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Recensione Returnal

di: Bruss Uein

Housemarque ha veramente compiuto un bel salto nello spazio con il suo nuovo titolo, scelti da mamma Sony in persona per ampliare il parco titoli con una nuova esclusiva per la next gen, e con il quale Il team ha saputo reinventarsi offrendoci un’esperienza di altissimo livello su tutti i fronti. Un plauso ai ragazzi della società finnica, che passando dai seppur buoni Alienation e Nex Machina, ci hanno fatto scoprire che con lavoro e dedizione si può fare il grande salto nel vuoto, ed in questo caso, atterrare sul pianeta Atropos, la location protagonista di Returnal.

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Selene

Vestirete la tuta spaziale di una preparatissima astronauta, un alterego dall’aspetto comune ma decisamente “reale”. Mentre si trova in viaggio nello spazio Selene riceverà una chiamata di soccorso da una fonte sconosciuta, e si avvicinerà così al pianeta Atropos per raccogliere informazioni, ma purtroppo una tempesta di fulmini la costringerà a terra, danneggiando pesantemente la navicella. Ed è proprio da qua che l’avventura da oblio di Selene ha inizio. Lasciandosi alle sue spalle il relitto, la donna si addentrerà nell’oscura e minacciosa foresta dove troverà segni della presenza di vita sulla superficie, con strane statue e manufatti costruiti da qualche entità aliena. Proseguendo l’esplorazione si imbatterà in un cadavere umano, ne riconoscerà la rovinata tuta spaziale, e scoprirà che l’identità del corpo non è altro che la sua!
Questo è il motore portante di tutta l’esperienza del gioco: la protagonista a sua insaputa si è ritrovata non solo su un pianeta alieno ostile, ma anche in un loop temporale dal quale con difficoltà dovrà trovare modo per uscirne. Un’idea geniale che ben si sposa con il genere rougelike del gioco stesso, o roguelite come ama definirlo lo sviluppatore. Da questo momento il destino di Selene è nelle vostre mani, e spero davvero che le vostre siano abili, perché non sarà facile uscire da questo ciclo di morte, dopo morte, dopo morte, dopo morte…

Atropos

Il pianeta Atropos è un bel caos da risolvere. Una cupa foresta adornata da strutture aliene e mostri, moltissimi mostri. Durante la vostra esplorazione scoprirete che per ogni loop dopo un’ingloriosa e severa ma giustissima morte vi ritroverete sempre nei pressi dell’astronave distrutta. Questo effetto viene denominato Ciclo, e in ognuno di essi la vostra esplorazione dovrà ripartire dal principio, ma siccome la presenza di mostri famelici non era già abbastanza i ragazzi di Housemarque hanno ben pensato di rendervi la vita ancor più complicata, spingendovi ad ogni tentativo a ricreare una nuova strada per proseguire all’interno del pianeta. Infatti dovrete non solo ripartire dal punto di partenza, ma la mappa stessa verrà ricreata in maniera procedurale e casuale, rendendo l’esperienza decisamente più accattivante e stimolante, dove persino i micidiali mostri che attenteranno alla vostra vita saranno posizionati in maniera differente per ogni nuovo ciclo, così da tenervi sempre sull’attenti e con un costante senso di pericolo. Di tanto in tanto troverete sul vostro cammino i corpi dei vostri cicli precedenti, li a farvi da monito e ricordarvi le gioie passate…

