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Recensione Sengoku Dynasty

di: Marco Licandro

A volte, da giocatori, tutto ciò di cui abbiamo bisogno è un gioco nel quale evadere completamente. Farci una vita totalmente nuova, ed esplorare un mondo dove, almeno sullo schermo, tutto ha senso. Se il Giappone feudale è il vostro tipo di fuga, e non volete limiti a ciò che potrete fare, probabilmente Sengoku Dynasty è il titolo per voi.

Da 0 a 100

In un Giappone dilaniato dalle guerre, i pochi sopravvissuti vivono nella povertà, nascondendosi, e molti di loro aspettando persino la morte. Nei panni di un umile contadino, finiremo in una spiaggia di un’isola sconosciuta, senza cibo e senza un tetto, completamente abbandonati a noi stessi. Da qui inizieremo, armati di una forte tempra, e di un desiderio di sopravvivenza, a creare poco a poco la nostra base. Costruendo, coltivando, arruolando, e combattendo, espanderemo e conquisteremo fino a creare una vera e propria dinastia.

Nulla di tutto ciò accade dall’oggi al domani, e passerà molto tempo prima che vediate i frutti del vostro lavoro. Ma se vi mettete con costanza, giorno dopo giorno, vedrete come l’albero darà i propri frutti.

Il gameplay

Un po’ Ark, e per certi aspetti persino No Man’s Sky, il gameplay di Sengoku Dynasty stupisce per la sua vastità, oltre anche ad offrire svariate possibilità di sviluppo.

Vi sono due meccaniche essenziali sulle quali si basa il gioco: la sopravvivenza, e la costruzione. Entrambe vanno a braccetto, in quanto mischiano esplorazione, raccolta di materiali, e creazione di oggetti.

Persi in un luogo sconosciuto, potremo certamente raccogliere cibo dalle piante, ma questo non sazia come dovrebbe, e va a male con il passare dei giorni. Per cucinare come si deve occorre costruire innanzitutto un falò, cercando rami e pietre. Per farlo, avremo bisogno di un martello e di un’ascia, anch’esse create rudimentalmente con gli oggetti che troveremo strada facendo.

Il personaggio ha tre barre importanti: salute, fame, e stamina. Vanno tenute d’occhio in quanto fanno la differenza tra la vita e la morte. La componente di sopravvivenza è quindi presente come base, ma è la costruzione che fa da padrona, dato che ogni oggetto ci permette di raccogliere materiali e creare sia oggetti che grandi costruzioni.

Sarà possibile anche coltivare il proprio raccolto, e combattere contro gli invasori, dato che ogni oggetto equipaggiato avrà le sue animazioni, comprese quelle della lotta, che cambiano a seconda dell’arma equipaggiata. Con il passare delle stagioni, il paesaggio cambia, e la nostra dinastia crescerà.

Questa però richiederà una gestione ed una manutenzione da manuale, visto che per ogni persona arruolata dovremo darle una casa e un letto, assegnarle un lavoro, fornirle del cibo, e gestire persino la quantità di cibo da consumare al giorno. Queste decisioni possono portare felicità o malcontento negli abitanti, ed è bene tenere quindi le riserve ben piene prima di affrontare l’inverno.

Un po’ di tutto

Come avete potuto intuire, il nostro personaggio è un tuttofare, ed il titolo affronta svariate meccaniche di gioco, mischiando vari generi, essendo il titolo un GDR tra le tante cose. Ebbene sì, il nostro personaggio avrà punti esperienza che potrà spendere nel suo albero delle abilità per potenziarle. Ogni abilità può avere anche più livelli, aumentandone l’efficacia. Ciò significa che, al contempo, il giocatore potrà esserne totalmente assorto, o completamente sopraffatto, proprio per l’ammontare di compiti e strategia presenti nel titolo.

Raccogliere materiali può essere inizialmente divertente, ma è un processo molto lungo e particolarmente tedioso, che oltretutto porta a consumare gli stessi attrezzi di cui abbiamo bisogno per trovarli. La modalità di creazione è effettivamente intuitiva, visto che si visualizzerà una silhouette dell’oggetto o edificio che si vuole creare, per poi posizionarlo dove più ci piace. Da lì, il titolo ci chiederà di colpire con il martello un certo numero di volte, e ogni qualvolta colpiamo ci verranno scalati i materiali per crearlo. Ciò va ripetuto molte volte, tanti quanti sono gli elementi che ne fanno parte.

