StarBlood Arena - Recensione

Ho aspettato qualche giorno prima di parlare, vuoi perché le vendite del PlayStation VR (nonostante le parole di Sony) non hanno garantito un corposo afflusso di utenti, vuoi per qualche confermato problema lato server. Fatto sta che dopo una manciata di match online sono, finalmente, riuscito a farmi un’idea precisa della bontà di Starblood Arena, shooter competitivo che farà la gioia degli oramai attempati fan del vecchio Descent.

Mi gira la testa

Sia che si parli di cinema che di videogiochi, l’intrattenimento futuristico sembra sempre legato in maniera indissolubile a violente competizioni blastatorie. E l’universo imbastito dai ragazzi di WhitheMoon Dreams per Starblood Arena non sembra volersi discostare da questo amato cliché. Fortunatamente siamo lontani dalla cupa violenza che tanto sembra spadroneggiare in questi ambiti, a cui si è preferito uno stile cartoonesco che sembra uscito di peso dalle avventure di Ratchet e Clank. E simili anatomie sono perfettamente riscontrabili immediatamente nel duo di bizzarri telecronisti che scandiranno con i loro comici commenti i vari match di questo shooter a 360°, così come nel cast di personaggi utilizzabili. La struttura ludica, data la natura, è prettamente competitiva e nonostante la presenza di alcune sessioni interamente offline, il meglio di sé Starblood Arena lo offre una volta connessi alla rete. Le sortite contro i bot, difatti, non sono scandite da una vera e propria progressione in grado di renderle simili ad una sorta di carriera, ma servono prevalentemente a prendere confidenza con controlli e meccaniche, oltre a familiarizzare con la manciata di mappe disponibili. Qualunque sia la scelta che faremo, una volta scesi in campo e selezionato il nostro avatar, ci troveremo di fronte a tre differenti modalità: deathmatch singolo, a squadre e Gridiron. Sulle prime due possibilità c’è poco da dire di cui non si sia già discusso nel corso di questi ultimi anni, fermo restando che rimangono comunque le parti più riuscite del pacchetto. In Gridiron, visto che saremo chiamati a spedire in rete una palla in maniera analoga a quanto avviene in Rocket League, la particolare tipologia di controlli rende quanto mai ostico e difficoltoso controllare a dovere la traiettoria della sfera, oltre che particolarmente caotico il gameplay generale. Peccato, quindi, che sotto questo punto di vista i ragazzi di WhitheMoon Dreams si siano limitati al minimo indispensabile: è innegabile come ulteriori variazioni sul tema avrebbero enormemente giovato a Starblood Arena. Buono invece il cast di personaggi disponibili, ognuno dotato di una propria navicella e di proprie caratteristiche, sia di offesa che di difesa: ecco, quindi, che avremo il classico tank, l’evasivo, il bilanciato e così via. Ognuno di loro, man mano che giocheremo e avanzeremo di grado, avrà accesso ad alcune migliorie estetiche oltre che a bonus temporanei da attivare durante gli scontri. Si tratta, in definitiva, di un cast di giocatori sufficientemente vario, anche se le differenze non sono così marcate da causare pesanti sbilanciamenti una volta in game. Ottimo, invece, il level design delle varie mappe, anche se un paio di arene in più non avrebbe certo guastato.

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Carezze al pancino

Tecnicamente parlando possiamo solo lodare il lavoro svolto dai ragazzi di WhitheMoon Dreams, dato che l’aspetto grafico di Starblood Arena si attesta su ottimi livelli. Già abbiamo parlato del piacevolissimo character design, ma bisogna comunque plaudire in egual misura agli sforzi compiuti nella modellazione generale del mondo di gioco, piacevolissima in ogni suo aspetto. Il tutto senza che la fluidità generale ne sia minimamente compromessa, fattore che consente a Starblood Arena di proporre un’esperienza ludica agile e reattiva. Buone notizie anche sul versante del motion sickness, dato che il team sembra aver escogitato tutta una serie di accorgimenti per limitarne i sintomi (già l’hud delle navette è utilissimo in questo senso): pur non soffrendo di chinetosi avevo qualche timore ad approcciarmi al titolo WhitheMoon Dreams, visto il suo particolare gameplay, ma una volta impugnato il pad ogni dubbio si è dissolto in un lampo. Cosa è, allora, che mi ha impedito di scrivere prima questa review? Come detto in apertura i problemi lato server nel periodo del lancio, confermati dal web, hanno reso praticamente ingiocabile online per giorni il titolo, rendendo quanto mai ostico testarne la piena potenzialità. Ora la situazione sembra rientrata, peccato permanga la macchinosità della gestione delle lobby che, tra un matchmaking un po’ troppo lento e l’impossibilità di permanere nella stanza una volta esaurito il match costringe a fissare un po’ troppo a lungo delle inutili schermate. Non proprio un’ottima prova per un titolo che punta forte sul multiplayer competitivo.

