Yaga: The Roleplaying Folktale - Recensione

Di solito quando parliamo di mitologia e videogame le associazioni più gettonate vedono coinvolgere l’antica Grecia, oppure i miti norreni. Eppure il folklore gode di infinite declinazioni, spesso anche poco conosciute, come nel caso delle leggende slave che sono alla base di Yaga: The Roleplaying Folktale, action RPG sviluppato dai ragazzi di Breadcrumbs Interactive, che dopo aver debuttato in esclusiva temporale su Apple Arcade, è da pochissimo sbarcato anche sulle tradizionali console.

Inconsuete leggende

Ivan è l’uomo più sfortunato del regno, un fabbro che in seguito ad un incidente si è visto privato del braccio destro. Come se non fosse sufficiente, la sua disgraziata condizione lo vede anche al centro di una oscura profezia, secondo la quale la sua uccisione per mano dello Zar decreterebbe la fine del potere del sovrano. È proprio per evitare di essere l’autore diretto della sua prematura dipartita, quindi, che il potente signore decide di assegnargli una serie di pericolosi incarichi, utili per recuperare leggendari artefatti, ma che potrebbero anche segnare la morte dell’uomo, data la loro estrema pericolosità. Ivan, però, non è certo un individuo pronto ad abbattersi, pertanto, grazie ai saggi consigli dell’anziana nonna, finirà per trovare un aiuto nella strega Baba Yaga, che se omaggiata degnamente sarà in grado di fornire preziosi consigli per il successo delle varie imprese. Yaga: The Roleplaying Folktale è quindi l’occasione giusta per conoscere più da nel dettaglio leggende a noi vicine, ma anche il più delle volte ignorate, in un mondo in cui magiche creature ostili ed umani minacciosi sono sempre pronti a fare la pelle al nostro Ivan. La produzione Breadcrumbs Interactive ci proporrà un gameplay improntato all’action, con il fabbro che potrà contare sul suo potente martello per sbarazzarsi dei vari nemici: la progressione avviene per mezzo di mappe generate in maniera procedurale, il tutto a scorrimento orizzontale, in cui l’esplorazione si alterna a scontri con gli avversari in piccole arene circoscritte. Ivan potrà colpire col il proprio strumento di lavoro sia da vicino, ma anche da lontano, dato che sarà possibile scagliare l’arma, per poi vederla ritornare, quasi come se fosse il leggendario Mjolnir di Thor. Il nostro eroe potrà, però, contare anche su di una serie di strumenti secondari, delle protesi applicabili al moncherino, che permetteranno di beneficiare di ulteriori tipologie di attacco. A chiudere il cerchio degli oggetti utilizzabili troviamo un basilare set di equipaggiamenti, in grado di garantire bonus passivi, e la presenza di vari consumabili. Questi ultimi, però, al pari delle varie magie e benedizioni di cui potremo beneficiare, dovranno essere usati con parsimonia, dato che andranno ad aumentare il livello della sfortuna di Ivan che, una volta raggiunto il suo culmine, evocherà un fastidiosissimo spirito, che potrebbe distruggere la nostra arma, oppure rubarci qualche oggetto razziato dai cadaveri nemici. Il che sarà davvero fastidioso nel caso avessimo forgiato (dopotutto parliamo di un fabbro!), utilizzando i materiali recuperati, una versione più potente degli strumenti di offesa in nostro possesso. La struttura ludica, in questo senso, risulta alquanto basilare e sul medio periodo anche abbastanza ripetitiva, data la progressione tutto sommato monocorde dell’esperienza, ma il fattore noia è senza dubbio mitigato dall’ottima resa dei combattimenti, grazie ad un set di nemici dotati di pattern di attacco ben diversificati, a cui si aggiunge una fisicità dei colpi inferti davvero credibile.

Una storia, tante storie

Uno degli aspetti più peculiari di Yaga: The Roleplaying Folktale, comunque, è rappresentato dalla sua estrema rigiocabilità, dato che le varie missioni che ci troveremo ad affrontare (principali e secondarie) ci metteranno davanti ad alcuni bivi morali, con le scelte comportamentali di Ivan che confluiranno in uno dei 6 finali disponibili. A colpire ancor più profondamente, però, è senza dubbio il riuscitissimo comparto grafico della produzione Breadcrumbs Interactive, impreziosito da uno stile pittorico ottimamente caratterizzato ed animato con estrema perizia. A stonare un po’, ma più per coerenza che per effettiva dubbia qualità, è la colonna sonora di questo Yaga: The Roleplaying Folktale, che a dispetto di quello che sarebbe stato lecito aspettarsi ci propone una soundtrack dai toni electro hip hop davvero poco calzanti. Buonissimo, per una volta, il lavoro svolto in fase di localizzazione che, è riuscito ad adattare in un perfetto set di sottotitoli in italiano il bizzarro voice over inglese in rima.

Yaga: The Roleplaying Folktale ha l’indubbio pregio di proporre un universo di gioco dai tratti sicuramente inconsueti per il panorama videoludico, visto il modo in cui è riuscito a sdoganare il non certo abusato folklore slavo. La produzione Breadcrumbs Interactive ci consegna un’esperienza action RPG dal solido combat system ed estremamente rigiocabile, oltre che impreziosita da una veste grafica deliziosa, ma che purtroppo pecca un po’ troppo per quanto concerne la varietà generale. Sebbene ripetitiva alla lunga, comunque, l’avventura di Ivan merita la sua brava considerazione, soprattutto se siete in cerca di un setting che non odori di già visto sin dal menu iniziale.

  • Setting originale e ben caratterizzato

  • Ottima fisicità degli scontri

  • Gameplay ripetitivo

  • Soundtrack fuori contesto

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