Nella golden age del retrogaming, dove ormai l’offerta da parte di produttori e sviluppatori sta quasi saturando un mercato che comunque è decisamente florido, è facile trovare quello che si cerca. Lo era probabilmente nei primi anni del 2000, quando l’unica opzione credibile (e forse disponibile) era il MAME ed
Essere nato a cavallo tra gli anni ’70 e ’80 ha l’indubbio vantaggio di avermi fatto sperimentare il subdolo fascino delle sale giochi, veri e propri paradisi terrestri per chi, bambino, si avvicinava al suadente mondo del videogioco. E quando hai assaporato una simile prelibatezza, nonostante tali luoghi siano oramai
Quello della retroemulazione è un fitto sottobosco in cui si annidano miriadi di dispositivi dedicati, la maggior parte basati sul popolare pacchetto che risponde al nome di RetrOrange. Che si parli di piccoli box su cui è ospitato un Raspberry, oppure di vere e proprie console portatili in grado di
Ci sono ricordi che, forse per la loro portata emotiva, finiscono per radicarsi in maniera indelebile all’interno della nostra mente. Istanti cristallizzati di un tempo che fu, capaci di saltare fuori, nella loro onirica e perfetta definizione, nei momenti più disparati senza sforzo alcuno. E quella cena che mi vide,
Possiamo affermare, senza paura di essere smentiti, che le due riedizioni in versione Mini delle sue due console più famose, prima NES e poi SNES, da parte di Nintendo ha riacceso l’interesse della comunità videoludica verso il retrogaming. Più che riacceso, dato che l’amore verso questa disciplina è sempre stato
Abbiamo seguito la storia di RaspiBoy quando era ancora nella fasi iniziali di raccolta fondi su Kickstarter: fondamentalmente il tutto partì da Pierre-Louis Boyer che, dopo aver visto un tutorial sul come modificare un vecchio Gameboy per renderlo un sistema in grado di farci retrogaming emulando i vari sistemi degli