Sam & Max: Beyond Time and Space – Remastered - Recensione

Chi di voi ha avuto il piacere di giocare Sam & Max: Hit The Road nell’ormai lontano (sigh) 1993?

Quando le avventure Lucasarts erano praticamente tutto ciò che un PC Gamer potesse desiderare – grazie alla meravigliose grafiche in pixel art, la narrazione coinvolgente, gli enigmi poco banali, e le risate che riuscivano a strapparci – un titolo simile doveva necessariamente rientrare nella collezione di chiunque fosse appassionato di avventure grafiche punta e clicca.

Dopo gli svariati Indiana Jones e Monkey Island, Sam & Max fecero il botto come nuova IP e incantarono i giocatori grazie al carisma dei personaggi, la relazione tra essi, e le situazioni al limite dell’astratto che dovranno affrontare con totale nonchalance.

Grazie a Telltale Games che iniziò una serie di avventure basandosi su IP esistenti, tra cui quelle della defunta Lucasarts, tre nuovi giochi episodici di Sam & Max videro la luce su PC dal 2006, portando tanta nostalgia ma anche buona parte dello stile che ha caratterizzato l’originale.

Una volta che anche Telltale Games cessò le attività, alcuni sviluppatori della casa crearono Skunkape Games e assunsero i diritti del gioco, creando dei remastered e portandoli finalmente sulle nostre console casalinghe.

Una coppia difficile da descrivere

Sam, e Max. Polizia freelance. Anche conosciuti come il cane serio e composto ma dalle decisioni discutibili, e il coniglio palesemente psicotico e violento che in qualche modo riesce comunque ad essere adorabile, almeno a suo modo. Entrambi creano un connubio che non dovrebbe esistere, viste le personalità così distinte, eppure funziona! Così come nell’originale del ’93, la serie episodica introduce svariati casi al limite del folle, ponendo i due poliziotti al centro di essi. Non è necessario aver giocato il primo in pixel art per poter godere della storia, essendo questa sempre diversa come fosse un episodio di Rick & Morty, e basta giocare qualche minuto per rimanere inizialmente sbalorditi dalle vicende – folli e praticamente senza senso – che accadranno immediatamente, per poi abituarci e seguire la corrente, provando anche noi combinazioni insensate e trovarci a ridere per alcune situazioni veramente assurde. Ciò che incanta è proprio la relazione di fiducia e benevolenza tra i due protagonisti, che in nessun momento giudicheranno l’altro per le azioni fuori luogo e soprattutto politicamente incorrette che eseguiranno, ma accetteranno ogni conseguenza, anche quelle praticamente quasi mortali, con una spensieratezza e menefreghismo di cui dovremmo effettivamente imparare e prenderne atto.

Il gioco in breve

In questa versione remastered della seconda stagione, Beyond Time and Space, Sam & Max torna quindi – dopo la vincente Save the World – proponendoci nuovamente situazioni particolari e per nulla banali da risolvere. Ogni episodio ci proporrà missioni diverse, includendo babbo natale, alieni, portali temporali, il triangolo delle bermuda in versione letterale, e molte altre curiose situazioni, il tutto riproponendo i luoghi e personaggi che abbiamo imparato a conoscere ed introducendone di nuovi. Un normale episodio si svolge con una breve introduzione animata con il motore di gioco per introdurci rapidamente al caso, per poi lasciarci immediatamente liberi di girovagare. Potremo analizzare oggetti, raccoglierne altri e metterli nell’inventario per utilizzarli in seguito, parlare con le persone, e muoverci in altri luoghi. Questo basta e avanza per riproporre lo stile classico delle avventure grafiche, in quanto le conversazioni con gli strampalati personaggi saranno abbastanza accattivanti da intrattenerci, ma anche utili in quanto contengono indizi su come procedere. Spesso e volentieri rimarremo bloccati in quanto non avremo utilizzato l’oggetto giusto, o non avremo avuto la conversazione adeguata per poterlo utilizzare, in quanto il gioco è attento affinché l’indizio arrivi prima della soluzione, questo per evitare di risolvere casualmente gli enigmi per brute force. Data la natura astratta del titolo, non sarà facile trovare una logica sul da farsi, nonostante tutti gli enigmi sono comunque ben connessi e strutturati, ma spesso sfocia nella frustrazione in quanto dovremo realmente pensare fuori dagli schemi ed effettuare azioni o usare oggetti in modi ben poco prevedibili, provando e riprovando solo per vedere se effettivamente Sam & Max riescano a ricavare qualcosa da quello specifico utilizzo. Dialogo, perlustrazione, raccolta oggetti e conseguente utilizzo racchiudono quindi, in maniera molto concisa, il tipo di gameplay in cui andrete incontro, sempre godendovi comunque la storia che non mancherà di sorprendervi.

