Recensioni

Recensione VRacer Hoverbike

di: Simone Cantini

Lo so benissimo, avete goduto come matti con la versione PSVR di Wipeout su PS4 e adesso vi rode non poco non avere a disposizione una versione nativa per il nuovo headset Sony. Dico questo perché, in fondo, pure io penso la stessa cosa, ma per fortuna non mancano le produzioni che si sforzano di lenire questa colpevole mancanza nella ludoteca VR di PS5. E a tal proposito, negli ultimissimi giorni, mi sono divertito non poco a sfrecciare su tracciati assurdi grazie VRacer Hoverbike, sbarcato anche su PSVR2 dopo essere uscito una manciata di mesi dall’early access: non sarà una fedelissima copia carbone del capolavoro che fu di Psygnosis, ma diciamo che la creatura firmata VertexBreaker si difende davvero bene.

Per visualizzare i video di terze parti è necessario
accettare i cookie con finalità di marketing.

Io sono velocità!

La prima cosa che stupisce in positivo una volta avviato VRacer Hoverbike è la cura maniacale per il dettaglio riservato al comfort del player, segno evidente come il periodo corposo trascorso in accesso anticipato sia stato sfruttato a dovere dagli sviluppatori. Calibrata altezza e tutte le varie disposizione del nostro hub, si viene accolti dall’immancabile tutorial, che mette in luce il particolare sistema di controllo della produzione (che potrà comunque essere tarato su meccaniche più standard): per gestire le sterzate della nostra futuristica motocicletta, non dovremo fare altro che inclinare fisicamente a destra o a sinistra il nostro corpo, proprio come se fossimo dei veri piloti in pista. L’idea è sicuramente interessante, oltre che dannatamente adatta ad un contesto immersivo come quello VR, ma confesso che dopo un po’ di gare ho preferito tornare ai canonici stick, che mi hanno garantito una precisione maggiore soprattutto in ottica multiplayer. Al netto delle mie personalissime preferenze, la scelta operata dai ragazzi di VertexBreaker funziona, quindi si tratta solo di gusti personali.

Ce ne è per tutti

Ovviamente, VRacer Hoverbike non vive solo sulle spalle del suo particolare sistema di controllo, ma poggia la gran parte della sua ragione d’essere nella corposa offerta ludica che si dispiega poco alla volta sotto gli occhi del giocatore. Si parte dalla longeva campagna single player, che dopo un campionato base abbastanza canonico si diverte a proporci nuovi eventi dalla progressione ramificata, lungo la quale potremo sperimentare le varie opzioni: alla classica gara, a base di power up e armi, si affiancano le sfide a tempo e a eliminazione. Niente di trascendentale, sia chiaro, ma il mix funziona e diverte, complice un gameplay arcade efficace e coinvolgente.

Inanellare gare su gare, come prevedibile, ci permetterà di mettere le mani su eventuali elementi estetici ed un bel po’ di denaro, che potrà essere investito per acquistare livree e nuovi veicoli (invero un po’ pochini e decisamente costosi). Il tutto, poi, potrà essere ulteriormente personalizzato attraverso un ricco editor, tramite il quale potremo dare vita alla nostra fiammante motocicletta antigravitazionale dei sogni. Un qualcosa che potremo sfoggiare nel corso dei match online, che oltre alle classiche gare in contemporanea contro altri player ci consentirà anche di gareggiare contro i ghost, per scalare le classifiche settimanali. 

Motori ruggenti

Il piatto, per quanto prevedibile a livello contenutistico, è molto ricco e strutturato, con il menu di gioco che lascia intuire l’arrivo di alcune stuzzicanti novità nel prossimo futuro. Sul fronte online, sono rimasto piacevolmente colpito dalla presenza di giocatori all’interno della lobby, cosa non certo scontata quando parliamo di produzioni VR (tra l’altro il gioco ci avvisa quando ci sono player attivi). Di sicuro la presenza di cross-play con le altre piattaforme non guasta a tal proposito.

Convince anche il comparto tecnico di VRacer Hoverbike, che si è dimostrato in grado di offrire un colpo d’occhio indubbiamente soddisfacente e curato sin dall’hub principale di gioco, ricco di dettagli e piccole chicche visive in grado di veicolare con successo la passione investita dal team nei confronti della sua creazione. Anche in pista il quadro è tutt’altro che disprezzabile, con i tracciati che colpiscono sempre la vista del giocatore, grazie ad una caratterizzazione efficace e calzante. Certo, non tutte le piste sono imprescindibili a livello di puro design del percorso, ma nel complesso gli alti sono sicuramente in maggioranza rispetto ai bassi. Azzeccata la soundtrack elettronica, anche se quando sarete impegnati nell’ennesimo testa a testa di sicuro presterete attenzione solo al rombo del vostro motore.

Insomma, VRacer Hoverbike non sarà il nuovo Wipeout, ma riesce comunque a ritagliarsi un suo spazio nel panorama VR con grinta e personalità. È quel tipo di gioco che non pretende di rivoluzionare il genere, ma sa come far divertire chi cerca adrenalina, velocità e un pizzico di personalizzazione. Se avete ancora il casco VR impolverato e vi manca quella sensazione di sfrecciare a tutta birra tra curve impossibili e missili teleguidati, questa è una chiamata all’azione. E poi, diciamocelo: quando il rombo del motore copre tutto, anche i difetti si fanno piccoli. Come direbbe qualcuno: non è perfetto, ma è dannatamente divertente. E a volte, è tutto ciò che serve.