Recensioni

Recensione Sumerian Six

di: Luca Saati

Non nascondo di essere stato pervaso da un certo senso di tristezza quando Mimimi Games ha chiuso i battenti. Forse un nome sconosciuto ai più, ma per quei pochi appassionati di strategici stealth in tempo reale era lo studio di riferimento, capace di regalare tre perle del calibro di Shadow TacticsDesperados III e Shadow Gambit: The Cursed Crew.

Già il genere è di nicchia; se poi il suo principale esponente issa bandiera bianca, i fan come me hanno ogni motivo per rattristarsi. Eppure, qualcuno non ha demorso. Quel qualcuno risponde al nome di Artificer, studio polacco della famiglia Devolver Digital, che porta finalmente su console Sumerian Six, a pochi mesi di distanza dal lancio su PC.

Per visualizzare i video di terze parti è necessario
accettare i cookie con finalità di marketing.

L’altra faccia della guerra

Dopo la Prima Guerra Mondiale, l’ingegnere britannico Alistair Sterling riunì un gruppo di scienziati per studiare un misterioso materiale conosciuto come Geiststoff. Tuttavia, la sostanza si rivelò ben presto troppo instabile e pericolosa, e un tragico incidente portò allo scioglimento del team, noto come Squadra Enigma.

Anni più tardi, con l’ascesa inarrestabile di Hitler, l’ex membro della squadra Hans Kammler promette al dittatore un’arma di potenza inaudita, capace di cambiare il corso della storia, alimentata proprio dal potere del temibile Geiststoff. Viene così creata una divisione speciale, la SS-Geistesstärke, con Kammler al comando.

In questo scenario oscuro, la Squadra Enigma torna in azione con un obiettivo chiaro: fermare il loro ex compagno prima che sia troppo tardi.

La trama di Sumerian Six accompagna il giocatore per circa venti ore di avventure, sorrette da un’atmosfera che richiama la spettacolarità di Indiana Jones e il tono pulp di Bastardi senza gloria. È un racconto ucronicamente fantasioso, che parte da eventi reali per reinterpretarli in chiave fantasy e avventurosa, mantenendo sempre un ritmo narrativo piacevolmente avvincente.

Guerra e superpoteri

Sumerian Six mantiene intatti tutti gli elementi cardine degli strategici stealth in tempo reale. La furtività resta la meccanica dominante, con il classico cono visivo dei nemici da monitorare costantemente per evitare di essere scoperti. Non manca nemmeno la pausa tattica, utile per coordinare con precisione le azioni dei membri della propria squadra. Fin qui nulla di rivoluzionario, ma il gameplay si dimostra solido, coerente e perfettamente all’altezza dei grandi esponenti del genere.

Ciò che davvero distingue il lavoro dei ragazzi di Artificer è l’introduzione dei superpoteri dei protagonisti, che aggiungono un twist inaspettato alla formula classica. Tra la capacità di scambiarsi di posto con un avversario, la possibilità di trasferirsi nel corpo altrui per sfruttarne i movimenti, l’uso di formule chimiche dagli effetti sorprendenti e persino la trasformazione in un orso mannaro, i sei membri del team offrono un set di abilità uniche che si combinano in modo intelligente, generando momenti spettacolari e tatticamente appaganti.

Il level design è di pregevole fattura, con mappe pensate per stimolare la sperimentazione e, in molti casi, l’improvvisazione. Gli scenari offrono diversi elementi interagibili e nascondono casse e segreti che ricompensano chi esplora a fondo, spingendo il giocatore a evitare la via più diretta verso l’obiettivo.

La difficoltà non è sempre bilanciata: in particolare nelle prime ore può capitare di trovarsi spiazzati da alcuni picchi che portano al classico trial and error. Una scelta un po’ dissonante, considerando un’intelligenza artificiale piuttosto basilare, incline a dimenticare quanto avvenuto dopo appena trenta secondi dal termine dell’allarme.

Sul fronte tecnico, l’adattamento su console è sorprendentemente riuscito: il sistema di controllo traduce bene la complessità del mouse e tastiera in comandi da pad, mantenendo al contempo precisione e rapidità di azione. A completare il quadro, un comparto grafico pulito e stilizzato, capace di offrire prestazioni stabili a 60 fotogrammi al secondo su tutte le piattaforme.

I Magnifici 6

Sumerian Six si inserisce con personalità in un genere di nicchia che sembrava destinato al silenzio dopo la chiusura di Mimimi Games. Artificer riesce nell’impresa di raccoglierne l’eredità con rispetto e inventiva, offrendo un titolo curato, fantasioso e stratificato, capace di unire meccaniche classiche a un sistema di poteri freschi e ben integrati.

Qualche picco di difficoltà poco calibrato e la IA non sempre brillante smorzano in parte l’esperienza, ma non abbastanza da offuscare la solidità e l’originalità dell’insieme. Il risultato è un’avventura tattica che conquista per atmosfera e profondità di gameplay.