Dal mouse al controller

Il punta e clicca del passato si fuse bene con la nuova struttura ad episodi, in quanto esclusiva PC e quindi anch’essa provvista di mouse e tastiera. I remastered delle prime due stagioni arrivano finalmente su console, il che significa che il gameplay dovrà subire alcune modifiche per garantire una esperienza soddisfacente sui nostri amati controller (perché li amiamo, ed è inutile negarlo). E qui già iniziano le prime pecche.
I personaggi si muoveranno con la levetta sinistra, e fin qui tutto ok. Bel lavoro, gran cambio! AWSD sono dei tasti, e noi abbiamo un pollice sinistro che è abituato a dirigersi in ogni direzione, quindi tutto ok. Dopodiché entra in atto la parte del click. Quel famigerato mouse, con quel puntatore perfetto che utilizza milemila muscoli, dalle dita alla rotazione del polso, al movimento del braccio, per garantire quella precisione e velocità che, nonostante non vogliamo ammetterlo, ci possiamo anche scordare con il solo utilizzo del singolo analogico. Ed ecco che, mancando il puntatore, la selezione degli elementi interattivi diventa non solo difficoltosa, ma una vera tragedia. Un tasto specifico del controller ci permetterà di evidenziare TUTTI gli elementi interattivi a schermo, come fosse un gigantesco spoiler per niubbi che indica cosa toccare e cosa ignorare. Ma questo non è presente solo per rovinarci il divertimento ma è anche una necessità, in quanto interagire con gli elementi è effettivamente complesso e macchinoso. Dovremo avvicinarci all’oggetto in questione prima di poterlo visualizzare, e premere un altro pulsante per passare da uno all’altro nel caso ve ne siano di vicini. Un horror di accessibilità.

Da budget a Pixar

Forse il titolo di questa sezione è esagerato, ma la sensazione di miglioria presente nel gioco sul comparto grafico e uditivo è effettivamente notevole. Le stagioni episodiche di Sam & Max di Telltale non erano male graficamente, ma chiaramente dovevano entrare in un basso budget, e si notava per via dei modelli poligonali grezzi, e un aspetto visivo OK ma non troppo accattivante, tanto che io stesso, da fan della pazza coppia, non ero riuscito ad apprezzarlo a fondo. Ciononostante, in questo remastered la tecnologia è avanzata, in particolare per quanto riguarda la luce, che riesce a dare… ok dire nuova luce sembrerebbe una ripetizione, quindi diremo che regala un aspetto diverso al gioco pur non cambiando effettivamente nulla. Ed è proprio questo che gli ex sviluppatori di Telltale hanno fatto. Il motore è identico, il gioco rimane lo stesso, ma implementando le nuove tecnologie di cell shading ecco che Sam & Max assumono nuovi colori, riflessi, il titolo si sfuma nei contorni, diventa morbido nelle forme, tanto da sembrare quasi un film Pixar. No ok, non arriva a questi livelli, stiamo palesemente esagerando, ma è comunque una bella sensazione, di questo ci darete ragione. Anche l’audio del doppiaggio (sempre inglese) è nitido anziché vagamente soffocato come nell’originale, e il labiale per quanto scarno sembra essere ancora più in sincrono. O magari me lo sto inventando e mi sto lasciando suggestionare da questa bella veste grafica che ricopre ogni elemento di gioco, facendo sembrare tutto nuovo, chissà.

Conclusione

Inutile dire che la versione remastered alla quale Skunkape Games ha lavorato non è solamente ben vista, ma completa anche i titoli in questione, migliorandoli sotto svariati aspetti e portandoli finalmente anche su console. Non sono rimasto soddisfatto dai controlli, in quanto vedo un compromesso non indifferente per l’utilizzo del pad anziché del mouse che peggiora e rallenta (e a volte rende frustrante) l’utilizzo base del titolo, aspetto che avrei voluto che gli sviluppatori lavorassero più a fondo per garantire una esperienza gratificante. Nonostante tutto, non è comunque un deal breaker, nel senso che una volta abituatisi potremo comunque procedere con il titolo e goderci i vari momenti che la serie ha da offrire. Se non avete giocato i primi su PC, questa è la vostra occasione, essendo entrambe le stagioni disponibili su Nintendo Switch e Xbox One/X|S (sorry, Playstation), nell’attesa che la terza ed ultima, The Devil’s Playhouse, sia anch’essa disponibile per poi rimanere in attesa di vedere cos’ha in serbo per noi il futuro di Sam & Max, polizia freelance.

  • Episodi standalone

  • Rispetta lo stile della serie

  • Aspetto grafico migliorato

  • Sistema di controllo scarso

  • Enigmi a volte troppo astratti

  • Non molto coinvolgente