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Promosso con riserva questo Starblood Arena, prevalentemente per il suo lato contenutistico un po’ troppo risicato ed una non perfetta gestione delle lobby online, dato che sul fronte del puro gameplay è davvero difficile muovere qualche critica al lavoro dei ragazzi di WhitheMoon Dreams. Il gioco funziona bene e diverte, ma il rischio di cadere vittima della monotonia, complice l’assenza di un sistema di progressione corposo, rischiano di far calare anzitempo il sipario su di una produzione che meriterebbe una sorte migliore.

  • Divertente

  • Ottimo comparto tecnico

  • Gestione dell’online da rivedere

  • Pochi contenuti

6 Commenti a “StarBlood Arena”

  1. Hiei on

    Simone, hai in programma una recensione per farpoint? Noto che il 70 è il tuo numero preferito! uhauhauha

  2. The_WLF on

    Simone, hai in programma una recensione per farpoint? Noto che il 70 è il tuo numero preferito! uhauhauha

    Purtroppo per i titoli VR mi viene difficile andare oltre: sempre roba interessante ma che manca di quel guizzo in grado di fare la differenza, come nel caso di questo Starblood, che avrebbe potuto tranquillamente ambire ad una votazione decisamente più alta.

    Intanto ti dico solo questo: segnati Gnog!!

    Farpoint è chiaro che è in cantiere, resta solo da vedere quando ed in che modo potrò metterci le mani sopra… 😀

  3. Macchiaiolo on

    Purtroppo per i titoli VR mi viene difficile andare oltre: sempre roba interessante ma che manca di quel guizzo in grado di fare la differenza, come nel caso di questo Starblood, che avrebbe potuto tranquillamente ambire ad una votazione decisamente più alta.

    Intanto ti dico solo questo: segnati Gnog!!

    Farpoint è chiaro che è in cantiere, resta solo da vedere quando ed in che modo potrò metterci le mani sopra… 😀

    Gnog è fighissimo, sarebbe da giocare anche senza VR.

  4. Hiei on

    Purtroppo per i titoli VR mi viene difficile andare oltre: sempre roba interessante ma che manca di quel guizzo in grado di fare la differenza, come nel caso di questo Starblood, che avrebbe potuto tranquillamente ambire ad una votazione decisamente più alta.

    Intanto ti dico solo questo: segnati Gnog!!

    Farpoint è chiaro che è in cantiere, resta solo da vedere quando ed in che modo potrò metterci le mani sopra… 😀

    Conosco il gioco, o meglio visto e letto qualcosa, ma per esigenze personali, tempo e impegni famigliari oltre il gusto personale, ho spostato il mio interesse solo su titoli dove c'è una trama arricchita da una grafica gratificante e qualcosa che non sia solo uno momento prettamente ludico, per quanto divertentissimo.

    Quindi come detto, ho le ore di gioco ridotte all'osso e con xboxone, ps4 e ora switch sono a rischio di donare qualche organo, per poter compare tutti i titoli che mi piacciono. Da qualche parte devo tagliare, non per sminuire niente ma solo per farti capire di cosa parlo, solitamente punto su giochi dal 90 in su (sempre rispecchiando le caratteristiche indicate), salvo rare eccezioni nostalgiche.

    Ti ho chiesto di farpoint proprio perché è innovativo per via di un arma in mano (per quanto sia bruttarella) e porta il giocatore a un gradino ancora più in alto rispetto al tipico gioco per VR. Da qui nasce la mia voglia di compralo/provarlo. Le prime notizie che sono arrivate non sembrano proprio TOP, sembra che il gioco soffri di monotonia, ormai cosa comune per i giochi, sulla carta, migliori per VR.

  5. The_WLF on

    Conosco il gioco, o meglio visto e letto qualcosa, ma per esigenze personali, tempo e impegni famigliari oltre il gusto personale, ho spostato il mio interesse solo su titoli dove c'è una trama arricchita da una grafica gratificante e qualcosa che non sia solo uno momento prettamente ludico, per quanto divertentissimo.