Manufatti alieni

Il titolo si basa pesantemente sul gameplay, e quindi dipenderà solamente da voi il modo in cui l’esperienza proseguirà. Persino i più esperti del genere saranno chiamati a riniziare decine e decine di cicli, o potreste essere come il sottoscritto che al posto delle decine mette le centinaia…
Ma seppur il gioco sia basato sul farvi iniziare sempre dal solito punto di partenza, vi darà la possibilità di migliorare il vostro tenore di vita, che si tratti del solo singolo ciclo oppure del venire in possesso di un qualche potenziamento permanente. In Returnal sarete chiamati principalmente ad uccidere mostri di vario genere, i quali lasceranno cadere a terra per poco tempo del materiale luminoso chiamato Obolite, una sorta di moneta di scambio per forgiare consumabili o potenziamenti tramite appositi manufatti alieni. Tali potenziamenti potrebbero creare scudi protettivi, spunzoni di terra utili a danneggiare i nemici, rigenerare salute e integrità della tuta spaziale od altro. Sono tutte modifiche momentanee che andranno perse purtroppo nel ciclo successivo. Altro materiale messo a vostra disposizione sarà la resina da raccogliere dal terreno, più ne raccoglierete maggiore sarà la vostra salute massima. L’ultima e più importante risorsa a vostra disposizione è decisamente l’etere, e sarà anche l’unica a non essere persa dopo il riavvio dei cicli successivi. L’etere può essere utilizzato per entrare in possesso di potenziamenti per il ciclo attuale, purificare oggetti malvagi scoperti durante il proseguimento del gioco, attivare una specie di macchinario che permetterà di creare una copia di voi stessi e quindi avere una seconda vita qualora alla prima run dovesse succedere l’inevitabile, e molto altro.
Durante l’esplorazione troverete, oltre alle risorse, alcune stanze e luoghi particolari, manufatti di un’antica civiltà, casse da aprire e non solo che vi aiuteranno nel Ciclo attuale, e se siete decisamente fortunati anche per i successi. Per esempio, uno dei primi miglioramenti permanenti sarà il ritrovamento di una spada aliena che vi permetterà di effettuare potentissimi attacchi corpo a corpo, che fino a prima erano preclusi.
Vostra quindi è la scelta di come affrontare il gioco, potrete cercare di correre più velocemente possibile verso il boss di turno, ma arrivandoci con poche risorse, oppure procedere con un’esplorazione più serrata, cercando di migliorare armi ed armature, ottenendo consumabili ed altro, ma a rischio di morire malamente e quindi riniziare tutto da capo… Ai posteri l’ardua sentenza…

Armamentario

Selene ha in dotazione una classica pistola d’ordinanza, cadenza media, media potenza di fuoco, ma fidatevi sarà una degna alleata anche con il proseguimento del gioco. Naturalmente vista l’abbondanza di manufatti e cattivoni alieni avrete la possibilità di venire in possesso di diverse delle loro armi, e le prime con cui avrete a che fare sarà una peculiare versione di un fucile d’assalto, che potrà sparare molti colpi in rapida sequenza, o quella di un fucile a canne mozze, devastante nel corto raggio. Fin qua sembrerebbe semplice, scegliete quale arma e stile è per voi migliore, e via verso nuove avventure. Purtroppo, o per fortuna, ogni arma ha una capacità secondaria differente che potrebbe andare dal generare fulmini, al lanciare una bomba dai grandi danni ad area, a scagliare proiettili guidati contro il nemico, etc. Anche qua dipenderà da voi amarne uno piuttosto che l’altro, sarà fortuna però recuperare esattamente il vostro tipo di arma preferita con la giusta capacità secondaria, ma non vi preoccupate, ogni fottuta arma alla fine farà il suo fottuto dovere: uccidere tutto quello che vi si para davanti.
Come se non bastasse dopo una serie di uccisioni con l’arma che avete equipaggiato aumenterà anche la vostra adrenalina, che vi permetterà di causare sempre più danni, aggiungendo ai proiettili esplosi dall’arma alcuni effetti come, ad esempio, ulteriori colpi guidati contro i nemici. Purtroppo questo indicatore potrebbe azzerarsi per vari motivi (primo fra tutti l’essere colpiti) e vi sconsiglio decisamente di affrontare i boss, o comunque i mostri più pericolosi, senza un buon livello di adrenalina. Concentratevi quindi nell’uccidere i piccoletti prima di affrontare le micidiali macchine da guerra che Atropos metterà sul vostro cammino.

