Time Machine VR - Recensione

Se è vero che Resident Evil 7 ha dimostrato come produzioni complesse possano tranquillamente essere trasportate nel mondo della realtà virtuale, sarebbe disonesto non riconoscere come in questo settore siano le produzioni più semplici a fare la voce grossa. Spesso relegate al ruolo di mere demo tecniche, non mancano comunque titoli in grado di proporre esperienze piacevoli ed interessanti, per quanto volutamente minimali. Come nel caso di Time Machine VR.

A spasso nel tempo

Viaggiare nel passato per salvare il proprio futuro. Potrebbe suonare quasi come un paradosso temporale, ma quando si tratta di viaggi nel tempo il rischio di incappare in simili inconvenienti è sempre dietro l’angolo. Però nel 2033, con la popolazione mondiale oramai a rischio estinzione a causa di un misterioso virus preistorico emerso dai ghiacci, l’unica alternativa sembra proprio essere quella di sfruttare la possibilità di percorrere a ritroso le epoche, nella speranza di trovare una cura. È qua che entriamo in gioco noi, cadetti della Mundo Museo, che grazie ad un pod motorizzato e coadiuvati dall’IA Rob dovremo tornare nel giurassico, al fine di trovare una cura alla malattia che sta flagellando il globo terrestre. Per poter portare a termine la nostra missione dovremo di volta in volta analizzare le creature marine che incontreremo all’interno dei quattro capitoli in cui è suddiviso lo story mode, potendo contare sui dispositivi alloggiati all’interno del nostro mezzo subacqueo e assecondando gli obiettivi (non sempre però esposti in maniera molto chiara) che ci verranno assegnati da Rob. A seconda della necessità potremo esaminare la superficie degli animali, eseguire ecografie, analizzarne i comportamenti, oppure scansionarne le componenti anatomiche, agendo come dei veri e propri documentaristi. Ovviamente i pericoli, per quanto blandi (non esiste game over), non mancheranno e l’unica arma che avremo a disposizione per affrontare le creature ostili sarà costituita dalla capacità di rallentare lo scorrere del tempo. Tale stratagemma si rivelerà fondamentale anche in occasione di alcune analisi particolari, come quella che ci vedrà inghiottiti all’interno delle fauci di una creatura gigantesca. Rilassante e compassato nel suo incedere, il gameplay di Time Machine VR non è certo un inno all’azione più sfrenata, ma rappresenta comunque un’esperienza virtuale interessante, per quanto volutamente minimale. Il fascino maggiore risiede nella citata capacità di analizzare le varie creature, di cui dovremo identificare i punti di interesse scientifico utili al raggiungimento dell’epilogo. Raggiungibile in poco più di due ore, l’apparente finale si aprirà ad un playthrough più approfondito, in perfetto stile Symphony of the Night (titolo citato espressamente dal CEO e Creative Director Vander Caballero), dato che per creare una cura efficace al 100% e sviscerare ogni aspetto della trama sarà necessario affrontare nuovamente i vari livelli. Fare ciò, oltre a completare in seguito ad analisi supplementari il Dinodex (l’enciclopedia delle creature inoltrate), ci permetterà di esplorare alcune linee temporali alternative, a patto di scoprire i vari monoliti nascosti all’interno degli stage. Scegliendo questa via il tempo trascorso in compagnia di Time Machine VR si dilaterà in maniera sensibile, andando a sfiorare le 6 ore complessive. Un valore non certo da disprezzare per il tipo di esperienza proposta, ma che onestamente stona un po’ se rapportato al prezzo non proprio concorrenziale a cui il pacchetto è proposto.

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In fondo al mar

Per quanto non troppo elaborato e fortemente incentrato sull’esplorazione rilassata, il gameplay della creature targata Minority Media funziona quasi alla perfezione, ovviamente se siamo disposti ad affrontare un’esperienza dai toni pesantemente rilassati e dalle tempistiche abbastanza dilatate. Peccato solo per la scarsa chiarezza con cui vengono presentati alcuni degli obiettivi (sia principali che secondari), fattore che talvolta rende difficoltoso identificare in maniera puntuale quale strumento utilizzare e dove impiegarlo. Potrebbe infastidire anche l’eccessiva lentezza con cui si muove il nostro veicolo temporale, ma si tratta in questo caso di una mancanza quanto mai soggettiva. Laddove Time Machine VR centra in pieno l’obiettivo è nella messa in scena delle varie sezioni giocate che, pur essendo orchestrate all’interno di stage dall’estensione non certo elevatissima, riescono a ricreare in maniera credibile la sensazione di trovarsi nelle profondità oceaniche. Molto buona anche la riproduzione delle varie creature sottomarine, animate e modellate in maniera convincente: peccato per alcuni scivoloni per quanto concerne l’animazione di alcuni elementi secondari, a cui si somma una scarsa cura riscontrata nelle varie collisioni (evidenti compenetrazioni, per quanto ininfluenti, sono davvero fastidiose a vedersi). Interessante e in definitiva ben riuscita la scelta di mescolare recitazione live action ad elementi digitali per quanto riguarda gli intermezzi narrativi. Peccato per la mancanza di una qualsiasi forma di localizzazione che esuli dal solo inglese.

