Mario Kart 8 - Recensione

Il baffuto e panciuto idraulico di casa Nintendo nel corso della sua vita videoludica ha innescato due rivoluzioni che hanno fatto la storia e ancora oggi milioni di giocatori ricordano con estremo piacere. Quella più ovvia è l’approdo alla terza dimensione che avvia un nuovo vero e proprio genere: i platform 3D. L’altra risale al 1992, quando Mario e soci si misero alla guida di piccoli kart dall’andatura incerta, dimostrando la palese differenza tra un personaggio di un videogioco e una mascotte. Quell’anno nacque Mario Kart per SNES. Negli anni abbiamo visto un capitolo della serie per ogni console Nintendo, comprese le portatili, e ogni volta abbiamo assistito a piccoli pezzi d’arte videoludica, confezionati a regola d’arte.
Mario Kart 8 non fa eccezione, ma anzi rappresenta uno dei punti più alti raggiunti dalla serie.
Ma andiamo con ordine.

Il baffuto e panciuto idraulico di casa Nintendo nel corso della sua vita videoludica ha innescato due rivoluzioni che hanno fatto la storia e ancora oggi milioni di giocatori ricordano con estremo piacere. Quella più ovvia è l’approdo alla terza dimensione che avvia un nuovo vero e proprio genere: i platform 3D. L’altra risale al 1992, quando Mario e soci si misero alla guida di piccoli kart dall’andatura incerta, dimostrando la palese differenza tra un personaggio di un videogioco e una mascotte. Quell’anno nacque Mario Kart per SNES. Negli anni abbiamo visto un capitolo della serie per ogni console Nintendo, comprese le portatili, e ogni volta abbiamo assistito a piccoli pezzi d’arte videoludica, confezionati a regola d’arte.
Mario Kart 8 non fa eccezione, ma anzi rappresenta uno dei punti più alti raggiunti dalla serie.
Ma andiamo con ordine.

Sfrecciando in alta definizione

Inutile negarlo: la prima cosa che lascia a bocca aperta di Mario Kart 8 è la splendida grafica.
Era logico aspettarsi che i designer Nintendo avrebbero dimostrato il fatto loro una volta presa dimestichezza con l’alta definizione (in ritardo di 7 anni sulla concorrenza, ma questo è un altro discorso), ma lo spettacolo per gli occhi che hanno preparato in questo capitolo è abbacinante.
Non parliamo della complessità dei modelli o della profondità delle textures, bensì nella cura maniacale nel rendere tutto omogeneo e allo stesso tempo sorprendente.
Il gioco scorre a 60 frame per secondo: granitici in single player e in splitscreen a due (in 3 o 4 giocatori invece si ferma a 30fps), senza mai avere un intoppo e se conoscete un po’ la serie sapete bene che di azione ce n’è a bizzeffe. Le animazioni dei singoli personaggi sono ben orchestrate e sempre correlate all’azione, si girano per vedere chi li sorpasssa, festeggiano se colpiscono un avversario e altro ancora.
I circuiti offerti in questo capitolo raggiungono picchi ancora mai raggiunti grazie soprattutto alla nuova capacità di poter correre in assenza di gravità aggiunta alla possibilità di andare sott’acqua e veleggiare grazie al nostro fido deltaplano, abilità ereditate dal precedente capitolo.
Queste nuove caratteristiche hanno permesso ai designer di sbizzarrirsi in complessi circuiti che sfidano le leggi della fisica e stupiscono il giocatore.
Non dobbiamo però preoccuparci, la visuale di gioco rimane sempre la stessa: è il mondo a girarci intorno e capiterà più volte di trovare avversari gareggiare a testa in giù rispetto a noi. Come è lecito aspettarsi, ogni percorso nasconde svariate scorciatoie ed è solo grazie all’allenamento che riusciremo a scoprire le più funzionali.
La palette scelta è per certi versi molto simile a quella vista all’opera in Super Mario 3D World: colori cartoon, ma allo stesso tempo non lontani dalla realtà.

