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Recensione Steins;Gate Re:Boot

di: Marco Licandro

Nel campo delle visual novel ve ne sono alcune che hanno una rilevanza e una presenza nell’ambiente certamente più forti, come nel caso di Steins;Gate, che arriva oggi sulle console odierne con il nome di Steins;Gate Re:Boot: un reboot, per l’appunto (a detta loro), sviluppato per quest’era moderna, che aggiunge a quanto visto in precedenza visuals aggiornate, nuove interfacce e una storia aggiuntiva per le strade di Akihabara. Varrà la pena tornarvi?

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Per capire il perché di questo fenomeno mediatico, che ha dato vita a vari porting, libri e a una serie d’animazione, dovreste effettivamente giocarci, così da capire l’ambizione di questo racconto e le particolarità che lo rendono diverso dal resto.

Per riassumere il tutto, senza entrare troppo nella trama e fornire così spoiler che potrebbero rovinarvi il racconto e la sorpresa, il gioco ci metterà nei panni di Rintaro Okabe (non chiamatelo così), un giovane appena maggiorenne che si autoproclama scienziato, che indaga sui viaggi nel tempo ed effettua strani esperimenti che includono un microonde e delle banane.

Le cose prenderanno quasi immediatamente una strana piega quando i suoi ricordi, e quelli delle persone che gli stanno accanto, sembreranno effettivamente differire a causa di fatti e vicende potenzialmente accaduti, ma che non corrispondono alla realtà del luogo.

Da lì si creerà un cocktail di fantascienza, personaggi ambigui, hacking e sperimentazione umana, oltre a un vocabolario di terminologie e teorie scientifiche che spazia dalla teoria del tempo alla fisica quantica. A tutto ciò si aggiunge la possibilità di plasmare il corso della storia ed i suoi eventi, arrivando a finali multipli semplicemente in base al modo in cui utilizzeremo il nostro telefono ed effettueremo delle scelte (apparentemente innocue).

Re:Boot

Questa nuova edizione, che arriverà su console il 29 ottobre ed è già uscita su PC lo scorso agosto, presenta diversi cambiamenti e migliorie. Le visuali sono state ridisegnate, cercando comunque di mantenere lo stile originale. Si aggiungono anche alcune animazioni che rendono i personaggi meno statici, almeno in determinate situazioni.

Anche gli scenari sono stati ampliati e rivisti, insieme a una revisione generale del ritmo narrativo e dei dialoghi. Il comparto audio è stato rinnovato, così come il doppiaggio dei dialoghi e la colonna sonora.

È chiaro, quindi, che questo prodotto ha subito diversi cambiamenti e che c’è stato parecchio lavoro per riproporre un’avventura più che conosciuta, cosa che può sembrare un ottimo punto di partenza per i nuovi fan. Ma per quanto riguarda i vecchi, che hanno già completato la serie e magari giocato anche a Steins;Gate 0? Qui iniziano a sorgere i dubbi sulla bontà del prodotto, considerando anche il prezzo a cui viene venduto e il fatto che, sostanzialmente, si tratta di una riproposta rivista e in teoria corretta, ma pur sempre fedele a un titolo esistente.

Il problema dei due target

Abbiamo quindi due valutazioni distinte, un 50/50 determinato essenzialmente dal tipo di giocatore.

Da una parte, ci sono i nuovi utenti, quelli che non hanno mai giocato Steins;Gate, che valuterebbero la qualità della storia che, come ben sappiamo, colpisce proprio grazie alla complessità e alla capacità di entrare nei dettagli e di incastrare la trama, oltre che all’ottima rigiocabilità.

Dall’altra, ci sono i fan dell’opera originale, che potrebbero alzare un sopracciglio sia di fronte al prezzo comparato con le modifiche effettuate, oltre che alla bontà delle stesse.

Il design e le colonne sonore originali sono elementi abbastanza sacri per un giocatore, che si affeziona terribilmente all’esperienza originale, e ci tengo a precisare che questo non è un remake, bensì una riproposta, o una versione rivista e aggiornata di quanto già esistente. Questo comporta ovvi paragoni con lo stile grafico e artistico, che possono influire sul giudizio e dipendono spesso dai gusti personali.

Non tutto ha bisogno di un cambio

Non c’è alcun dubbio che le nuove visuals abbiano una direzione artistica più moderna e vivace rispetto a quanto già visto, ma la nuova palette di colori e le scelte di disegno si allontanano in parte dal mood dell’originale, più desaturato e avvolto da un’aura misteriosa. Qui, invece, avremo senz’altro un look più pulito, ma al contempo sono presenti stratagemmi che mirano a riprodurre gli stessi effetti visivi presenti nell’opera originale, e che in qualche modo stonano con il resto.