Per fare un esempio, creando una casa dovremo innanzitutto costruire le fondamenta, poi le varie pareti, e infine il tetto. Sicuramente facile da capire, ma particolarmente lento nel lungo andare, il che significa che dovrete armarvi soprattutto di pazienza, visto che il titolo premia la costanza.

Nonostante ciò, una cosa che penso sia estremamente valida, è il poter scegliere la modalità di gioco prima di iniziare una nuova partita. A seconda del tipo di avventura che vogliate affrontare, potrete scegliere tra una difficoltà ardua, una normale, una modalità storia, e persino una creativa, dove avrete risorse infinite, e dovrete semplicemente colpire una volta per creare qualsiasi oggetto: ottimo se abbiate in mente di entrare in modalità The Sims e concentrarvi interamente sui villaggi.

La parte ruolistica è oltretutto presente nell’accettare missioni e nello sceglierle tramite la scheda apposita, cosa che vi porterà ad esplorare un mondo visivamente accattivante, senza mai stancarvi davvero. Da far notare come sia presente anche una modalità multigiocatore a 4 giocatori, incluso il crossplay con PC, ma che purtroppo non abbiamo considerato nella valutazione in quanto non presente prima del lancio, e che aggiorneremo nel caso questa influisca positivamente o negativamente con il titolo.

Pensato per PC

Sembra di poco conto, ma il passaggio di usabilità da un utilizzo con il mouse ad un controller, in particolare per un gioco con così tanti menù di gioco, non è cosa facile. Credo che gli sviluppatori, Superkami, abbiano fatto un discreto lavoro in questo ambito. La creazione degli oggetti si effettua aprendo un menù circolare, dove con l’analogico sceglieremo innanzitutto la categoria, e in secondo luogo il tipo di oggetto o costruzione che vorremo creare. Alcuni intoppi di navigazione in tutti gli altri menù, a partire da quello dell’inventario, che continua a richiedere di inserire un attrezzo nel nostro inventario rapido, ma senza creare un’interfaccia semplice e che non richieda la pressione ripetuta del d-pad fino a trovare lo slot adatto.

Anche i menù di gioco sono fin troppo macchinosi e poco chiari nel momento della selezione. Capire come assegnare un abitante ad un letto è stato fin troppo complesso per essere un’azione così importante e richiesta così spesso.

L’Unreal Engine 5 fa invece faville, garantendo delle ottime grafiche spesso solo viste su PC, anche su console… al costo di un framerate buono ma non troppo fluido. Nel caso apprezziate la flulidità, potete sempre cambiare la modalità in prestazioni, buttando però al vento la bellezza grafica del titolo, che non rende visivamente tanto quanto in modalità qualità.

Da italiani, ci arrabbiamo

Abbiamo recensito svariati giochi in queste sedi che non presentavano la lingua italiana. Ci sta… alla fine il mercato è grande, e spesso gli sviluppatori hanno un budget limitato, fornendo due o massimo tre lingue per cercare di accontentare tutti. Come appena detto, ci sta.

Ma nel caso di Sengoku Dynasty è quasi una beffa, in quanto l’italiano non è presente tra i sottotitoli, ma altre DODICI lingue sì.

Incredibilmente sì. Siete a posto nel caso parliate Inglese, Francese, Tedesco, Spagnolo, Portoghese, Cinese e Giapponese… ma anche Russo, Coreano, Polacco, Ucraino, e Turco. Superkami, ma che vi abbiamo fatto? Siete team pizza con ananas? Vi è andato un espresso di traverso? Come mai questo astio nei nostri confronti?

Scherzi a parte, per la moltitudine di dialoghi, nonché di testi, non presentare l’italiano, ma vendere nello stesso territorio, è sicuramente un problema per tutti coloro che bazzicano le lingue, ma che non sono così avvezzi da giocare un intero titolo senza una apposita localizzazione.

In conclusione

Sengoku Dynasty offre al giocatore una fuga dalla realtà, regalando la possibilità di farsi una vita nel Giappone feudale. Nonostante delle meccaniche poco rifinite, ed una lentezza complessiva, il titolo offre un gameplay vasto e variegato, che armati di pazienza potrà certamente dare soddisfazioni.