Sword Art Online: Hollow Fragment - Recensione

Nulla è andato come avrebbe dovuto. E adesso Kirito, Asuna e tutti i loro amici sono ancora intrappolati in Sword Art Online, nella fortezza fluttuante di Aincrad. Se vogliono sopravvivere non possono far altro che continuare la loro battaglia, piano dopo piano, e sperare di riuscire a raggiungere il 100° livello del castello sani e salvi. Eppure... da qualche parte nel gioco, esiste una regione segreta. La cosiddetta Hollow Area. Quali segreti nasconderà?
Questo è Sword Art Online: Hollow Fragment, gioco per PS Vita ispirato all'universo di SAO. Scoprite nella recensione di Console-Tribe a cura di Giorgio "Nadim" Catania cosa ne pensiamo di questo ricco action GdR!

La battaglia per la vita non è ancora vinta…
Quando Kirito ha sconfitto HeathcliffSword Art Online (SAO) sarebbe dovuto finire. L’incubo rappresentato da quel mortale gioco online sarebbe dovuto terminare una volta per tutte, liberando dalla prigionia virtuale i giocatori che hanno conquistato i primi 76 piani della fortezza fluttuante di Aincrad, sopravvivendo contro ogni previsione a tutte le insidie da essi celate.
Così non è andata. Kirito, alias Kazuto Kirigaya, ha sconfitto in un onesto duello Heathcliff, aka Kayaba Akihiko. Eppure, al contrario di quanto promesso da quest’ultimo,SAO non si è concluso. E adesso Kirito, la sua amata Asuna e tutti gli altri utenti ancora vivi di SAO sono costretti a liberare gli ultimi 23 piani rimasti di Aincrad per vincere. Devono arrivare al 100° livello, se vogliono avere una speranza di fuggire da questa tremenda realtà virtuale. Per tornare nel mondo vero, alla loro vita, dai loro cari.
Ma succede qualcos’altro… Kirito, dopo la battaglia con Heathcliff, viene teletrasportato in una regione del gioco segreta, la Hollow Area. E qui incontra una giocatrice misteriosa, una certa Philia. Altre domande, così, si sollevano spontanee. Cos’è la Hollow Area? Quali segreti nasconde? Chi è Philia?
Le risposte le si possono trovare tutte in Sword Art Online: Hollow Fragment, esclusiva per PS Vita.

What if…?

Se non avete capito quanto appena letto, allora Sword Art Online: Hollow Fragment potrebbe non essere un gioco che fa per voi. Perché la trama alla base di questo titolo non solo prende completamente spunto dall’anime di Sword Art Online – che a sua volta si ispira all’omonimo manga, tratto dall’omonima light novel – ma ne modifica il corso degli eventi. Reinventando quanto successo nella già citata battaglia contro Heathcliff e negli avvenimenti che seguono. E cancellando di fatto quanto accaduto nella seconda parte dell’anime, quella legata al mondo di ALO (ALfheim Online).
In altre parole, se ancora non avete visto l’anime o letto il manga o la light novel, non potrete godervi a pieno quanto Sword Art Online: Hollow Fragment ha da offrire. Non tanto a livello di gameplay – perché quello è spiegato benissimo tramite appositi tutorial – quanto a livello di storia. E fidatevi che la trama e i dialoghi tra i personaggi rivestono un ruolo importantissimo nell’universo di SAO. Quindi o correte ai ripari immediatamente, oppure rischiate di minare l’esperienza che può offrire Sword Art Online: Hollow Fragment.
Se invece conoscete già SAO e amate gli RPG action, allora la questione cambia completamente. Perché Sword Art Online: Hollow Fragment è un titolo per PS Vita che fa sentire subito a loro agio i giocatori che hanno familiarità con Kirito-kunAsuna-chan e soci. Specie se adorano expare come ai bei vecchi tempi ed esplorare dungeoncolmi di nemici e tesori.

Meglio andare a destra o sinistra?