Second is the Best

Il gioco offre varie modalità per divertirsi sia da soli che in compagnia online o locale.
Nel classico Gran Premio dobbiamo affrontare 8 gruppi di 4 corse ciascuno composti da 4 totalmente nuovi e 4 realizzati con rifacimenti dei circuiti visti nei precedenti capitoli.
In ogni Gran Premio gareggeremo per ottenere un quantitativo di punti che verranno poi sommati alla conclusione decretando così la classifica finale.
Ogni torneo può essere affrontato a tre livelli di difficoltà che andranno ad incidere soprattutto sulla velocità dei mezzi e di conseguenza sulla loro guidabilità, ma anche sulla cattiveria dei corridori pilotati dalla CPU. Inutile dire che se a 50cc, la difficoltà più bassa, le gare avranno un che di soporifero, a 150cc, la difficoltà più alta, dovremo lottare fino all’ultimo metro per ottenere un posto sul podio.

Nella Corsa a Tempo affronteremo ogni pista cercando di stabilire il nostro record personale o di battere i fantasmi scaricabili dal Nintendo Network, con la possibilità di caricare i nostri record.


Torna con nostro estremo piacere la modalità Battaglia. Niente arene: questa volta le nostre sfide verranno svolte in alcuni dei circuiti dei tornei più funzionali a questa modalità. Inizialmente questa scelta ci ha lasciato un po’ spiazzati, ma dobbiamo ammettere che correre all’inseguimento di un corridore cercando di abbatterlo e trovarsi improvvisamente un avversario armato fino ai denti in contromano è galvanizzante. La modalità Battaglia si è rivelata molto divertente e un’ottima alternativa alle classiche gare.

Oltre a queste modalità abbiamo una piacevole aggiunta totalmente inedita per la serie: la Mario Kart TV.
In questa sezione verranno raccolti i replay delle nostre gare che potremo rivedere personalizzandoli con scelte come: quali piloti seguire, cosa preferire tra azioni o sorpassi e quale lunghezza dare al video. Tramite i comandi del pad potremo rallentare l’azione e vedere alla moviola i momenti più epici.
Sarà inoltre possibile caricare questi video sia su Miiverse che su Youtube, ma rimane da vedere la qualità dei video catturati, visto che il servizio non era attivo durante la nostra prova.


Il numero di corridori che si affrontano lungo le spericolate piste di Mario Kart 8 sale a dodici, aumentando il caos e la precarietà in ogni singola gara.
Aumentano anche le armi a nostra disposizione. Insieme ai classici della serie troveremo simpatiche new entry che porteranno nuovo scompiglio nelle nostre gare.
Il Boomerang arriva direttamente dalla serie di platform dedicato al panciuto idraulico. Questa arma non solo colpisce chi abbiamo davanti ma tornandoci in mano aumenta la possibilità di coinvolgere ulteriori corridori nel nostro attacco. Una volta tornato in mano può essere rilanciato finché abbiamo a disposizione un cerchio bianco intorno all’icona dell’arma.
La Pianta Piranha è forse l’arma più pittoresca che vedremo in questo capitolo. Il corridore che la lancia sistema davanti al proprio mezzo un vaso con all’interno una malvagissima pianta Piranha, che attacca qualsiasi corridore sia a portata donando al lanciatore uno sprint ad ogni attacco.
Il Clacson è un’ottima arma sia di attacco che di difesa, infatti non solo creeremo un’onda sonora che ribalterà ogni avversario nelle nostre vicinanze ma, usandolo poco prima di essere attaccati, potremo distruggere ogni oggetto in avvicinamento, compresi i temibili gusci blu.
Finisce la serie il Super 8, la nuova versione del Super 7 visto appunto nel settimo capitolo su Nintendo 3DS. Lanciando questa arma circonderemo il nostro mezzo di 8 potenti armi da poter usare al momento opportuno.

Pimp my Kart

Come visto nel precedente capitolo su Nintendo 3DS, avremo la possibilità di personalizzare il nostro kart scegliendo tra varie livree più o meno folli (ci sono anche scarpe e navi per fare un esempio) o optare per una moto, graditissimo ritorno, o per un quad e completare il nostro mezzo con le ruote più adatte e il deltaplano che troviamo più congeniale.
In realtà questa scelta è tutt’altro che estetica. Infatti ogni livrea ha parametri ben distinti divisi in Velocità, Accelerazione, Peso, Maneggevolezza e Fuori Pista. Le ruote vanno a modificare questi parametri così come il deltaplano scelto. Anche il pilota scelto incide con bonus e malus sulle caratteristiche. Capiamo quindi che quando gareggeremo in multi giocatore o ad alti livelli di difficoltà, la scelta del mezzo, dei suoi accessori e del personaggio non sarà da farsi a cuor leggero. Una cosa deve essere chiara: non esiste il veicolo perfetto per vincere, bensì quello perfetto per il nostro modo di giocare.
Ogni gara si trasformerà infatti in un test di affinità tra noi, il mezzo e il pilota, di cui saggeremo la reattività a seconda del tipo di tracciato e di situazione.
Ogni veicolo ha un suo modo di affrontare le classiche derapate con cui ottenere gli sprint necessari per primeggiare in ogni circuito e anche questo sarà teatro di lunghi test.

