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Recensione Shadow of the Orient

di: Marco Russi

Dimenticatevi delle grandi epopee narrative: Shadow of the Orient fa quello che tanti platform 2D hanno fatto prima di lui, ovvero usare la trama come scusa per farci saltellare da una piattaforma all’altra.

C’è il solito cattivone con i suoi tirapiedi, ci sono dei bambini da salvare e c’è Xiaolang, il nostro eroe, esperto di arti marziali e unico in grado di riportare la pace nel regno. Tutto molto classico, e tutto molto efficace se vi piace l’impostazione old-school.

Vecchio e Nuovo Si Incontrano

Il gioco propone 15 livelli divisi in tre macro-zone, ciascuna con un boss finale. Le meccaniche sono quelle che i fan del genere conoscono bene: salti millimetrici, nemici bizzarri, oggetti da raccogliere e segreti ben nascosti.

La particolarità è nella verticalità dei livelli: ogni mappa è un piccolo labirinto in 2D da esplorare con attenzione per trovare leve, chiavi, forzieri e soprattutto i tre bambini prigionieri di ogni livello.

Il gameplay miscela bene l’estetica retrò con alcuni elementi più moderni, come la progressione del personaggio attraverso l’acquisto di potenziamenti nello shop (peccato solo che sia accessibile solo dal menu principale). Peccato anche per l’eccessiva casualità con cui si scoprono alcune aree segrete: il risultato è che spesso si sbatte la testa contro i muri nella speranza di trovare qualcosa.

Armi, Nemici e Sfide Vere

A livello di combattimento, Shadow of the Orient ci mette a disposizione una discreta varietà di armi: spade, coltelli, palle di fuoco e altro ancora, da alternare ai calci e pugni del nostro eroe. Tuttavia, lo sbilanciamento è evidente: i nemici sono spesso più agili e potenti, e alcuni – come quelli volanti – possono essere affrontati solo con attacchi a distanza, rendendo inutile ogni approccio corpo a corpo.

Il sistema di salto prevede tre modalità (breve, lungo e doppio), ma la meccanica di aggrapparsi ai muri può diventare un problema, soprattutto quando si tenta di schivare un attacco e si finisce, invece, impiccati a una sporgenza.

Progressione e Shop: L’Occasione Mancata

Lo shop rappresenta una delle scelte meno felici: accessibile solo dal menu principale, propone upgrade utilissimi (scatto, attacchi speciali, respirazione subacquea) a prezzi esorbitanti. Considerata la brevità del gioco (4-5 ore), sarà difficile sbloccare più di un paio di abilità, rendendo frustrante una feature che avrebbe potuto dare molta più profondità all’esperienza.

Tecnica e Atmosfera

A livello visivo, Shadow of the Orient è una piccola perla di pixel art. I fondali sono curati, il parallasse dà profondità e il design dei livelli è piacevolmente retrò.

Le animazioni sono fluide, le hitbox precise, e il gioco risponde bene ai comandi anche nelle sezioni più caotiche.

La colonna sonora non brilla per originalità, ma accompagna con discrezione. Presente anche una modalità speedrun, per chi ama il rischio estremo: un colpo subito e si ricomincia.

 

Shadow of the Orient non inventa nulla, ma sa intrattenere con un gameplay solido e una difficoltà da non sottovalutare.

Un platform per nostalgici con voglia di mettersi alla prova, magari impreziosito da qualche aggiornamento futuro che renda lo shop più equilibrato e i segreti meno casuali.

Se amate la sfida e vi piacciono i giochi in pixel art, per il prezzo proposto vale la pena dargli una possibilità.