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Time Machine VR è un’esperienza tutto sommato molto convincente, a patto di essere consapevoli del tipo di interazione ludica che Minority ha scelto di proporre. Atmosfere rarefatte e giocablità limitata, ma non per questo da disprezzare, sono cucite attorno ad una storyline tutto sommato interessante che richiederà di non soffermarsi al primo e abbordabile epilogo per scoprire tutte le sue carte. Forse leggermente overpriced, Time Machine VR si inserisce a pieno titolo all’interno delle produzioni virtuali degne di essere giocate se si è in cerca di un titolo rilassante e, per quanto limitato, decisamente ben costruito.

  • Narrativa interessante

  • Gameplay semplice ma efficace

  • Prezzo non troppo concorrenziale

  • Qualche incertezza tecnica

9 Commenti a “Time Machine VR”

  1. glenkocco on

    titolo interessante, come molti per VR. peccato che siano tutti giochini, per quanto curati e ben fatti. sono mesi ormai che è uscito il VR e si conosce il Morpheus da anni credo. Non è possibile che oggi ci sia solo RE7 come gioco vero. Tutti sti giochini hanno anche ottime basi, ottime premesse per fare di più, ma nessuno ci ha scommesso nulla sulla VR se non Capcom. Perchè dovremmo farlo noi? questo mi chiedo.. Non mi basta una collezione di titoli da un paio d'ore ciascuno..

  2. Hiei on

    titolo interessante, come molti per VR. peccato che siano tutti giochini, per quanto curati e ben fatti. sono mesi ormai che è uscito il VR e si conosce il Morpheus da anni credo. Non è possibile che oggi ci sia solo RE7 come gioco vero. Tutti sti giochini hanno anche ottime basi, ottime premesse per fare di più, ma nessuno ci ha scommesso nulla sulla VR se non Capcom. Perchè dovremmo farlo noi? questo mi chiedo.. Non mi basta una collezione di titoli da un paio d'ore ciascuno..

    secondo me il problema sta nel fatto che ancora nn si sa che strada percorrere, e si sta facendo lo stesso errore che si fece con psvita…. sono i consumatori i primi giudici a condannare o meno una nuova tecnologia!

    nn avere le idee chiare per paura di sbagliare spesso è proprio la causa del fallimento stesso…. c'è da dire che tutto l'ambiente video ludico vive di attese, uscite future e di speranze riposte… e VR nn fa eccezione…

    se ci aggiungiamo che il VR è un apparecchio strano al quale va dedicato tempo, energia e voglia di attaccare cavi e suppellettili vari… spesso una sessione di gioco nn durare più di una mezz'ora o un ora proprio per il fatto di essere completamente isolati dal mondo… dal ragazzino di 16 anni al 50enne nn avere nessun rapporto di vita per parecchio tempo è un lusso che pochi possono permettersi, quindi a volte anche se si ha tempo si gioca ad altro e nn al VR anche se bello e innovativo…

    questo porta le SH a dare da mangiare ai pesciolini, sperando che questi crescano in fretta e diventano squali… ma nn succederà mai come nn è successo in passato con altri prodotti… se i giochi belli ci fossero e nn solo un RE su tutti e Ace combat 7 a breve… sicuramente il visore sarebbe visto con occhi diversi…e anche lo scettico prenderebbe VR perchè come già detto nn è solo un fatto di qualcosa di simile o strano o un modo migliore o meno di giocare… è proprio un altro "mondo"! e decidere ora di girare le spalle alla realtà virtuale sarà un vero peccato, e una grossa perdita per il futuro, quando magari giocare con un visore sarà come mettersi un paio di occhiali!

  3. glenkocco on

    secondo me il problema sta nel fatto che ancora nn si sa che strada percorrere, e si sta facendo lo stesso errore che si fece con psvita…. sono i consumatori i primi giudici a condannare o meno una nuova tecnologia!