    Quindi come detto, ho le ore di gioco ridotte all'osso e con xboxone, ps4 e ora switch sono a rischio di donare qualche organo, per poter compare tutti i titoli che mi piacciono. Da qualche parte devo tagliare, non per sminuire niente ma solo per farti capire di cosa parlo, solitamente punto su giochi dal 90 in su (sempre rispecchiando le caratteristiche indicate), salvo rare eccezioni nostalgiche.

    Ti ho chiesto di farpoint proprio perché è innovativo per via di un arma in mano (per quanto sia bruttarella) e porta il giocatore a un gradino ancora più in alto rispetto al tipico gioco per VR. Da qui nasce la mia voglia di compralo/provarlo. Le prime notizie che sono arrivate non sembrano proprio TOP, sembra che il gioco soffri di monotonia, ormai cosa comune per i giochi, sulla carta, migliori per VR.

    Guarda, su Farpoint tanto la giocherà il fattore immersione: il fucile è orrido da vedere, ma ti giuro che provato con il visore ha una fisicità pazzesca che mai mi sarei sognato di trovare. Come FPS in quanto tale non credo ci sarà da gridare al miracolo, primo perchè è comunque un prodotto tarato attorno ad una tecnologia che non può certo garantire esperienze (ed investimenti) paragonabili alle produzioni tripla A canoniche. Il mio provato di Lucca mi ha trasmesso comunque buone sensazioni, ma ovvio che il tutto sia aiutato dal fattore VR che in questo caso è la vera carta vincente, visto che come gunplay è abbastanza elementare. Io quando si tratta del VR cerco anche di calare i titoli all'interno di un'evoluzione ludica giovanissima, pertanto trovo assurdo giudicare simili produzioni alla stregua di quelle standard, visto che è palese il loro necessario ridimensionamento. Esempio idiota: come erano pessimi i primi giochi 3D rispetto a quelle bidimensionali?

    Parlando di Starblood non avesse avuto i problemi legati all'online e i contenuti un po' risicati, stai tranquillo che un sonoro 80 non glielo avrebbe tolto nessuno, visto che il gioco è molto divertente. Ah, occhio comunque a non soffermarti troppo sui numerini, che rischi di perderti roba di valore… 😀

  6. Hiei on

    Guarda, su Farpoint tanto la giocherà il fattore immersione: il fucile è orrido da vedere, ma ti giuro che provato con il visore ha una fisicità pazzesca che mai mi sarei sognato di trovare. Come FPS in quanto tale non credo ci sarà da gridare al miracolo, primo perchè è comunque un prodotto tarato attorno ad una tecnologia che non può certo garantire esperienze (ed investimenti) paragonabili alle produzioni tripla A canoniche. Il mio provato di Lucca mi ha trasmesso comunque buone sensazioni, ma ovvio che il tutto sia aiutato dal fattore VR che in questo caso è la vera carta vincente, visto che come gunplay è abbastanza elementare. Io quando si tratta del VR cerco anche di calare i titoli all'interno di un'evoluzione ludica giovanissima, pertanto trovo assurdo giudicare simili produzioni alla stregua di quelle standard, visto che è palese il loro necessario ridimensionamento. Esempio idiota: come erano pessimi i primi giochi 3D rispetto a quelle bidimensionali?

    Parlando di Starblood non avesse avuto i problemi legati all'online e i contenuti un po' risicati, stai tranquillo che un sonoro 80 non glielo avrebbe tolto nessuno, visto che il gioco è molto divertente. Ah, occhio comunque a non soffermarti troppo sui numerini, che rischi di perderti roba di valore… 😀

    L'ultima frase me l'aspettavo! infatti con "non voglio sminuire niente" mi riferivo proprio a tanti bei titoli che magari non raggiungono numeri da alte vette ma sono vere e proprie chicche, sono io il primo a sposare questa tesi e nn mi bastano certo delle recesioni o numeri per farmi un idea, aver comprato switch (quanto l'ho criticata ormai lo sanno anche i muri) ne è un chiaro esempio.

    Gioco a tutto, da schifezze su smartphone a titoli con grafica top su PC. Sono altri i motivi che mi spingono solo su una cerchia (manco tanto ristretta) di titoli. Ovvio che la prima cosa è il gusto personale e la disponibilità economica (purtroppo nessuno mi regala codici o  giochi) avendo anche tante altre spese devo fare delle scelte precise e ponderate.

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