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Recensione Super Bomberman Collection

di: Simone Cantini

Si giocava meglio quando si giocava peggio e, forse, eravamo davvero più felici quando non sapevamo di esserlo. Il perché di questa ventata di ottimismo? Beh, durante la prova di Super Bomberman Collection non ho potuto fare a meno di ripensare a quando, circa a metà degli anni ’90, mi ritrovai ad incrociare Dynablaster sul primo PC di casa, ignaro di come quell’omino crea bombe avrebbe potuto resistere al trascorrere inesorabile degli anni. Di MOLTI anni, se ancora oggi siamo a celebrare l’iconica creatura di Hudson Soft, che a dispetto del tempo che si porta addosso, risulta ancora oggi estremamente divertente e godibile. Segno di un modo di intendere il gaming semplice ed intuitivo, che poi è il segreto per invecchiare alla perfezione.

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Che bombe!

Tra i vecchi giocatori, come il sottoscritto, si possono individuare due distinte categorie: chi ritiene che l’era dei 16-bit sia stata la più bella e meravigliosa di sempre, e chi mente. E visto che mi piace pensare di essere sempre incline alla verità, non posso che inserirmi all’interno della prima fazione. Proprio per questo l’offerta proposta da Super Bomberman Collection non può che rappresentare una felice intuizione, visto il modo in cui recupera proprio i titoli usciti su Super Nintendo. Un viaggio nel passato che non può che evocare ricordi felici, ma che a dispetto dell’età dei giochi raccolti nel pacchetto, non lesina anche una buona dose di novità: ai primi 3 titoli, giocati anche a queste latitudini, Red Art Games ha visto bene di aggiungere anche qualche chicca imperdibile per ogni fan, come il quarto e quinto capitolo, localizzati per la prima volta al di fuori dell’arcipelago nipponico.

Qualunque sia la scelta operata, a cambiare non saranno le sensazioni provate con il pad stretto in mano, che ci metteranno poco a sincronizzarsi con le consolidate e familiari (per chi conosce la serie) meccaniche che da sempre regolano il mondo di Bomberman. L’intuizione di Shinichi Nakamoto, datata 1983, era tanto semplice quanto geniale: all’interno di una struttura labirintica, dovevamo farci largo piazzando delle bombe, così da sconfiggere le creature ostili presenti, oltre a liberare la strada che conduce all’immancabile uscita. Un ordigno alla volta (salvo eccezioni) e un colpo a separarci dal game over, erano tutto quello che condiva un simile loop ludico, che a grandi linee era giunto inalterato sulla macchina a 16-bit firmata Nintendo. Segno evidente di come, tanto per essere banali (ma non in senso negativo), le cose semplici non abbiano bisogno di rivoluzioni per rimanere efficaci. E divertenti.

Piccoli aggiustamenti

Ecco, pertanto, che i primi titoli presenti in Super Bomberman Collection non tentino chissà quale strada alternativa, configurandosi come semplici perfezionamenti di una formula rodata ed efficace. Si parte con l’introduzione dei power up, in grado di fornire al nostro eroe bonus temporanei durante gli scontri, passando la modalità multigiocatore e gli iconici canguri cavalcabili noti come Louie a partire dal terzo episodio. Un terzetto disponibile in altrettanti formati (europeo, americano e giapponese), così da fornire l’esperienza più completa di sempre. La situazione per il brand subisce una svolta più marcata con le due citate chicche, sino ad oggi inedite in occidente, capaci di introdurre sostanziali ampiamenti al gameplay, che spaziano dai veicoli e gli enigmi ambientali di Super Bomberman 4, per giungere ai bivi e alle run multiple del suo seguito.

Parliamo di un gruppo ancora oggi estremamente godibile, complici controlli intuitivi e semplici, che permettono a chiunque di imparare a giocare davvero in una manciata di secondi. Tutto questo, però, sarebbe un limite se l’offerta generale non fosse godibile ancora oggi, situazione che fortunatamente trova una felicissima conferma: gameplay e struttura sono invecchiati benissimo e riescono ad intrattenere a dovere tanto in singolo che in compagnia (locale o online, sebbene quest’ultima sia legata alle possibilità di sharing di Switch e PS5). Red Art Games, comunque, non si è certo adagiata sugli allori, ma ha scelti di impreziosire a dovere un’offerta che già così avrebbe potuto soddisfare vecchie e nuovi fan.

Alle citate versioni multiformato, si accompagna una serie di extra davvero interessanti, che comprendono i primi due titoli rilasciati originariamente su NES, modalità Boss Rush e Time Attack, oltre ad un serie di più di 200 illustrazioni, che permettono di dare uno sguardo anche al processo creativo della saga. Non mancano anche importantissime aggiunte in ottica quality of life, come salvataggi manuali e la possibilità di riavvolgere a piacimento la partita. Ovviamente non potevano mancare anche gli immancabili filtri grafici, capaci di restituire vibes fortemente nostalgiche al tutto. E poi ci sono gli unboxing virtuali di ogni singolo gioco, che ci permettono di osservare nel dettaglio manuali e confezioni.

In definitiva, Super Bomberman Collection è molto più di un semplice cofanetto celebrativo: è un promemoria di quanto il gioco, quando nasce da un’idea limpida e ben calibrata, possa attraversare le epoche senza perdere un grammo del suo fascino. È un invito a riscoprire un divertimento immediato, genuino, che non ha bisogno di artifici per conquistare vecchi e nuovi giocatori. E se è vero che non si torna mai davvero indietro, è altrettanto vero che certe esplosioni, quelle di Bomberman, ma anche quelle dei ricordi, continuano a risuonare con una forza sorprendentemente attuale. Un piccolo grande viaggio nel tempo che vale la pena intraprendere, pad alla mano e sorriso già pronto.