Recensione RIDE 6
di: Luca SaatiChi ha vissuto la generazione PS2 ricorderà sicuramente, nel 2006, quel Tourist Trophy creato da Polyphony Digital, il team della più celebre serie Gran Turismo. Purtroppo quel videogioco non ebbe più un seguito, lasciando orfani tutti gli appassionati delle due ruote che non potevano contare su un vero e proprio “Gran Turismo delle moto“.
Questo fino al 2015, quando gli italianissimi di Milestone, dopo anni di videogiochi motociclistici su licenza (MotoGP, SBK, ecc.), decisero di mettere a frutto l’esperienza maturata fino ad allora dando vita all’IP di RIDE. Da allora sono passati 11 anni e RIDE si è rivelata una serie di successo, contando la bellezza di cinque capitoli e oltre sei milioni di giocatori in totale, con l’ultimo episodio uscito nel 2023 a testimoniare una community delle due ruote appassionata che reclama con forza il suo spazio nella scena videoludica.
RIDE 6 arriva dunque nel momento di massima maturazione del franchise, con l’obiettivo dichiarato di offrire agli appassionati un videogioco ancora più grande sul fronte dei contenuti e la massima libertà nel modo in cui scoprire e vivere quegli stessi contenuti.
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RIDE Fest
La modalità carriera è, come al solito, il cuore pulsante dell’esperienza di gioco. In questo capitolo ruota tutto attorno al RIDE Fest, che trasmette quelle vibes da Horizon Festival della serie racing Forza Horizon. Tuttavia, RIDE 6 non diventa un open world, ma concede la massima libertà nella progressione all’interno di questo festival. Se nel capitolo precedente bisognava vincere le gare di un gruppo per sbloccare quello seguente, adesso basterà ottenere sufficienti punti per sbloccare le varie attività. Questi punti si possono ottenere in ogni gara completando l’obiettivo principale e quello secondario, del tutto opzionale.
L’obiettivo principale richiede solitamente di completare la gara arrivando entro un certo numero di posizioni, mentre quello secondario è più variegato: può richiedere, per esempio, di non cadere dalla moto, di vincere, di fare il giro veloce e così via. La schermata principale ricorda un mosaico suddiviso in molteplici aree tematiche. Se la prima è utile per impratichirsi e per scoprire alcune delle nuove moto introdotte in questo capitolo, procedendo ogni area è dedicata a una specifica categoria, in cui partecipare o acquistando una moto dai concessionari, o affittandola se non si hanno sufficienti crediti, o utilizzando una delle tante vinte fino a quel momento, a patto ovviamente di rispettare i requisiti della competizione.
L’aspetto più apprezzabile di questa struttura imbastita dai ragazzi di Milestone è che, una volta iniziata un’area, non si è obbligati ad arrivare per forza al suo completamento: si può liberamente passare dall’una all’altra dopo ogni gara, tenendo lontani i fantasmi della noia e della ripetitività insiti in questo genere videoludico. Tra gare singole, prove a tempo, testa a testa, endurance e tante categorie di moto, RIDE 6 sa offrire una buona varietà, arrivando persino a introdurre delle sorte di boss fight contro dieci leggende reali del motociclismo come Niccolò Canepa, Tyler O’Hara, James Toseland, Casey Stoner e così via. Battendoli si ottengono nuovi elementi cosmetici e, addirittura, le loro stesse moto.
Oltre alla pista, il resto del tempo nel RIDE Fest lo si passerà a spendere i crediti guadagnati per l’acquisto di nuove moto, per il loro potenziamento e, perché no, per la personalizzazione del proprio pilota. Su quest’ultimo aspetto c’è poco da dire, se non che il gioco mette a disposizione tanti elementi cosmetici dei marchi più importanti del motociclismo, mentre sulle moto vale la pena aprire una piccola parentesi. La novità di questo capitolo è la suddivisione dei concessionari di moto nuove e moto usate: sarebbe più corretto considerare queste ultime come moto d’epoca, con pezzi storici che ruotano tra loro a intervalli di tempo regolari.
Nel concessionario delle moto nuove, invece, troviamo le ultime novità prodotte da 21 costruttori, con due nuove categorie di veicoli che debuttano in questo sesto capitolo della serie (Maxi Enduro e Bagger) e la novità delle gare offroad, che prevedono uno stile di guida completamente diverso da quello classico su asfalto. Sul fronte prettamente numerico dei contenuti, il racing di Milestone offre al momento oltre 30 tracciati e circa 300 moto, che verranno poi arricchiti da ulteriori contenuti aggiuntivi nei prossimi mesi, con ben due Season Pass già confermati e l’arrivo di split-screen e Race Creator tramite aggiornamenti gratuiti.