Dopo le dovute introduzioni, parliamo di Sword Art Online: Hollow Fragment. E del fatto che non è un gioco, bensì due giochi. Proprio così: Sword Art Online: Hollow Fragment al suo interno contiene non solo i contenuti che gli appartengono, bensì anche l’intero titolo PSP di Sword Art Online: Infinity Moment, rimasterizzato per l’occasione. Il che è un bene, dal momento che la trama di Hollow Fragment si innesta alla perfezione in quella di Infinity Moment, prodotto mai giunto in territorio europeo. Rendendo così l’offerta ludica ancora più ghiotta, per noi occidentali.
Quindi al giocatore vengono proposte due storyline ben definite e praticamente parallele, che si possono affrontare nell’ordine e nei tempi preferiti. Volete risalire il prima possibile la fortezza di Aincrad? Magnifico: continuate a ripulire, uno dopo l’altro, i piani che vi separano dal centesimo livello. Con sequenze che richiamano alla mente quelle viste nell’anime. Preferite invece andare a caccia di tesori nella Hollow Area? Nessun problema: teletrasportatevi lì e affrontate le tantissime missioni disponibili, combattendo contro nemici ancora più tosti e pericolosi. La libertà è pressoché assoluta. Nessun vincolo, nessuna restrizione, niente di niente. Solo la consapevolezza che, appunto, le aree di gioco legate ad Infinity Moment sono popolate da avversari meno difficili di quelle di Hollow Fragment. E che se quindi decidete di expare nella Hollow Area, poi la vita risulta estremamente più semplice nei piani di Aincrad. Forse fin troppo semplice. Ad ogni modo, la carne sul fuoco è davvero tanta.
E per quel che riguarda il gameplay?

Dimmi quale arma usi e ti dirò chi sei!

Sword Art Online: Hollow Fragment è un GdR focalizzato sull’azione, in cui si vestono i panni di Kirito. In altre parole il giocatore viene sommerso di statistiche di ogni tipo – per armi, equiplevel upskill, eccetera – ma a conti fatti deve menare le mani come un ossesso. Adattandosi a meccaniche che fanno il verso a quelle dei MMORPG. Cosa giusta visto che, nella finzione, SAO è un VRMMORPG (Virtual Reality Massive Multiplayer Online Role Playing Game).
Ecco quindi che ai vari tasti della console sono assegnati attacchi o comandi specifici, ma intercambiabili. Che si possono alternare con gli assalti standard che Kirito infligge in completa autonomia. Se poi si premono i tasti dorsali, si ha accesso ad ulteriori combinazioni e scelte, per un totale di azioni utilizzabili così elevato che in un primo tempo lascia quasi spiazzati.
Ad ogni modo, che si decida di utilizzare un attacco, un’abilità specifica o un oggetto, bisogna sempre porre attenzione a vari dati rappresentati su schermo. Gli HP in primis: se scendono a zero quelli di Kirito, o del compagno che lo accompagna nei suoi pellegrinaggi, è Dead End (ovvero game over) e bisogna ripartire dall’ultimo checkpoint. Poi ci sono gli SP, punti che permettono l’utilizzo delle tecniche più potenti, capaci tanto di infliggere gravi danni ai nemici quanto di curare gli status dei protagonisti. Ad ogni tecnica speciale gli SP diminuiscono, per poi ricrescere con il tempo o con l’utilizzo di comandi appositi. Ciò obbliga a ricorrere quindi a strategie articolate, volte alla continua diminuzione e rinnovo degli SP, al fine di eliminare gli avversari in tempi brevi. Infine ci sono le barre Burst e Risk, che si influenzano a vicenda. La barra Burst si svuota ad ogni attacco, e una volta svuotata del tutto gli attacchi risultano molto meno potenti. La barra Risk invece si riempie quando i nemici rivolgono l’attenzione su Kirito o quando lui li assale. Più è piena, più il riempimento automatico della barra Burst rallenta. Presente anche la possibilità di richiedere lo switch, ovvero il cambio al proprio compagno. Che così attira su di sé gli attacchi nemici, facendo riprendere fiato a Kirito.
Fare i conti con tutte queste nozioni nel breve periodo può spaesare. Ma quando la familiarità con questi e molti altri dettagli comincia ad aumentare, il senso di potenza e libertà che si prova è grande. Si impara così ad affrontare gli avversari in molteplici modi e con le armi che si preferisce – non solamente le doppie spade dell’anime. Il risultato è un combat system stratificato e vario, capace di regalare molte soddisfazioni. Specie quando si iniziano a sbloccare nuove tecniche, ampliando ulteriormente il numero di attacchi utilizzabili.
L’unica pecca in tal senso è quella già citata della minor potenza di parecchi dei nemici in cui ci si imbatte nei piani di Aincrad. Anche molti boss non risultano poi così ardui da battere. Ma a compensare tale pecca ci pensa la Hollow Area, per fortuna, con nemici più ostici e più resistenti.

