NBA 2K20 - Recensione

La pallacanestro, emanazione cerebrale del celebre James “The Doc” Naismith, medico canadese e inventore appunto dello sport con la palla a spicchi, è una delle attività ludico-sportive più seguite al mondo e, da qualche lustro, Nba 2k rappresenta il massimo ludicamente parlando possibile. In una, a volte lenta, continua evoluzione tecnico-contenutistica, tra alti e qualche basso (inerente soprattutto alle famigerate micro-transazioni), la serie targata 2K è diventata il punto di riferimento degli appassionati del settore. Senza ulteriori indugi, ecco a voi Nba 2K20!

NBA 2K20 è il nuovo episodio della longeva saga 2K dedicata alla pallacanestro. Appuntamento attesissimo di anno in anno, l’edizione di quest’anno ha introdotto alcune interessanti novità, apportando modifiche di peso in questioni che, nelle passate edizioni, erano state affrontate ma forse non giustamente approfondite. Iniziamo con il descrivere le modalità presenti nel gioco: oltre alle classiche modalità. tra sfide 1 vs 1 e stagioni “classiche”, Nba 2k offre il suo meglio nelle modalità che la contraddistinguono da tempo. Parliamo innanzitutto della modalità Carriera, anche quest’anno incentrata sulla storia di un ragazzo che, superando alcune traversie e scelte (che saremo chiamati a prendere, senza che però abbiano un concreto impatto sul fluire del gioco), punterà ad arrivare in Nba. Quest’anno, la linea narrativa vedrà la partecipazione di attori di un certo rilievo (Idris Elba, Rosario Dawson) oltre che “comparse” provenienti direttamente dall’Nba, come “Il Re” Lebron James (che comparirà anche in veste di producer della sezione narrativa).

Ma, oltre alla storia vera e propria, la modalità MyCareer ha subito pesanti modificazioni: la prima novità è l’abbandono del vecchio sistema della doppia scelta degli archetipi, dalla quale poi sarebbero dipesi i “talenti” (nelle vecchie edizioni del gioco, collegato in modo “statico” alla scelta del doppio archetipo) del nostro giocatore assieme al limite massimo delle statistiche raggiungibili. 2K20 introduce un sistema per certi versi più semplice dei precedenti, ma anche più completo: all’inizio, avremo la facoltà di scegliere fra “preset” base composti dai vari campi di interesse (playmaking, shooting, slashing ecc) in varie misure, rappresentati da comodi aerogrammi suddivisi in aree colorate. Ad esempio, avremo il preset dedicato al tiro e al playmaking, oppure quello da slasher puro ecc.

La scelta del preset ci consentirà di ottenere una panoramica base del massimo raggiungibile a livello di statistiche del nostro personaggio ma, con le modificazioni introdotte, anche del massimo ipotetico raggiungibile coi talenti. Investendo punti in una determinata abilità, ci consentirà di guadagnarne altri nella macro-area a cui quella abilità appartiene. Più punti avremo in una macro-area, più “talenti” potremo scegliere di avere, andando quindi a delineare liberamente il tipo di gioco del nostro alter-ego. Una volta effettuata la scelta, avremo accesso al quartiere che, come negli scorsi anni, ci consentirà di intraprendere varie attività sportive e non, in condivisione.

Altre modifiche di peso sono state introdotte alla modalità MyTeam (modalità in cui potremo costruire la nostra squadra attraverso l’acquisto di carte) e MyGm, dove interpreteremo il ruolo appunto di manager di un team professionistico. Nella prima modalità, sono stati introdotti bonus giornalieri per il login oltre alle “Evolution Cards” dove, completando alcune attività/obiettivi specifici, potremo far lentamente evolvere le nostre star Nba, che man mano sbloccheranno anche nuove abilità. Per quanto riguarda la modalità “MyGm”, la struttura di gioco è stata completamente rivoluzionata, trasformandola in una sorta di gioco da tavolo/di ruolo: avremo dei punti azione che fungeranno da “benzina” per permetterci di compiere determinate azioni (come il parlare con un giocatore o prendere decisioni di stampo manageriale). Ogni azione intrapresa avrà ovviamente un effetto e ipotetiche ripercussioni e dovremo, quindi, pianificare al meglio l’utilizzo dei suddetti punti. In aggiunta, avremo a disposizione anche un albero delle abilità, con cui potremo migliorare differenti aspetti della nostra carriera manageriale.

A livello più squisitamente meccanico, Visual Concept ha lavorato “di fino” per migliorare ulteriormente un gioco che, di già, era sicuramente di qualità elevatissima: a partire dal sistema di tiro, molto meno punitivo rispetto al passato e più verosimile, e al generale feeling fisico dei giocatori, che risulterà molto più realistico rispetto al passato (niente più bestioni da 2.20 che corrono come leprotti!). Anche le animazioni generali, da sempre un punto di forza della serie targata 2K, saranno sostanzialmente identiche alla realtà, con tutta una serie di chicche che gli Nba “enthusiast” apprezzeranno appieno. In generale, il lavoro profuso è pregevole e spinge ulteriormente in avanti un comparto tecnico che rasenta già di base “la verità”. Ma veniamo alla croce e delizia del gioco, ovvero le micro-transazioni: ebbene, anche in questa edizione, sarà possibile acquistare crediti per potenziare il proprio alter ego o acquistare pacchetti per la propria squadra. Nonostante non sia ovviamente obbligatorio acquistarli, l’avere una struttura competitiva online piuttosto ben organizzata (anche se non prima di difetti) cozza un po’ con l’offrire la possibilità di “bruciare le tappe” e rafforzarsi non giocando.

Da un punto di vista più squisitamente tecnico, le produzioni 2K si attestano sempre ad altissimi livelli e Nba 2k20 non fa eccezione: tolto qualche piccola incertezza iniziale (già quasi del tutto risolte con le prime patch a ridosso del Day One), il gioco confezionato da Visual Concepts è fluido, graficamente dettagliato e quasi speculare alla realtà. In generale, anche questioni che il titolo si porta dietro da tempo, sia offline (come sporadiche animazioni tagliate e che fanno “teletrasportare” il giocatore) che online (un matchmaking impreciso, problemi di latenza ecc), sembrano esser state affrontate in modo più deciso, portando ad un leggero miglioramento generale della questione.

Nba 2k20 è sicuramente il non plus ultra cestistico-ludico presente attualmente sul mercato: rispetto al passato, c’è stato un maggiore focus sul gameplay, senza però trascurare i contenuti che, in larga parte, sono stati “rivoluzionati”. Il titolo presenterà qualche indecisione tecnica e alcune problematiche derivanti dal “passato”, ma che influiscono in modo relativo sulla fruibilità complessiva.

  • Migliorie nel gameplay

  • Contenuti espansi

  • Meccaniche quasi perfette

  • Alcuni problemi tecnici

  • Microtransazioni minano potenzialmente la competitività

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