Zheros - Recensione

Quando al GDC di San Francisco gli italiani di Rimlight Studios annunciarono lo sbarco del loro Zheros anche su Xbox One, oltre che su PC, fummo felicemente sorpresi: l’affacciarsi di un nuovo studio di programmazione italiano non può che far bene ad un settore, quello dello sviluppo videoludico in ambito console, che vede da sempre il nostro paese terribilmente indietro rispetto al resto d’Europa e non solo. A questo ovviamente si aggiunge il fatto che Zheros sia un titolo interessante, soprattutto per i giocatori vecchia scuola cresciuti a pane e beat’em up a scorrimento.

Vendetta per Mike e Dorian

Fedele alla tradizione del genere al quale appartiene, Zheros ha una trama insulsa, uno studiato pretesto per menare pesantemente le mani e giustificare il contesto storico: in un lontano futuro il Dr. Vendetta ha deciso di mettere in pratica il suo piano volto a conquistare la Terra, scatenandocyborg, robot e altre diavolerie tecnologiche di sua invenzione. Per contrastare la terribile minaccia è il caso di affidarsi alle abilità di Mike e Dorian, due agenti spaziali del team Zheros che, per abilità e fattezze, non tradiscono gli stereotipi classici dei beat’em up. Mike è un gigante tutto muscoli, biondo con una mascella che farebbe invidia ad una ruspa, forte, resistente ma piuttosto lento. Dorian è una bellezza rossa mozzafiato, snella, agile e veloce, ma meno potente e resistente rispetto a Mike. A parte l’efficacia, non ci sono differenze sostanziali negli attacchi dei due agenti Zheros e questo permette di familiarizzare in fretta con il sistema di combattimento e rendere agevole passare da un personaggio all’altro. La varietà di mosse è discretamente complessa: attacco normale, attacco pesante (entrambi possono essere “caricati”), salto, schivata con rotolamento, attacco con arma da fuoco e parata con scudo: queste due ultime abilità arricchiscono il gioco di una componente tattica non indifferente dal momento che l’uso è non è illimitato ma determinato da una barra d’energia che si esaurisce progressivamente in relazione al loro utilizzo. Tale barra azzurra si carica sconfiggendo i nemici, mentre quella verde indicante i punti vita rimanenti raccogliendo vai item nascosti nella scenografia. Apparentemente semplice all’inizio dell’avventura, quando passo per passo ci viene illustrato il sistema di controllo, Zheros diventa subito molto ma molto tosto e spesso mostra una curva di difficoltà ripida e non perfettamente bilanciata rischiando di diventare frustrante. Il level design non brilla per varietà, sia dal punto di vista “strutturale” che scenografico, è piuttosto ripetitivo, le ambientazioni proposte in sostanza sono solo due, divise in circa venti livelli. Si poteva fare di più anche per quanto riguarda gli upgrade dei protagonisti, piuttosto elementari, ma siamo comunque di fronte ad una discreta base di partenza. Non è prevista nessuna modalità multigiocatore online mentre è possibile scatenarsi in divertentissime sessioni in locale in cui il titolo italiano da veramente il massimo. Chiaramente Runlight ha puntato molto sul gameplay, ottimamente strutturato, complesso, stimolante ed appagante, almeno per gli amanti del genere beat’em up.

Botte spaziali

A parte il discorso relativo ad una certa ripetitività delle ambientazioni, tecnicamente Zheros è un prodotto curato, sia dal punto di vista realizzativoche stilistico. Runlight si dimostra a suo agio con il motore grafico, il risultato è un dettaglio elevato, un ottimo uso degli effetti luce e di quelli particellari, il tutto si muove in modo fluido e convincente anche se per questo risultato si è dovuto optare per una risoluzione di 720p. Lo stile grafico a noi ha ricordato per certi versi Ratchet & Clank di Insomniac e alcune opere di Pixar, in particolare Mike ci ha fatto tornare alla mente Bob Parr degli Incredibili.
Zheros è un ottimo gioco ma non privo di lati deboli, è sicuramente un gioco di “genere”, che molti potrebbero odiare o amare dopo una sessione di gioco di pochi minuti: il consiglio è di provarlo mettendo però in conto che, nonostante le apparenze, si tratta di un gioco davvero impegnativo e difficile, anche opzionando un livello di difficoltà facile.

DLC – The Forgotten Land

Il mondo di Zheros si espande grazie al primo DLC dedicato, The forgotten Land, uscito in contemporanea con la release su Playstation 4. Questo DLC espande il mondo di gioco di altri 8 stage tutti ambientati nel lontano oriente, fra la Cina pre-rivoluzione di Mao e alcune lande selvagge. Si aggiunge al tutto un nuovo personaggio femminile chiamato Thione, una esperta di arte marziali cinesi che utilizza inoltre i suoi poteri psichici per camminare galleggiando ed effettuare combo molto impressionanti. Il suo punto debole è la difesa, davvero assente. L’espansione aggiunge inoltre un nuovo mezzo. Dal punto di vista del gameplay però questa espansione non aggiunge altro. Inoltre se si vuole usare il nuovo personaggio sarà praticamente obbligatorio cominciare l’avventura dal primo stage e non dal terzo. Peccato.

  • Gameplay stimolante

  • Impegnativo e difficile

  • Caratterizzazione stilistica

  • Divertente modalità multiplayer locale

  • Difficoltà non perfettamente calibrata

  • Level design non troppo ispirato

  • Manca una modalità multiplayer online

  • Per molti potrebbe essere ripetitivo

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