Beato tra le donne!

Inutile dire che lo stile apprezzato – o meno – nell’anime viene riproposto anche qui. Kirito si trova infatti circondato da un harem di protagoniste femminili, ognuna esperta in uno specifico stile di combattimento e con le proprie armi e abilità. Si può scegliere così da quale di queste donzelle farsi accompagnare durante l’esplorazione dei vari piani e dei dungeon annessi. E con quale di loro intessere relazioni più o meno profonde, tramite un sistema di dialogo semplice ma alla lunga ripetitivo – che serve perlopiù a donare un vago aspetto social al tutto.
L’impianto di gioco quindi è ricco e complesso. Eppure soffre di alcuni difetti non indifferenti. Il primo è la povertà di dettaglio e di varietà di gran parte delle ambientazioni, che spesso tendono a ripetersi in maniera troppo evidente. Vedere infatti dungeon composti da tunnel completamente vuoti e stanze che nascondono soltanto decine di tesori e nemici da massacrare non è certo il massimo dell’originalità. Così come alla lunga può risultare ripetitiva la meccanica che si cela dietro il completamento dei vari piani: si devono superare le aree che connettono la città con i dungeon, per poi superare i dungeon, per poi individuare la sala del boss, per poi sconfiggerlo con l’aiuto delle informazioni raccolte. E poi si ripete tutto quanto, con la presenza di qualche piccola variante, per ogni piano di Aincrad che segue. La cosa può anche non infastidire i fan diSAO. Potrebbe però annoiare tutti coloro che cercano un GdR più profondo, e che magari non sono attirati dalle tonnellate di dialoghi in stile visual novel che Sword Art Online: Hollow Fragment propone – e che, soprattutto all’inizio, spezzano tantissimo l’azione.

Finzione virtuale

Tecnicamente parlando, Sword Art Online: Hollow Fragment gode di alti e bassi. I video di intermezzo e i dialoghi in stile visual novel sono proposti in una veste grafica assolutamente simile a quella dell’anime, mentre le sessioni di gioco alternano modelli poligonali dei protagonisti curati a quelli dei nemici di gran lunga meno complessi e ricercati. Arricchendo il tutto con location talvolta stupende e ispirate, altre volte anonime e povere di particolari come non mai. Il framerate invece ogni tanto si rivela ballerino, specie quando i personaggi o mostri su schermo sono tanti. Nulla di cui preoccuparsi, però.
L’audio invece è eccellente. Tutti i comprimari e personaggi secondari sono doppiati con le voci originali dell’anime giapponese, anche se Kirito-kun risulta muto come un pesce – cosa che può lasciare spiazzati, ma che dopo poco non disturba e aiuta per certi versi l’immedesimazione. Certo che la mancanza di sottotitoli in italiano può risultare un ostacolo per molti, essendo tutto tradotto in un inglese non sempre preciso. Ma se si mastica anche solo un po’ la lingua d’Albione, il divertimento è assicurato. E le musiche ben orchestrate e gli effetti sonori curati svolgono perfettamente il loro compito.
In quanto a longevità, poi, nulla da ridire: per completare il gioco serviranno decine e decine di ore anche al giocatore più navigato.

E vissero tutti felici e contenti…?

Inutile fare tanti giri di parole: se non siete fan di SAO, o perlomeno non conoscete la storia che sorregge la saga, giocare a Sword Art Online: Hollow Fragmentpotrebbe risultare rischioso. Perché non capirne la trama, i riferimenti all’anime e i comportamenti dei vari personaggi rovinerebbe l’atmosfera che impregna il gioco. Facendo perdere gran parte del fascino al titolo. D’altra parte la struttura dei combattimenti potrebbe comunque irretirvi, ricca e strutturata com’è, quindi gli si potrebbe comunque dare una chance – a patto di fare qualche studio su Wikipedia su cos’è SAO e come funziona.
Se siete fan dell’anime, invece, non avete scuse: potete comprare il gioco senza molti patemi, nel caso non l’abbiate ancora fatto. Perché se è vero che soffre di molte pecche e di qualche leggerezza di troppo, di certo sa come irretire chi di voi ha apprezzato le avventure di Kirito e soci.
Fidatevi: perdersi nei labirintici piani di Aincrad in compagnia di belle fanciulle e compagni di sventura coraggiosi e leali può essere molto divertente. A patto di conoscere la lingua d’Albione, ovviamente.

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