Sporcare volutamente le immagini con macchie, o introdurre la classica aberrazione cromatica in scenari normali che non meritano questo tipo di trattamento, non mi ha fatto amare particolarmente il nuovo look. Anche alcuni pattern palesemente piazzati in un livello superiore al personaggio, potevano funzionare nelle versioni statiche, ma stonano nel momento in cui questo viene animato ma il pattern grafico no, creando un contrasto poco piacevole.

Nonostante il dettaglio grafico sia certamente più nitido e adatto a una TV moderna, non ho notato una cura visiva tale da rendere davvero godibile la visione in alta definizione, poiché sia gli scenari che i personaggi rimagono un mix tra un disegno basico ed una colorazione digitale un po’ amatoriali, senza eccellere per lo stile. Prova a scostarsi dall’originale, ma non abbastanza, creando una versione 2.0 di quanto già visto senza però creare un tocco veramente suo.

Le animazioni dei personaggi rendono certamente più godibili le schermate con le lunghe conversazioni, rimuovendo quella staticità a volte ripetitiva delle visual novel. Tuttavia, non vengono utilizzate sempre e spesso gli sviluppatori ricorreranno a ritagli, zoom e movimenti della camera per continuare a mostrarci la stessa immagine per tutta la durata della conversazione, offrendo a tutti gli effetti una miglioria a metà, oltre a risultare in parte inconsistente.

Non ho trovato particolari migliorie a livello di UI, nonostante questo fosse pubblicizzato nell’elenco di features presenti in questo reboot. I salvataggi e i caricamenti, sia rapidi che normali, si trovano sulla stessa colonna del menù e non è facile richiamarli rapidamente per via dell’assenza di un tasto rapido, vanificando lo scopo di averli distinti. Vi sono parecchie parole, concetti e slang che potremmo non conoscere, perciò vi sarà una sezione apposita dove consultarli. Anche in questo caso, però, occorrerà ogni volta aprire e chiudere un menù, operazione che rallenta pesantemente una visual novel già di suo non particolarmente scorrevole.

Infine, per quanto riguarda la revisione dei testi, sembra che la base del gioco non sia stata la versione originale, bensì Steins;Gate Elite: una versione sicuramente lodata per la presenza di scene tratte direttamente dall’anime, ma che, alla fine dei conti, propone i fatti in maniera diversa, con un pacing più adatto ad un anime che ad una visual novel. Anche in questo caso, spetta ai giocatori decidere se la cosa sia importante per loro o meno.

Che scelta farete?

Le aggiunte e le modifiche effettuate rendono sicuramente il titolo un ottimo punto d’entrata per i nuovi giocatori che non hanno mai giocato al titolo o visto la serie.

I dubbi sorgono nel momento in cui si è fan di vecchia data, motivo per cui il prezzo d’acquisto sarà molto più difficile da giustificare, così come le revisioni, i cambi grafici e i tagli effettuati al testo.

Le aggiunte, come la nuova linea temporale chiamata Gamma Worldline, sono certamente gradite e potrebbero sicuramente essere un eccellente incentivo per rivisitare l’opera, anche se è assolutamente consigliato valutare se spendere nuovamente una trentina d’ore per completare la storia principale, senza menzionare quelle necessarie per vedere tutti gli altri finali.

Considerazioni finali

Steins;Gate rimane ancora una serie rilevante e ben narrata, anche al giorno d’oggi. La narrazione, i personaggi e la qualità complessiva di quest’opera sono già stati elogiati a sufficienza in passato da meritare sicuramente un’occhiata, ma non sono rimasto pienamente convinto di questo cosiddetto reboot. Le scelte visive sono in parte discutibili, la trama ha subito revisioni e tagli basati sulla versione non originale del gioco, mentre la UI rimane ancora confusa.

Nonostante le aggiunte, rimane comunque un titolo che ha già dato il suo ben più di una volta, e nonostante la sua ennesima riproposta, non sono ancora riusciti a fornire un adattamento in italiano, fornendo nuovamente un titolo fruibile solamente in inglese… una bella delusione. Consigliato per i nuovi fan e per chi non ha problemi con le lingue, ma per chi lo ha già giocato aspetterei uno sconto prima di valutarne l’acquisto.