TV Recensione

The Boys – Quarta stagione

di: Andy Reevieny

Caldo, afa, insomma per chi proprio non ne può fare a meno, a luglio inoltrato la siccità imperversa, le temperature si fanno sempre più roventi, poi dai la prassi la conosciamo dai tg: non bisogna uscire nelle ore più calde del giorno, idratarsi regolarmente, sicchè in caso anche relax a fine serata ma senza affaticarsi.Vabbè.

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4th Seasons

Un po’ come l’omonima catena di alberghi di stralusso, l’andamento della quarta stagione di The Boys iniziata il 13 giugno scorso e conclusasi il 18 luglio, riparte appunto con la formazione de I Ragazzi, i reduci The Boys capeggiati da un sempre più instabile Butcher (Karl Urban), sempre più soli contro tutti, ma anzitutto contro la Vought American sempre più tiranneggiata da un ancor più eufemisticamente psicolabile  Patriota (Antony Starr) e gli altri Super. Questa la sinossi per evitare spoiler più o meno super a seguito degli accadimenti fino alla terza serie e allo spin-off Gen V che sono propedeutici alla visione. Quindi se ancora non siete in pari almeno con la serie regolare, recuperate, anche se con questa lettura potete al solito anche proseguire senza rischio alcuno.

Super are

Non entro più nel dettaglio, non preoccupatevi. Farlo anche solo approfondendo la presenza di taluni personaggi originari o meno, ancor più introducendo gli ultimi arrivati, servirebbe solo a far fare confusione non solo a chi a digiuno, ma anche a chi sia rimasto neanche troppo indietro con la serie tratta dall’opera di Garth Ennis, geniale fumettista contemporaneo già autore tra gli altri di Preacher, Hitman, Hellblazer… e sia mai. Saggezza, come direbbe Guzzanti nei panni del fu filosofeggiante Gabriele La Porta, che ti entra in testa e non ne esce.

Basti sapere che, come direbbe Rocco Siffredi con le sue colleghe sul set, qui l’affare si ingrossa. In questo caso però non solo dimensionalmente, non sempre almeno, nel senso che la trama si infittisce. Pure troppo. Oltre al tema di fondo che è la lotta senza quartiere, e sempre meno senza scrupolo alcuno, del gruppo dei The Boys appunto contro i Super, ci sono sempre più linee narrative che si intrecciano, a livello socio-politico, sentimentale per non dire sessuale, psicologico… insomma non un teen drama come sempre più può essere considerato anche ad es. Invincible, ma insomma, a tratti può sembrare. Violenza e sesso sono sempre più presenti in The Boys, ma questo non è certo un problema e una novità per chi segue gli albi a fumetti, le graphic novel se si preferisce, e in questi casi però, inevitabilmente, il confronto e il pensiero deve andare sempre al capolavoro eterno Watchmen di Alan Moore (ndr di cui Warner Bros. ha annunziato proprio in questi giorni una trasposizione animata).

ViruSiero

Non è il caldo che mi fa sragionare, non del tutto ancora almeno, credetemi. The Boys, in questa quarta stagione, conferma in generale nel bene ma, ovviamente a mio avviso, sempre più soprattutto nel male, quanto già ci ha abituati a mostrarci fin qui. La materia di partenza è senz’altro interessante, ormai anzi a pieno titolo quantomeno cult, non può essere altrimenti con un talento indiscutibile come Ennis in scrittura. I però aumentano ad ogni puntata, come aumentano appunto le cose da narrare e non credo proprio sia un caso che ancora prima del rilascio degli ultimi episodi, la produzione abbia rilasciato dichiarazioni ufficiali che questa sarà la penultima serie prima del gran finale con la quinta.

Un cast composito con ottime individualità, a partire proprio da un ormai esperto attore di genere quale è Urban (che risegnalo su tutto sul gioiellino ormai dimenticato a sua volta cinecomic di Judge Dredd  del 2012, sceneggiato, ma a quanto pare de facto anche diretto da quel talento di Alex Garland di cui dovete assolutamente recuperare anche Civil War). Molto meno il suo connazionale neozelandese Antony Starr, sempre più schiavo del personaggio di Patriota, delle sue follie… insomma io e non solo non vediamo l’ora che abbia nella serie quel che merita, quanto prima, pur partendo dalla base del soggetto che nella serie bene e male sono quanto mai concetti sfumati e labili e si cerca di ridare la complessità del mondo vero in questa versione parallela coi Super, quasi mai eroi. Purtroppo o per fortuna è in nutritissima compagnia nella serie tra quelli che si fanno diversamente ben volere, diciamo. Questa la forza e la debolezza di The Boys che comunque può contare su una messa in scena convincente nell’insieme, sorretta da una narrazione che, malgrado spesso evitabili appesantimenti, scorre. Certo, se oltre a titoli sulla falsariga a soggetto originale recenti oltretutto come ad es. Brightburn vi mancano ancora anche solo su Prime Video su tutti un titolo come Fallout, beh che ve lo dico a fare, non cincischiate.