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Recensione Spindle

di: Marco Russi

In un mondo dove la Morte ha smesso di fare il suo mestiere, l’equilibrio è spezzato.
Tu sei la Morte, ma non puoi più reclamare anime. Al tuo fianco, un maiale fedele ti guida in un viaggio tra vita, morte e ironia.
Spindle è una avventura in pixel art che unisce azione retrò, esplorazione e una riflessione poetica sul ciclo della vita.
Un piccolo titolo indie che parla di cose grandi, con toni malinconici e una dolce ironia che lo rendono unico nel panorama del 2025.

La falce e il maiale

In Spindle, vesti i panni della Morte in un mondo dove nessuno può più morire.
Il tuo compagno, un maialino parlante, ti accompagna tra villaggi sospesi, foreste immobili e dungeon misteriosi.
L’atmosfera è un equilibrio tra malinconia e leggerezza, resa viva da una pixel art curatissima e da una colonna sonora malinconica che accompagna ogni passo.
Ogni zona racconta un frammento del mondo in rovina, con uno stile che ricorda i grandi Zelda 2D, ma con un’anima personale e più intima.

Falci, enigmi e silenzi

Il cuore di Spindle è il suo gameplay esplorativo: dungeon, puzzle ambientali, e piccoli scontri con nemici e boss.
La falce è la tua arma e la tua chiave: serve a combattere ma anche a risolvere enigmi.
Il maiale non è un semplice comprimario, ma un vero alleato: può attivare meccanismi, trovare passaggi segreti e collaborare con te per superare ostacoli.
Il ritmo è rilassato, ma a volte si percepisce un po’ di ripetitività: sezioni di backtracking o enigmi troppo semplici rallentano la progressione.
Eppure, anche nei suoi silenzi, il gioco invita a fermarsi e riflettere, più che a correre.

Un cuore indie che batte piano

Spindle non punta sull’adrenalina, ma sulle emozioni sottili.
È un’esperienza che ti invita a respirare e a guardarti dentro, più che a collezionare trofei.
Il ritmo lento, la poesia visiva e la coerenza narrativa lo rendono una piccola perla per chi ama le avventure contemplative.
Tecnicamente solido su Switch, ma con qualche rallentamento nei caricamenti e nei movimenti più frenetici.
È un gioco che non urla, ma sussurra — e proprio per questo, resta nella mente e nel cuore.

 

Spindle è una favola malinconica in pixel art.
Non rivoluziona il genere, ma conquista per cuore, coerenza e delicatezza.
Un’avventura che parla di morte, ma in realtà celebra la vita, con la calma e la profondità che solo gli indie migliori sanno offrire.