River City Girls - Recensione

Per molti di voi è routine quotidiana, mentre per altri è nostalgia. Nel bene o nel male gli anni delle scuole non si dimenticano mai. Per questo motivo non c’è niente di meglio di un beat ‘em up dove impersoneremo due ragazze liceali pronte a fare a cazzotti a chiunque si ponga fra di loro, non credete?

Ragazze alla riscossa

Cosa pensavano gli sviluppatori/distributori WayForward presentando un beat ‘em up con grafica 16bit pixellosa con due liceali rissose pronte a riscattare i loro rispettivi ragazzi? Probabilmente un “era ora”.
Siamo abituati all’uomo che fa da eroe, salvando la principessa di turno, ma sappiamo bene come nel 2019 le cose si siano ribaltate, e così come compare finalmente la figura dell’uomo sensibile, abbiano anche la donna che sa assestare un buon pugno.
Kyoto e Misano non sono le classiche tipe che vediamo ogni giorno: ribelli, senza peli sulla lingua, una volta scoperto che i loro ragazzi sono stati presi in ostaggio non ci penseranno due volte prima di iniziare la loro fuga dalla scuola, pestando selvaggiamente tutti coloro che si metteranno in mezzo.

Ritmo Arcade

Grazie alle musiche e le grafiche retro, WayForward ha confezionato un picchiaduro a scorrimento come quelli che dominavano le sale arcade. Gli ingegnosi tutorials appaiono solamente quando il giocatore vedrà o sbloccherà qualcosa di nuovo, bloccando l’azione quanto basta per insegnarci le basi, e catapultandoci subito nell’azione. Il sistema di obiettivi ci premierà ogni volta che faremo azioni ribelli, come quando picchieremo il professore “noioso” o distruggeremo alcuni oggetti chiave come delle statue, mentre per quanto riguarda imparare le basi avremo numerosi nemici che non aspetteranno un secondo prima di attaccarci, così da insegnarci a giocare direttamente sul campo.

Il sistema di combo si evolve man mano che il nostro personaggio aumenterà di livello, conquistando anche alcuni potenziamenti provvisori selezionabili dalla lista mentre questi verranno sbloccati, i quali ci daranno una marcia in più durante il corso dell’avventura. Quasi come fossero collezionabili, i nemici saranno utili non solo per essere massacrati di botte, ma anche per essere collezionati. L’ultimo nemico in vita del livello nel quale ci troviamo, infatti, potrà supplicarci e potremo decidere se farcelo amico. Questi potranno poi essere “scagliatI” in battaglia per aiutarci nelle situazioni più impervie, ed avranno la loro salute rappresentata da alcuni cuori.

Love Japan

Come i vecchi beat ‘em up del passato, non basteranno le abilità per garantire la vittoria, ma anche strategia e riflessi, così da evitare di essere accerchiati o scaraventati a terra da un calcio volante o un pugno ben assestato. La lista attacchi prevede uno normale ed uno forte, combinabili tra loro per creare combo, nonché un pulsante per la parata ed altri che permettono di lanciare gli alleati in battaglia e reclutarli. Vi saranno anche scontri tra boss, più complessi e difficili da eliminare, ognuno con un suo pattern da imparare e controbattere, ed un’ampia barra della salute.

Lo stile puramente Giapponese si rivede non solamente nella grafica, quanto persino nelle sequenze animate narrate sotto forma di Manga, i fumetti rigorosamente in bianco e nero che dal Giappone hanno spopolato in tutto il mondo. Ottimi doppiaggi, sia in Inglese che in Giapponese, il tutto pervaso da un humour leggero e senza pensieri che fa da cornice all’intero prodotto, che per certi versi ci ricorda l’ottimo Scott Pilgrim vs The World.

Ah, dimenticavamo, il gioco è perfetto per essere giocato in locale con un altro amico, grazie alla modalità due giocatori. E se aumentare la difficoltà non fosse abbastanza, perché non complicare la vita e buttare al vento la vostra amicizia abilitando il friendly fire, facendo sì che i due personaggi possano arrecarsi danno a vicenda?

In Conclusione

Avete tutto: beat ‘em up senza pensieri, azione arcade, umorismo e stile giapponese, ragazze toste al comando, pixel graphic a go go, e soundtrack elettronica. Cos’altro aspettate per giocarlo?

  • Azione Arcade

  • Pixel Graphic ben fatto

  • Gameplay soddisfacente

  • Mancanza di unicità

  • Alla lunga stanca

Rispondi

Per rispondere devi entrare o registrarti.