    nn avere le idee chiare per paura di sbagliare spesso è proprio la causa del fallimento stesso…. c'è da dire che tutto l'ambiente video ludico vive di attese, uscite future e di speranze riposte… e VR nn fa eccezione…

    se ci aggiungiamo che il VR è un apparecchio strano al quale va dedicato tempo, energia e voglia di attaccare cavi e suppellettili vari… spesso una sessione di gioco nn durare più di una mezz'ora o un ora proprio per il fatto di essere completamente isolati dal mondo… dal ragazzino di 16 anni al 50enne nn avere nessun rapporto di vita per parecchio tempo è un lusso che pochi possono permettersi, quindi a volte anche se si ha tempo si gioca ad altro e nn al VR anche se bello e innovativo…

    questo porta le SH a dare da mangiare ai pesciolini, sperando che questi crescano in fretta e diventano squali… ma nn succederà mai come nn è successo in passato con altri prodotti… se i giochi belli ci fossero e nn solo un RE su tutti e Ace combat 7 a breve… sicuramente il visore sarebbe visto con occhi diversi…e anche lo scettico prenderebbe VR perchè come già detto nn è solo un fatto di qualcosa di simile o strano o un modo migliore o meno di giocare… è proprio un altro "mondo"! e decidere ora di girare le spalle alla realtà virtuale sarà un vero peccato, e una grossa perdita per il futuro, quando magari giocare con un visore sarà come mettersi un paio di occhiali!

    PSVita ha avuto un problema diverso. Semplicemente non è stata supportata fuori dal Jappone (in occidente l'hanno trattata come una home console con quel poco supporto che ha avuto, poi hanno deciso di abbandonarla).

    VR il supporto ce l'ha, giustamente. solo che sono senza killer-app non vanno da nessuna parte, soprattutto se le killer-app vengono dalle terze parti.

  4. Hiei on

    PSVita ha avuto un problema diverso. Semplicemente non è stata supportata fuori dal Jappone (in occidente l'hanno trattata come una home console con quel poco supporto che ha avuto, poi hanno deciso di abbandonarla).

    VR il supporto ce l'ha, giustamente. solo che sono senza killer-app non vanno da nessuna parte, soprattutto se le killer-app vengono dalle terze parti.

    la storia inversa di Nintendo.. uhauhuha cmq si diciamo che di fattori ne stanno tanti…. ma di fondo il problema è sempre lo steso… pochi giochi da una parte e quindi la console/vr nn vende…. d'altra le SH (case madri comprese) che aspettano che la console/vr venda per fare i giochi… il cane che si insegue la coda! auhuhaauh

  5. The_WLF on

    Mi pare evidente che tutto, al solito, sia dovuto al basso installato, ma così facendo è ovvio che la situazione non uscirà mai dallo stallo. Lato Sony è davvero assurdo che si siano, al momento, limitati ad aprire le porte del mercato già presente su PC, ma è una mossa che da sola non ti fa vendere il visore. Bisogna far vedere all'utenza che credi nel prodotto e che sei disposto a supportarlo in maniera concreta: ben vengano RE7 e AC, ma finchè il supporto alla realtà virtuale in caso di grosse produzioni sarà solo opzionale si andrà poco lontano. E dire che, come successo con PS Vita, Sony si è presentata al day one con una line up di tutto rispetto, ma se già dopo 2 mesi mi vai a chiudere il team di RIGS (a cui era stato assicurato un massiccio supporto post lancio) non è che ci fai una gran bella figura…

    Personalmente, visto il suo essere una tecnologia attualmente di nicchia, mi può anche andar bene che il PlayStation VR continui a campare con gli indie così come successo per Vita, anche se come nel caso della portatile vedo il tutto come un pazzesco spreco di potenziale.

  6. glenkocco on

    Mi pare evidente che tutto, al solito, sia dovuto al basso installato, ma così facendo è ovvio che la situazione non uscirà mai dallo stallo. Lato Sony è davvero assurdo che si siano, al momento, limitati ad aprire le porte del mercato già presente su PC, ma è una mossa che da sola non ti fa vendere il visore. Bisogna far vedere all'utenza che credi nel prodotto e che sei disposto a supportarlo in maniera concreta: ben vengano RE7 e AC, ma finchè il supporto alla realtà virtuale in caso di grosse produzioni sarà solo opzionale si andrà poco lontano. E dire che, come successo con PS Vita, Sony si è presentata al day one con una line up di tutto rispetto, ma se già dopo 2 mesi mi vai a chiudere il team di RIGS (a cui era stato assicurato un massiccio supporto post lancio) non è che ci fai una gran bella figura…

    Personalmente, visto il suo essere una tecnologia attualmente di nicchia, mi può anche andar bene che il PlayStation VR continui a campare con gli indie così come successo per Vita, anche se come nel caso della portatile vedo il tutto come un pazzesco spreco di potenziale.

    secondo me il VR è un prototipo usato per sondare il terreno. è ancora troppo acerbo, pieno di cavi ecc. se avrà successo per la PS5 faranno il VR come doveva essere.

    detto questo, Sony non può non supportarlo in prima persona con un gioco dedicato, e per gioco intendo gioco, non demo da 2 ore come tutto il parco titoli esistente ad oggi. Fa brutta figura a non supportarlo in prima persona e lasciando il campo a Capcom come unica produttrice di giochi per VR (a cui si aggiunge AC7 tra un pò). E anche aspettare l'E3 per vedere qualcosa di più è troppo tempo..

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