Scribblenauts Showdown - Recensione

Quando Scribblenauts è arrivato su Nintendo DS per la prima volta si è capito subito che 5th Cell aveva tra le proprie mani una IP con parecchio potenziale ancora da sfruttare e i diversi capitoli che sono venuti fuori negli anni hanno consacrato la serie come un brand che Warner Bros Games ha deciso di sfruttare pienamente. Vediamo quindi in Scribblenauts Showdown che cosa c’è di nuovo.

Party per tutti

Con questo capitolo Scribblenauts entra ufficialmente nel mondo dei party game, con tanto di tabellone e minigiochi per guadagnare punti sui nostri avversari. Ma prima facciamo un passo indietro per chi non avesse dimestichezza con la serie: sin dal primo Scribblenauts il brand si è sempre distinto per la possibilità di “creare” dal nulla oggetti, animali e persone tramite input del giocatore che può scrivere liberamente la propria opzione preferita; l’esteso vocabolario presente nel motore di gioco ci conferma se la nostra selezione è stata soddisfatta o meno e in caso positivo ci mostra la nuova creazione, che possiamo usare per superare i puzzle ambientali o i vari obiettivi.

Come detto sopra Scribblenauts Showdown prende questo dizionario e lo applica al party game, dandoci la possibilità di giocare a diverse modalità. La più nuova e sicuramente quella che spicca di più è quella relativa al gioco di gruppo dove, una volta che ognuno ha scelto il proprio avatar, ci dobbiamo spostare sulle caselle di un tabellone usando le carte che abbiamo in mano per arrivare al traguardo. Le carte che abbiamo tra e le caselle del tabellone determinano entrambe varie condizioni di gioco, come il tipo di minigioco da affrontare o il numero di passi che possiamo effettuare in caso di vittoria.

Per collegarsi al concetto base della serie tutti i giochini ci fanno scegliere all’inizio qualcosa che ci può aiutare nella nostra prova che dev’essere relativo ad una categoria specifica: in questo modo nel combattimento dobbiamo immaginare un’arma, nella corsa con button mashing una cavalcatura veloce, nella sfida dei mangiatori qualcosa di commestibile e così via.

Ovviamente chi vince le sfide si porta a casa il bonus relativo alle carte giocate in precedenza, quindi può avanzare, o magari evitare di indietreggiare, mentre chi perde fa più fatica ad arrivare al traguardo.

Anche se focalizzato sul gioco di gruppo Scribblenauts Showdown ha anche una modalità per il gioco singolo che è più affine i capitoli precedenti: ci sono infatti una quindicina di ambienti a tema (la giungla messicana, la nave da crociera ecc…) dove sono sparsi diversi obiettivi da poter concludere per avere in cambio una stella. La maggior parte delle esigenze degli NPC è specificata da un fumetto sulla loro testa o dal contesto della loro situazione ma, nel caso non riuscissimo a capire cosa vogliono, possiamo sempre comprare un indizio con una stella. Le stelle sono inoltre necessarie per sbloccare nuove parole per il nostro dizionario e nuovi avatar.

In tutte le modalità la selezione delle parole da creare permette l’inserimento veloce anche tramite joypad, usando un sistema di immissione che sfrutta le due levette direzionali in maniera decisamente immediata.

Con la sua caratteristica grafica cartoon Scribblenauts Showdown è fondamentalmente identico dal 2009, anno del primo episodio, anche perché con il suo enorme vocabolario cambiare stile vorrebbe dire ridisegnare da capo tutte le parole che il giocatore può creare liberamente.

Scribblenauts Showdown ha però anche dei problemi: se è vero che il party game può darvi sicuramente qualche soddisfazione per risolvere una serata con amici il numero dei minigiochi è limitato (una trentina) e se è vero che nel tabellone possono partecipare fino a 4 persone quasi tutti i giochini supportano al massimo 2 persone, lasciando gli altri con le mani in mano. Allo stesso modo il più grande pregio del gioco, cioè il vocabolario, nei party game viene usato sempre in maniera limitata e marginale con la sola selezione della parola iniziale (quando c’è), che spesso però rimane solo un pretesto che rallenta il ritmo di gioco. Dall’altra parte anche se nei livelli a tema ritroviamo quello che c’era nei vecchi capitoli, anche qui abbiamo pochi ambienti (una quindicina) che non sono neanche così estesi.

Scribblenauts Showdown è al momento l’unico capitolo della serie sulle nuove console, quindi potrebbe essere una scelta obbligata per quelli che vogliono ritrovare il mondo colorato di Scribblenauts tra le proprie mani. Il focus sul gioco di gruppo e i pochi contenuti però potrebbero farvi aspettare un eventuale prossimo capitolo, o indirizzarvi sulle versioni per mobile, più classiche come approccio.

  • Un party game colorato, immediato e per tutti

  • L'enorme vocabolario di parole che interagiscono tra loro...

  • ...che però viene usato in maniera marginale

  • Pochi contenuti e poca libertà di azione

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