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Oltre la carriera
Spulciando i menù di gioco, RIDE 6 offre anche qualche extra oltre alla modalità carriera di cui sopra. In collaborazione con Bridgestone c’è la Riding School, una vera e propria scuola guida suddivisa in tre parti che parte da un corso base su come imparare a usare una moto, fino ad arrivare a lezioni più avanzate pensate per le diverse discipline.
C’è poi la Mugello Masterclass, che propone una serie di sfide a difficoltà crescente ambientate sul celebre circuito toscano, fino a richiedere di ottenere tutte le medaglie d’oro per completarla al 100%. Le Enduro hanno inoltre dei corsi di guida dedicati, studiati per abituare il giocatore allo stile di guida diverso richiesto da questa tipologia di moto.
Non mancano ovviamente le classiche gare veloci, che permettono di scendere in pista modificando una serie di parametri: circuito, condizioni meteo, ora del giorno, velocità dello scorrere del tempo e categoria di moto. Ci sono le immancabili Prove a Tempo e le gare Endurance, con eventi dalla durata variabile che possono arrivare fino alle 24 ore.
Infine, sul fronte multiplayer, RIDE 6 supporta il cross-platform, permettendo di correre online in full cross-play indipendentemente dalla piattaforma dei propri amici.
In sella
RIDE 6 conferma l’abilità di Milestone nel proporre un gameplay scalabile e altamente flessibile, capace di adattarsi a ogni tipo di giocatore. Direttamente da MotoGP 25 arriva anche qui la modalità Arcade, pensata per i neofiti o per chi vuole semplicemente godersi le meraviglie delle due ruote senza troppi pensieri, arrivando persino a bloccare l’assetto della moto. Ben più interessante è però la modalità Pro, completamente personalizzabile, che permette di ritagliare l’esperienza simulativa come meglio si preferisce intervenendo su tutti quegli aiuti elettronici che rendono la guida più o meno permissiva.
Due anche le modalità dedicate all’intelligenza artificiale: statica e dinamica. Nella prima è possibile modificare manualmente parametri come aggressività e difficoltà tramite un selettore che va da 20 a 100, così da trovare il livello di sfida più adatto. La seconda, invece, elimina qualsiasi scelta preventiva e affida il bilanciamento al gioco, che adatta automaticamente la difficoltà in base alle prestazioni del giocatore con l’obiettivo di mantenere l’esperienza sempre stimolante lungo l’intero playthrough. Per quanto mi riguarda, l’IA dinamica non è sempre riuscita ad adattarsi alla mia abilità, finendo per non mettermi quasi mai davvero in difficoltà: un segnale che il sistema avrà bisogno di ulteriori tarature tramite aggiornamenti futuri. Per chi cerca una sfida vera, il consiglio è dunque di sperimentare con i settaggi statici.
A prescindere dallo stile di gioco scelto, salire in sella a una moto in RIDE 6 è un autentico piacere grazie a una fisica che restituisce il giusto senso di realismo, senza mai sfociare in estremismi tali da rendere l’esperienza ingestibile. Graficamente le moto sono realizzate benissimo, con modelli curati sin nei minimi dettagli e una resa convincente di materiali e livree. Di buon livello anche l’illuminazione e gli effetti meteorologici, mentre le piste risultano solide e credibili pur con una cura minore per gli elementi di contorno, dettaglio che però passa in secondo piano quando si è concentrati a spalancare il gas. Su Xbox Series X i 60 fotogrammi al secondo sono granitici, garantendo una fluidità perfetta nelle fasi più concitate.
Sul fronte del sonoro, invece, qualche critica è inevitabile. Il sound dei motori risulta in generale un po’ sottotono rispetto alla resa visiva delle moto, con alcune cilindrate meno incisive del dovuto, e le musiche dei menù oscillano spesso tra il dimenticabile e il fastidioso, risultando ai limiti della tollerabilità nelle sessioni più lunghe.
Il RIDE definitivo
RIDE 6 rappresenta l’apice della maturazione del franchise di Milestone, con un’offerta di contenuti vastissima e variegata, e una carriera RIDE Fest che premia la libertà di scelta senza sacrificare la progressione. Il modello di guida scalabile tra modalità Arcade e Pro, insieme a una grafica di ottimo livello e ottime performance, rende questo titolo un must per gli appassionati di due ruote, capace di soddisfare sia i neofiti che i sim-racer incalliti.
