Rogue Aces - Recensione

1942 fu un mio must sul mitico Commodore 64, mentre ci pensò Wings a rallegrare le ore spese in compagnia dell’Amiga 500, il tutto in attesa di fare stragi di tedeschi su personal computer grazie a Red Baron. Insomma, è innegabile come mi sia divertito davvero tanto, nel corso di quasi 4 decadi, in compagnia di un ricco cast di aerei dal comportamento fortemente arcade. Ed è stato proprio in memoria di queste tre vecchie glorie che mi sono avvicinato, non certo privo di una buona dose di entusiasmo, a Rogue Aces.

Volere volare

Palesemente ispirata agli shooter dei bei tempi andati, la produzione Infinite State Games evidenzia chiaramente la sua fonte di ispirazione sin dalle battute iniziali, non appena avremo avviato la prima modalità disponibile nel menu di gioco: tutto si basa si di un esilissimo canovaccio privo di forti implicazioni narrative, un mero espediente utile ad incollare tra loro le varie missioni di natura procedurale che saremo chiamati ad affrontare. Fondamentalmente, qualunque sia l’opzione di gioco selezionata, ci ritroveremo a bordo di un aereo, ed il nostro compito sarà quello di portare a termine gli incarichi che ci verranno, di volta in volta, assegnati dal nostro superiore. Generalmente si tratterà di abbattere un certo numero di velivoli avversari, distruggere avamposti terrestri, oppure impedire l’atterraggio di un gruppo di paracadutisti, il tutto all’interno di un coloratissimo mondo a scorrimento laterale. A nostra disposizione, come già detto, potremo contare su tre bimotori (che rappresentano le nostre vite di gioco), armati di mitragliatrice, missili e bombe. Tutto è gestito in maniera estremamente arcade, pertanto non aspettatevi un layout dei comandi complesso ed una gestione del mezzo ostica da padroneggiare. Uno dei pregi principali di Rogue Aces, difatti, è la sua estrema immediatezza, elemento che renderà davvero rapido l’approccio alla produzione Infinite State Games. Peccato come il gameplay ed il gunplay abbiano finito per essere calati all’interno di una struttura di ludica estremamente limitata, che finisce per esaurire le proprie cartucce nel giro di una manciata di sortite.

Redo from start

A dispetto di un discreto spettro di opzioni di gioco sbloccabili nel corso dell’avventura, difatti, Rogue Aces si è dimostrato incapace di declinare in maniera interessante le varie modalità ludiche: sia che si scelga di intraprendere l’infinita campagna arcade, oppure di procedere alla conquista di un gruppo di isole, ci ritroveremo sempre a compiere le medesime azioni, la cui varietà finirà per esaurirsi in brevissimo tempo, invero un difetto non da poco per un titolo che fa della proceduralità uno dei suoi punti fermi. A latitare in Rogue Aces, nonostante un contatore di livelli per il nostro avatar, è il senso di progressione e crescita, dato che pur accumulando ore ed ore di giocato (e punti esperienza), non potremo in alcun modo accedere a veicoli supplementari, oppure ad un kit di modifica del nostro mezzo. Se si escludono alcuni power up random assegnati ad ogni partita, potenziamenti ottenibili temporaneamente da alcuni aerei abbattuti, oltre alla scomodissima possibilità di rubare al volo i mezzi nemici (che saranno comunque identici al nostro), non c’è assolutamente modo di modificare l’esperienza di gioco, che finirà sin troppo presto per riproporsi in tutta la sua sterile monotonia. Certo, ci troviamo al cospetto di una produzione arcade, pertanto lontana dalla complessità di altre tipologie ludiche, ma è innegabile come uno sforzo maggiore in termini di coinvolgimento e personalizzazione andasse comunque fatto. Limitarsi a proporre sotto nomi differenti il medesimo approccio non si è, di certo, rivelata una scelta felice. A livello puramente visivo, invece, sono pochi gli appunti che si possono fare a Rogue Aces, grazie principalmente ad una grafica estremamente pulita ed accattivante, arricchita da alcune chicche accessorie come il ciclo giorno/notte estremamente ben realizzato e convincente.

Peccato. Sì, perché Rogue Aces, visto il suo gameplay ottimo e divertente, avrebbe meritato una sorte migliore. I ragazzi di Infinite State Games, infatti, pur avendo confezionato un prodotto concettualmente solido, hanno finito per veder mitigati sensibilmente i loro sforzi a causa di una ripetitività sin troppo accentuata, che finisce per scontrarsi in maniera rovinosa con la struttura procedurale alla base del tutto. Pur se intrigante ed appagante, il gameplay di Rogue Aces pecca in varietà, e non bastano una manciata di modalità aggiuntive (invero tutte tristemente simili tra loro) per elevare la produzione Infinite State Games al di sopra di una onesta sufficienza.

  • Gamplay arcade accattivante

  • Visivamente gradevole

  • Varietà praticamente inesistente

  • Struttura procedurale deludente

2 Commenti a “Rogue Aces”

  1. edgar poe01 on

    Questa rece ha catturato la mia attenzione perché anche io giocai al mitico 1942 et simili, ma non amando la nostalgia, sono molto critico sul ritorno di alcuni generi/giochi.

  2. The_WLF on
    edgar poe01

    Questa rece ha catturato la mia attenzione perché anche io giocai al mitico 1942 et simili, ma non amando la nostalgia, sono molto critico sul ritorno di alcuni generi/giochi.

    Il genere si presta bene ad essere riproposto, peccato che qua la ripetitività finisca per affossare dopo poco il divertimento…

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