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Recensione The Berlin Apartment

di: Luca Saati

La città di Berlino è stata, senza ombra di dubbio, una delle grandi protagoniste della storia del XX secolo, protagonista di una serie di eventi chiave che hanno segnato non solo la Germania, ma anche il mondo intero. Dall’ascesa e caduta dell’Impero tedesco al militarismo della Prima guerra mondiale, passando per il nazionalsocialismo e la Seconda guerra mondiale, fino alla divisione della città durante la Guerra Fredda con la costruzione del Muro di Berlino e la successiva riunificazione del 1990.

Spesso, nei videogiochi, abbiamo vissuto alcuni di questi momenti, ma in una chiave più ludica (per così dire), senza mai soffermarci davvero sull’aspetto umano. Almeno fino a pochi giorni fa, quando lo studio berlinese Blue Backpack ha deciso di rendere omaggio alla sua città con The Berlin Apartment.

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Un appartamento…

L’anno è il 2020 (sì, proprio l’anno del COVID) e, in un appartamento di Berlino, troviamo una ragazzina di nome Dilara in compagnia di suo padre Malik, impegnato nella ristrutturazione del locale. Durante i lavori, Dilara trova dei reperti che si scopriranno appartenere ai precedenti abitanti dello stabile. A ogni ritrovamento, Malik racconta a sua figlia la storia nascosta dietro ognuno di quegli oggetti.

Per non rovinare la sorpresa, non approfondirò troppo le quattro storie che Dilara ascolterà dal padre (la quinta è proprio quella che coinvolge la piccola protagonista), ma i quattro ritrovamenti sono legati ad altrettanti momenti che hanno segnato l’identità di Berlino1933, l’anno dell’ascesa del partito nazista; 1945, la fine della Seconda guerra mondiale1967, l’inizio della Guerra Fredda1989, l’anno della caduta del muro.

Ciascuno di questi racconti si rivela unico a suo modo, con piccole meccaniche di gameplay che lo differenziano a sufficienza dagli altri. Alla base, The Berlin Apartment resta comunque un’avventura grafica in prima persona, dove la storia trascina il giocatore nel suo mondo e nei suoi personaggi, mostrando quei grandi eventi sotto una luce più intima, personale e introspettiva. Il gioco tocca con forza temi universali come la solitudine, la vergogna, la libertà di parola e gli orrori della guerra.

The Berlin Apartment è anche un trattato sul cambiamento di una città che ha avuto un ruolo chiave nella storia del ’900. Basta affacciarsi dalla solita finestra per ammirare queste trasformazioni: dalla comparsa dei primi stendardi delle SS, alla distruzione della guerra, fino alla costruzione e poi caduta del muro. Cambiamenti che, inevitabilmente, si riflettono anche all’interno delle mura di quell’appartamento, che si riempiono progressivamente di colori, ricordi e affetti.

Sul più bello, The Berlin Apartment decide di arrivare al suo finale: forse un po’ affrettato, ma capace di concludere degnamente la storia di Dilara e suo padre. Le circa tre ore di gioco scorrono via in un soffio, lasciando quella strana sensazione di volerne di più, ma anche la consapevolezza che a volte il troppo storpia, e che era giunto il momento di chiudere quella finestra affacciata sulla città di Berlino. Peccato solo per qualche piccolo problema tecnico con i salvataggi su Xbox Series X, che ha richiesto un paio di riavvii, ma nulla di davvero compromettente.

Infine, note positive per il comparto artistico, a tratti unico per ciascun episodio, ma sempre tenuto insieme da un fil rouge visivo e tematico. Di ottimo livello anche il doppiaggio in inglese, mentre la colonna sonora accompagna dolcemente le vicende senza restare impressa oltre i titoli di coda.

… Cinque storie

The Berlin Apartment è una piccola perla narrativa che racchiude un secolo di storia nelle vite di persone comuni. L’opera di Blue Backpack emoziona, sorprende e invita a riflettere sul peso della memoria e sul valore del cambiamento, anche quando lo fa con mezzi modesti e qualche inevitabile imperfezione tecnica.