteggio, che si baserà principalmente sulla varietà di tricks eseguiti e sulla qualità di essi.

Potremo effettuare trick semplici, come il salto o il tornare indietro sull’onda, e renderli un po’ più complessi tenendo premuto un pulsante durante il salto, così da afferrare la tavola, o selezionare il tipo di piroetta da fare prima ancora di effettuarne uno. Potremo anche cavalcare l’onda in equilibrio, o entrare nel suo tunnel. In entrambi i casi il tempismo e l’equilibrio sono essenziali per evitare di venire travolti, e dover così ricominciare perdendo la serie accumulata, e diversi secondi preziosi.

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Vi è anche una barra in basso composta da quattro sezioni, la quale si riempirà gradualmente con il tempo. Una volta riempita potremo “azionarla” selezionando una sequenza di tre tasti (su quattro a disposizione) la quale abiliterà un certo tipo di trick. Quest’ultimo andrà effettuato il più rapidamente possibile dall’attivazione, poiché con il passare del tempo diminuirà di punteggio. Lanciamoci verso l’onda e… saltiamo. Il trick verrà eseguito, e se effettuato con abbastanza velocità e senza errori, torneremo davanti l’onda senza venire travolti. La barra in basso verrà consumata a seconda della combinazione scelta, e ci toccherà attendere nuovamente prima che questa venga riempita.

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Gli stage si svolgeranno sempre così, chiedendoci di battere un determinato punteggio, e offrendo tre sfide complementari ma non obbligatorie che ci sproneranno ad effettuare un certo tipo di partita, ottimo quindi per la differenziazione tra l’una e l’altra.

Le uniche note negative sono rappresentate dalle modalità di gioco, sempre ripetitive e che non permettono un gioco multiplayer né locale né online, e dal numero di tricks presenti, elevato come personalizzazione ma comunque ridotto allo stesso, cosa che dopo un’ora di gioco, e dopo aver padroneggiato il gameplay, risulterà in una serie di partite sempre uguali, con l’oceano come unica differenza.

  • Gameplay

  • Numerosi tricks da padroneggiare

  • Personalizzazione

  • Varietà

  • Ripetitività

  • Tutorial

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