Conclusioni

Mario Kart 8 rappresenta uno dei punti più alti raggiunti dalla serie, mantenendo inalterato il gameplay perfezionato nel corso degli anni e impreziosendolo con scelte sia artistiche che ludiche di prim’ordine, come la colonna sonora interamente suonata dal vivo, con nuovissimi arrangiamenti anche dei motivi sentiti nei precedenti capitoli. L’aggiunta dell’antigravità ha permesso di avere alcuni tra i circuiti più stupefacenti dell’intera serie e il lavoro certosino fatto sulle piste retrò per integrare le nuove caratteristiche le ha rese quasi inedite. Le armi aggiunte portano freschezza in un arsenale già piuttosto vario.
Unica pecca è non aver sfruttato lo schermo del pad Wii U per aggiungere un quinto giocatore in locale o per dividere le schermate tra 2 giocatori ed evitare così lo splitscreen come già visto in altri titoli, ma solo per un resoconto della classifica e della mappa o come ripetizione della schermata visibile nel televisore per giocare senza l’uso di quest’ultimo.
Mario Kart 8 eredita dal precedente capitolo anche la gestione dei tornei online, le cosiddette community. Avremo sia la possibilità di partecipare a gare personalizzate nell’arsenale, nei mezzi e nei circuiti a disposizione, sia quella di crearne di nuovi. Potremo anche gestire veri e propri gran premi settimanali con appuntamenti fissi e la gestione interna dei punteggi. In pratica quello che facevamo prima privatamente ora è gestito direttamente dal gioco con nostra grandissima soddisfazione. Purtroppo Nintendo mostra il fianco quando andiamo a cercare quegli strumenti che ormai sono di uso comune nei giochi online: la chat vocale nelle lobby è possibile solo con i giocatori nella nostra lista amici, non esistono gli inviti e non sono presenti notifiche di collegamento o altro.
Inutile dire che se avete Wii U è un titolo che dovete avere, mentre se stavate cercando un motivo per prenderne una, non dovete più aspettare.

Ci vediamo online, guscio blu permettendo.

 

  • Grafica fluidissima e curatissima

  • Tanti personaggi da scegliere

  • Design dei circuiti a livelli sublimi sia per i nuovi che per i rifacimenti delle piste retrò

  • Mario Kart TV

  • Nuove potenzialità community

  • Sistema di controllo esteso a qualsiasi controller compatibile con motion o senza

  • È un Mario Kart, il gameplay è tipico della serie

 

  • Uso pigro dello schermo touch del Pad Wii U, a parte off-tv nient’altro

  • In 3 o 4 giocatori in locale il framerate scende a 30fps

  • Funzionalità online basilari carenti

  • È un Mario Kart, il singleplayer è sacrificato a favore di una componente multiplayer solida e completa

 

 

7 Commenti a “Mario Kart 8”

  1. Stepet82 on

    È mario kart con il look rifatto, quindi sarà sicuramente divertente. Sinceramente mi aspettavo qualche novità in più e un uso migliore del paddone, ma va bene anche così. Come dice giustamente il redattore se si ha la wiiu non si può non avere mario kart.

  2. Macchiaiolo on

    ciao per chi ha provato il gioco la derapata e come i vecchi capitoli della serie o fasulla inutile come in mario kart wii???

    E' come in Mario Kart 7. Mario Kart Wii ha avuto il pregio di eliminare l'orribile serpente, peccato poi l'abbia sviluppata male.

  3. Macchiaiolo on

    Il gioco necessita di 4,2 giga liberi sull'hard disk della console. Non ho capito però se è riferito solo alla versione digitale.

    Ovviamente alla sola versione digitale. Comunque sono 4.6.

    Installazioni obbligatorie per ora non ci sono per Wii U fortunatamente.

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