A Rose in the Twilight - Recensione

Di certo dopo che Sony stessa ha comunicato che nessun team first party avrebbe più lavorato sulla sua portatile in molti si sono chiesti se questo potesse risultare come il suono di una marcia funebre per la sorellina di PS4 ma, grazie a dei multipiattaforma davvero riusciti e buon numero di vendite in terra nipponica, la console è comunque andata avanti fino ad oggi avendo addirittura anche qualche restyling.
In questo clima abbastanza scialbo e sottotono non mi sarei mai aspettato che nel duemila e diciasette mi sarei ritrovato ad accendere la PS Vita così frequentemente, sopratutto non avrei mai immaginato di ritrovarmi a consigliare un must have su questa console, consigliato a tutti gli amanti dei videogiochi in generale ma sopratutto a quelli che prediligono le produzioni particolari e ispirate e dalla narrativa silente quasi poetica.

All’ombra del Crepuscolo

Non appena lanciata la nuova app sulla mia console, si è aperto di fronte ai miei occhi increduli un mondo misterioso dall’aria crepuscolare e privo di qualsiasi colore, eccetto per il rosso del sangue o degli occhi dell’emblematica protagonista Rose.
Atmosfera cupa, un castello apparentemente abbandonato e sprofondato in una sorta di limbo, un mondo popolato da spiriti e un risveglio privi di qualsiasi memoria, questi sono parte degli ingredienti alla base dell’ultima fatica Nippon Ichi Software.
In questa aria mistica che ci circonda e senza essere a conoscenza di particolari dettagli ci ritroveremo a muovere i primi passi della protagonista, la trama è come un premio da scoprire per i giocatori più attenti al dettaglio, analogamente a come avviene in Dark Souls ci ritroveremo ad apprendere nuove informazioni dalle descrizioni di alcuni oggetti oppure grazie ai dei particolari ricordi che si sbloccheranno in determinate situazioni di gameplay.
Una delle tante cose che mi ha catturato e sicuramente l’emblematica protagonista, che ha avuto il potere di farmi innamorare di lei senza proferire nessuna parola: sarà forse una mia avversione verso le ragazze particolarmente difficili da conquistare ma devo dire che è stato un colpo di fulmine fin dalla prima volta che ho incrociato il suo sguardo.
Credo che anche gli sviluppatori siano a conoscenza del forte magnetismo della protagonista del titolo, infatti sono state inserite delle morti abbastanza cruente per Rose che, quando si verificheranno, ci faranno stringere il cuore come se fossero avvenute ad una nostra cara amica, questo aiuta sicuramente sul fattore immersione.
Bella e dannata, la nostra Rose è una di quelle donne capaci di far cadere ai suoi piedi schiere intere di uomini senza dover mai battere ciglio: sono presenti anche delle animazioni particolarmente curate in determinate situazioni, che hanno messo a dura prova la mia sanità mentale e che mi hanno fatto avere come unico desiderio quello di conoscere tutto su di lei e cercare di portarla fuori da questo tetro mondo pieno di ogni tipo di pericolo.

Plattaform and Error

Il gioco fa un largo uso dei puzzle trial and error, ma aggiunge diversi elementi platform e molto altro ancora.
Ci ritroveremo quindi a saltare da una piattaforma all’altra e a risolvere particolari enigmi ambientali di crescente difficoltà: non vi nascondo che alcuni di essi, soprattutto nella fase finale del nostro viaggio, hanno messo a dura prova il mio intelletto, da applausi anche la diversificazione tra gli stessi.
Ma il titolo non si limita solo a questo, basti pensare che ci ritroveremo a fare la conoscenza di una serie di comprimari che offriranno diverse soluzioni di gameplay e d’interazione tra i personaggi a schermo: prenderò come esempio il Golem uno dei primi (ma non l’unico) che incontreremo durante il nostro viaggio, esso sarà in grado di afferrare Rose e lanciarla in posti altrimenti irraggiungibili o addirittura possiamo utilizzarlo come scudo per i pericoli in arrivo.
Una delle altre sostanziali novità per il genere è la presenza di diverse strade secondarie da intraprendere con i relativi segreti da scoprire, il tutto farcito con un splendido level design degno delle recenti produzione From Software; vediamo quindi abbandonato il concetto di linearità in cui verte il genere, non aspettatevi dei mondi geograficamente coerenti che girano su sé stessi ma comunque in ogni livello che ci ritroveremo ad affrontare saranno comunque presenti un paio di strade alternative.

Rosso di sera bel tempo si spera

Sicuramente il fulcro delle meccaniche del titolo rimane la particolare abilità di Rose di assimilare il sangue dagli oggetti e di trasferirlo in altri, in modo che il comprimario che ci accompagna in quel momento possa interagire con esso: come è facile capire tutti questi elementi rendono la creazione di puzzle molto diversificati tra di loro e davvero ispirati.
Anche la longevità è da applausi, abbiamo concluso la nostra prova 12 ore senza però comunque vedere il vero finale dell’opera, non vi nascondo che mi lancerò in una nuova run per scoprire tutti i segreti della protagonista e sviscerare al meglio i 3 finali presenti.
Anche il sonoro è di ottimo livello e ci accompagnerà per tutta la durata del nostro viaggio con delle tracce quasi mistiche e minimaliste che non fanno altro che immergerci di più in questo splendido oblio.

A rose in the twilight è un viaggio mistico, raccontato in silenzio e che saprà riscaldare il cuore degli animi più sensibili, con una protagonista in grado di farvi innamorare perdutamente di lei già con un primo sguardo.
Sicuramente consigliamo ad ogni amante del medium di recuperare questo titolo, che svecchia il genere e dona nuova linfa, non è privo però di punti oscuri; in alcune occasioni ci siamo ritrovati infatti di fronte ad un back tracking veramente forzato che ci ha portato a ripercorrere quasi tutti i dungeon affrontati in precedenza.
Il connubio atmosfera dark e ragazzina indifesa di fronte a molti pericoli funziona alla grande come ormai da anni in diverse produzioni giapponesi, ma Rose ci mette una pezza e insieme ad un paio d’idee originali e delle meccaniche di collaborazione tra diversi comprimari prese di peso da altre recenti produzioni danno al titolo una marcia in più: non mancano alcune novità per il genere come la presenza di run multiple con i relativi finali, un alto elevato tasso di rigiocabilità dovuto ai vari ricordi opzionali da trovare o i meandri delle strade alternative in cui perdersi.
Prendetevi il tempo di fare una cioccolata calda e magari accendere il camino nei giorni più freddi, perdetevi alla ricerca di Rose e di voi stessi, questo sarà sicuramente un viaggio che toccherà le corde della vostra anima e vale sicuramente tutto il tempo che spenderete nel tetro castello.

  • Protagonista Magnetica

  • Ottima diversificazione dei Puzzle ambientali

  • Toccante,intenso e quasi poetico

  • Mancata localizzazione in Italiano

  • Backtracking a volte forzato e eccessivo

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