Dead by Daylight - Recensione

Dead by Daylight non è il primo gioco multiplayer asincrono che propone match 4v1, il primo a venirci a mente era Evolve, gioco dai creatori di Left 4 Dead penalizzato fortemente da una politica di DLC che possiamo definire “criminale”. A differenza del gioco di 2K e Turtle Rock Studios, Dead by Daylight però si concentra su un’ambientazione horror dove i quattro giocatori sono praticamente inermi e indifesi mentre dall’altra parte uno spietato e letale killer è pronto ad ammazzarli uno dopo l’altro. Il gioco arriva su console a un anno di distanza dal lancio su PC, vediamo come se la cava.

Guardia e ladri in salsa horror

A darci il benvenuto in Dead by Daylight è un menù minimale dove possiamo accedere ai match multiplayer. Già in questa occasione però capiamo che in fase di porting del gioco da PC a console gli sviluppatori non avevano molta voglia per lavorare su una navigazione più adatta per un pad mettendo su schermo un indicatore come se fosse quello di un mouse; una scelta a nostro modo di vedere infelice che rende la navigazione molto legnosa.

Come avrete intuito, Dead by Daylight non propone una campagna singleplayer ma una sola modalità multiplayer in cui decidere se metterci nei panni di un sopravvissuto o in quelli del killer. Manca anche un vero e proprio tutorial per far impratichire il giocatore e farlo essere già pronto alle sue prime partite, l’unica parvenza di tutorial è una piccola guida scritta che ci spiega i due ruoli e come giocare. Entrati in questa guida troviamo un altro problema del gioco: la traduzione dei testi a metà. Metà dei menù sono tradotti in italiano, mentre l’altra metà è stata lasciata in inglese come ad esempio i consigli nei caricamenti, le schede dei personaggi e la già citata guida.

Dead by Daylight propone due tipologie di gameplay differenti a seconda del ruolo. Nei panni del killer viene utilizzata la visuale in prima persona allo scopo di stanare gli altri quattro giocatori, colpirlo due volte per tramortirli e così trascinarli su dei ganci in cui si attiva pian piano una sorta di altare sacrificale che si porta la vittima in cielo. Nei panni di uno dei quattro sopravvissuti invece la visuale è in terza persone e lo scopo è quello di riparare cinque generatori (piazzati ogni volta in posizioni diverse) e successivamente scappare dalla mappa. La riparazione dei generatori è un processo che richiede un po’ di tempo e a cui bisogna prestare particolare attenzione visto che in momenti casuali si attiva un quick time event che se fallito provoca un rumore in grado di attirare il killer; in tal caso non vi resta che scappare (o nascondervi) e pregare che il vostro boia si trovi nel lato opposto della mappa. Molto interessante il rapporto che si può creare tra i sopravvissuti: questi possono collaborare per riparare quanto prima i generatori e quindi scappare, oppure tradire i propri compagni abbandonandoli nel momento del bisogno non appena si apre la possibilità di fuggire dalla mappa. Importante è anche la lettura degli indizi: ad esempio se dei corvi spiccano il volo evidentemente deve essere passato qualcuno a disturbarli, i rumori dei cespugli oppure il battito del cuore che aumenta quando il killer è nei dintorni.

Utilizzare un sopravvissuto o il killer offre quindi un approccio al gameplay completamente differente. Con uno dei sopravvissuti non si deve far altro che scappare sfruttando la sua agilità e la possibilità di nascondersi in degli armadi o di rallentare il proprio inseguitore posizionando una serie di ostacoli; il killer ha invece un passo più veloce ma allo stesso tempo è meno agile, gli ostacoli non li scavalca ma li distrugge con un’animazione molto lenta e inoltre rallenta ogni qual volta colpisce la propria vittima. Da segnalare la presenza di diversi personaggi nel gioco, ognuno con abilità proprie, i sei killer sono caratterizzati da poteri come l’invisibilità, la possibilità di posizionare trappole, una sorta di teletrasporto e così via. Sia per i sopravvissuti che per i killer è inoltre presente un po’ di personalizzazione che va da quella prettamente estetica con vari vestiti a quella più funzionale equipaggiando oggetti e potenziamenti; da segnalare infine anche uno skill tree che si genera in modo procedurale ogni qualvolta aumentiamo di livello.

Il vero problema di Dead by Daylight è la sua enorme ripetitività: dopo poche partite l’esperienza di gioco si esaurisce e non bastano tutti gli elementi descritti qui sopra per rendere le partite più variegate. Ben presto vi renderete infatti conto di star facendo sempre la stessa cosa, ovvero girovagare per la mappa, riparare i generatori e sperare di non incontrare il cattivo di turno (nel caso di un sopravvissuto) oppure girovagare per la mappa e sperare di incrociare una vittima (nel caso del killer). La mappe neanche riescono ad aiutare in tal senso con elementi riutilizzati in vari punti. Insomma o si viene catturati a fondo dal gameplay di Dead by Daylight o si finisce per abbandonarlo dopo un pomeriggio intenso di gioco visto che vi bastano davvero poche ore per aver già visto tutto.

L’Unreal Engine 4 usato da Dead by Daylight non dà il meglio di sé in questa occasione. In generale l’impatto visivo non è malvagio con una buona atmosfera grazie a mappe atmosfera ispirate ai grandi classici dell’horror, ma presentano texture in bassa definizione ed effetti come quello della nebbia molto scarni. Le animazioni a tratti ci sono parse legnose, siamo inoltre incappati in qualche bug e in qualche calo di frame rate.

Commento finale

Dead by Daylight è sulla carta un gioco multiplayer molto interessante ma allo stesso tempo molto pigro. Manca un vero e proprio tutorial in grado di introdurre al meglio i giocatori, la navigazione dei menù non è stata concepita con in mente un pad, la traduzione in italiano è stata fatta a metà e, cosa più importante, il gameplay si esaurisce in pochissimo tempo a causa di una scarsa varietà e un numero di contenuti insufficiente che portano in tempo zero alla noia. Dead by Daylight è insomma l’ennesima occasione sprecata per i multiplayer asincrono 4v1.

  • Concept interessante

  • Gameplay ben bilanciato

  • Ripetitivo

  • Pochi contenuti

  • Menù da rivedere

  • Traduzione in italiano a metà

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