Recensioni

Recensione VR Skater

di: Simone Cantini

Non ho mai avuto un grosso rapporto con il mondo dello skateboard, avendo sempre preferito scorrazzare, quando non in sella alla bicicletta, con ai piedi un paio di pattini. Magari i motivi sono da ritrovare in una vecchissima caduta, risalente a quando ero bambino, il giorno in cui decisi di provare una di quelle tavole che, a metà degli anni ’80, sembravano voler trasformare le vie del mio quartiere in uno spicchio di America. Insomma, un amore mai nato, che non è riuscito ad attecchire neppure in salsa videoludica, dato che a differenza di molti non sono mai stato neppure un grande fan dei vari Tony Hawk e Shaun White in chiave digitale. È con questo spirito non proprio collaborativo che, qualche giorno fa, mi sono avvicinato a VR Skater, new entry della libreria PSVR2 che, confesso, mi ha in parte fatto rivedere le mie ataviche convinzioni.

Per visualizzare i video di terze parti è necessario
accettare i cookie con finalità di marketing.

Imparare con lentezza

Ci vuole veramente poco ad iniziare a scivolare sulle quattro rotelle che caratterizzano l’esperienza di VR Skater, dato che sarà sufficiente indossare il nostro bravo PSVR2, impugnare i due controller Sense e decidere se scivolare in posizione standard o goofy. Tutto qua, un setup rapido ed indolore, ma che non deve assolutamente trarre in inganno: la produzione firmata DEFICIT Games, difatti, non è certo tenera con i novellini (ma anche con i più esperti), dato che propone una curva di apprendimento non proprio docile da domare e che, per forza di cose, vi chiederà di trascorrere un bel po’ di tempo ad impratichirvi con i comandi. Questi potranno essere sviscerati tramite un corposo set di lezioni, indispensabili per padroneggiare a dovere le varie gesture e le combinazioni di comandi da utilizzare per dare vita ai trick più spettacolari. Metabolizzato il sistema di locomozione, demandato all’oscillazione delle braccia, ecco quindi che sarà indispensabile applicarsi nell’apprendimento di quanto il team ha predisposto per poter scendere davvero in pista. Il tutto avverrà per mezzo di lezioni dedicate che, per quanto non sempre chiarissime in fatto di input da inserire, saranno propedeutiche all’approdo nella modalità principale di VR Skater, ovvero il Tour Mode, che ci vedrà affrontate 8 distinti stage, a loro volto suddivisi in 4 differenti modalità di gioco. Evitate, pertanto, di lanciarvi subito nella mischia, dato che i comandi da digerire sono molti e, al pari di un qualsiasi picchiaduro basato sulla memorizzazione di combo, saranno soggetti ad una diligente fase di apprendimento. Fortunatamente, a semplificare un poco le cose, ci pensano movimenti delle braccia che, in una discreta dose di situazioni, ci chiederanno di replicare le movenze che effettueremmo nel mondo reale, seppur sia necessario affiancarle alla pressione di uno o più pulsanti della coppia di controller. Si tratta di un limite fisiologico che potrebbe scoraggiare tutti coloro che sono in cerca di un’esperienza più immediata, ma data la disciplina che la produzione in questione è chiamata a replicare (e che tenta di fare nella maniera più fedele possibile), sarebbe stato difficile per lo studio di sviluppo agire diversamente.

High score!

Superato questo corposo scoglio iniziale, VR Skater inizia a fare dannatamente sul serio, catapultandoci all’interno di una serie di stage tutti ben distinti tra di loro, e ovviamente ricchi di elementi per mezzo dei quali sarà possibile dare sfogo al nostro estro di skater. Come anticipato saranno quattro le distinte modalità di gioco disponibili per ciascun livello, ed in ognuna di queste ci verrà richiesto di ottenere un determinato punteggio per poter sbloccare il classico trittico di medaglie (bronzo, argento ed oro). Al di là della possibilità di impratichirsi in libertà con la zona in questione, le tipologie ludiche ci chiederanno di arrivare semplicemente alla fine del percorso (ovviamente cercando di accumulare il maggior numero di punti), eseguire trick al meglio dei tre tentativi, esibirci in peculiari acrobazie, oppure cercare di arrivare al traguardo senza cadere, pena il game over. A ciascuna opzione, inoltre, sarà dedicata un’apposita classifica online, che sarà l’incentivo principale alla rigiocabilità, dato che avremo sempre voglia di andare a migliorare le nostre performance, magari per scalzare il malaugurato giocatore che ha deciso di piazzarsi proprio davanti al nostro risultato. Ad impreziosire un’offerta che non richiederà più di 4-5 ore per essere completata (ovviamente tutto è legato alla nostra abilità di skater), ecco che intervengono 3 nuovi tracciati in arrivo, che saranno disponibili gratuitamente per tutti gli acquirenti del gioco per un periodo di tempo limitato, oltre ad un’iniziativa indetta dal team di sviluppo, in partenza a settembre, che prevede dei premi per tutti coloro che si piazzeranno nelle prime posizioni (per i dettagli vi invito a consultare l’account Twitter ufficiale del gioco). Giocare ed accumulare miglia e medaglie, comunque, non sarà fine a sé stesso, ma ci permetterà anche di accedere ad uno shop in-game, tramite il quale sarà possibile personalizzare in tutto e per tutto la nostra tavola, a partire dal motivo della sua superficie, passando per ruote e mozzi. Si tratta, comunque, di una feature marginale, ovviamente dalla pura valenza estetica, che in assenza di licenze ufficiali si limita a piccole e poco incisive modifiche.

Il suono giusto per me

Tecnicamente parlando, VR Skater si difende bene per quanto concerne la pulizia grafica che, pur non assestandosi certo ai vertici del settore virtuale, offre un colpo d’occhio convincente e soddisfacente al punto giusto. A colpire nel segno, inoltre, è il level design generale, capace di accompagnare all’ottima differenziazione e caratterizzazione dei vari ambienti una costruzione dei punti in interazione ben congeniata. Vista la tipologia di gioco in questione, anche l’audio svolge un ruolo determinante nell’economia generale, ed a tal proposito possiamo ritenerci soddisfatti della sountrack presente che, sebbene non certo gargantuesca, annovera una stuzzicante e calzante varietà di brani, capaci di spaziare dall’hip hop urbano più sfacciato a pezzi punk rock assai galvanizzanti.

Non l’avrei mai detto, visti i miei trascorsi, ma alla fine anche io sono riuscito ad inanellare ollie, grab e grind senza farmi assolutamente alcun male. E chi se ne importa se tutto è avvenuto non a stretto contatto con l’asfalto, ma ben ancorato al sicuro nel mio salotto, con in testa PSVR2. VR Skater si è rivelato un’esperienza a tratti davvero sorprendente, visto l’estremo realismo con cui ha scelto di approcciarsi alla disciplina in questione, riuscendo a portare a termine la propria missione con risultati davvero soddisfacenti. Certo, lo scotto da pagare è quello di dover dedicare il giusto tempo alla pratica, necessaria per imparare a dovere i comandi richiesti per compiere i vari trick, ma una volta fatto ciò lanciarsi alla conquista degli stage del Tour Mode sarà un vero spasso.