Fallout 4: Wasteland Workshop - Articoli

Non rinnego certo il mio passato, quindi anche oggi inizierò confermando il mio personale pensiero in merito all’inserimento del crafting in Fallout 4: ok, tutto funziona bene e magari per coloro che amano costruire strutture ed istruire personaggi secondari può sicuramente aver rappresentato la classica manna dal cielo. Il sottoscritto, invece, non ha affatto apprezzato tale nuova feature, a causa anche del fastidioso tarlo che mi ha da subito portato a vedere tale impegno, decisamente secondario, come un qualcosa capace di sottrarre risorse preziose alla limatura di aspetti di gioco ben più importanti. A dispetto di ciò mi sono comunque approcciato a Wasteland Workshop con grande curiosità, covando in gran segreto la speranza che potesse comunque riuscire a sorprendermi positivamente.

Torniamo a riciclar

La prima cosa che balza prepotentemente all’occhio una volta scaricato il codice è, a differenza del precedente Automatron, la totale assenza di una nuova storyline. Il DLC in questione, difatti, si limita unicamente ad ampliare le possibilità offerte dal sistema di creazione già citato in apertura. Il pacchetto metterà a disposizione dei giocatori nuove strutture, la maggior parte delle quali però non sono altro che oggetti già presenti nel gioco precedentemente bloccati in fase di crafting. L’unico elemento realmente inedito di tutta l’esperienza è dunque rappresentato dalla opportunità di catturare le creature che popolano il Commonwealth, tramite la costruzione di alcune trappole. Confesso che la possibilità di inserire elementi simil hunting game all’inizio mi aveva stuzzicato non poco, peccato però che il tutto ha finito per cadere sotto i colpi di una realizzazione davvero superficiale e malamente abbozzata. Recuperare il materiale utile alla costruzione della trappola, difatti, sarà l’unico sforzo richiesto al giocatore, dato che la cattura delle varie creature avverrà in maniera del tutto automatica: basterà allontanarsi per un po’ dal punto prescelto ed ecco che, come per magia, troveremo intrappolati Deathclaw, Supermutanti, Mirelurk e via dicendo. Decisamente un po’ poco per essere considerato seriamente divertente. Certo, in seguito sarà possibile erigere una simpatica arena in cui far scontrare tra loro le nostre prede, magari scagliandole anche contro membri del nostro insediamento, ma anche in questo caso l’attenzione del giocatore andrà scemando dopo pochi match. In definitiva, a dispetto di un prezzo comunque contenuto (sempre se rapportato alla media attuale dei DLC presenti sul mercato), visto che parliamo di €4,99 per coloro che non hanno acquistato il Season Pass, è davvero difficile giustificare l’esistenza commerciale di Wasteland Workshop. Alla luce delle modifiche introdotte, difatti, sarebbe apparso più logico e rispettoso nei confronti degli utenti rilasciare il tutto in forma di patch completamente gratuita. Un esempio in questa direzione ci proviene proprio dalla tanto bistrattata Ubisoft e dal suo recente Far Cry Primal che, grazie all’update 1.03, ha visto introdotte notevoli feature aggiuntive al gameplay.

Se è vero che, pur non eccellendo, Automatron aveva comunque rappresentato un gradevole antipasto ai futuri add-on riservati a Fallout 4, lo stesso non può sicuramente essere affermato per Wasteland Workshop. Le aggiunte introdotte sono decisamente troppo risicate e superficiali per giustificare un esborso monetario, per quanto contenuto questo possa essere. A questo punto, magari peccando di superbia, non posso fare altro che citare quanto scritto in chiusura dell’articolo su Automatron: al momento il giudizio sui DLC di Fallout 4 è rimandato all’uscita di Far Harbor, che stando alle parole del buon Pete Hines si prospetta di ben altra caratura. Staremo a vedere.

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