Gameplay

Personalmente ho amato questa esperienza in terza persona, i puzzle ambientali, semplici ma d’impatto sono più che all’altezza e vi terranno sempre molto attivi durante il proseguimento del titolo. In pratica vi sposterete da una sezione di mappa, posizionata in maniera casuale fra le molte a disposizione, all’altra in cerca di risorse, armi, collezionabili ed altro. In alcune mappe ve la potrete prendere comoda perché vuota o perché presenta solamente dei manufatti dedicati alla creazione di qualsivoglia oggetto o simile, in altre invece vi ritroverete di fronte svariati mostri, ognuno con un pattern di attacco differente. A differenza di molti titoli del genere qua il focus è decisamente il tenersi a distanza dai nemici e farli fuori dalla lunga gittata. Ogni creatura in pratica vi sparerà dei pallettoni di energia che dovrete schivare o saltare. A vostra disposizione avrete anche un breve scatto che potrà essere usato per rendervi invulnerabili per una frazione di secondo permettendovi di attraversare il fuoco nemico. Come detto ogni nemico cercherà di farvi la pelle in modo diverso, così come diversi saranno gli attacchi, da attacchi lenti a veloci, da attacchi lineari a quelli ad area, colpi che vi inseguiranno o altri che invece continueranno diritti per la loro strada. Spesso vi ritroverete in mezzo a molti tipi di strumenti di offesa differenti, e starà alla vostra pura abilità pad alla mano sopravvivere o meno. Naturalmente in mezzo a tutto questo ci saranno nemici che vorranno affettarvi con i loro artigli o fauci… Il consiglio è uno solo: correte, correte a più non posso, stategli alla larga e un colpo dopo l’altro ce la farete, o al massimo ce la farete al ciclo successivo… nessun problema.

Ricordi perduti

Non tutti i mali vengono per nuocere, o almeno questo si dice sulla Terra, su Atropos invece vogliono tutti farvi la pelle. Come se non bastasse la presenza di mostri schifosi ed il fatto che la povera Selene veda dappertutto i cadaveri di sé stessa dei cicli precedenti, ci si mettono anche le visioni e ricordi di un non ben precisato presente o futuro. Infatti durante il proseguimento del gioco ed in precise circostanze, l’astronauta sbloccherà piccoli frame di ricordi perduti, che poi verranno rivissuti ad ogni nuovo ciclo. La narrazione del titolo sta tutta in questi frame, nel proseguire con l’esplorazione e sbloccare ricordi e pensieri che piano piano porteranno voi e la protagonista a capire cosa diamine sta succedendo su questo pianeta. Non voglio farvi spoiler di sorta, ma siate avidi di conoscenza, cercate di capire costa sta succedendo, ne varrà la pena, fidatevi.

Next Gen

Returnal è una delle attualmente pochissime esclusive Sony per la PS5, ed oserei dire finalmente un titolo che fa assaporare la next gen. Graficamente accattivante il titolo si presenta con effetti visivi di tutto rispetto, molto pulito nelle texture e nelle animazioni, il frame rate è fisso a 60 FPS ed in pratica non esistono i fastidiosi tempi di caricamento. Anche se le mappe vengono posizionate in maniera procedurale e casuale, basta avvicinarsi alle porte che conducono nella successiva per potervi da subito entrare, così da farvi credere che sia tutto un immenso, unico mondo. Anche dopo la varie morti della sventurata Selene, vi ritroverete subito ai piedi della navicella distrutta senza nessuna schermata di caricamento, solo con alcuni flashback dei ricordi o con animazioni dell’astronauta intenta ad alzarsi dal terreno o simili, ma anche per questi brevi interludi sarà data la possibilità di saltarli e tornare da subito a giocare. Per quanto riguarda le fasi più concitate del gioco la velocità dei movimenti dell’eroina ed il frame granitico rendono tutto molto godibile. Una chicca veramente da next gen è l’utilizzo del tasto dorsale sinistro, utilizzato per prendere la mira verso i nemici. Normalmente il classico L2 viene sfruttato per avvicinare semplicemente il mirino dell’arma, e quindi aiutare appunto la mira e colpire con maggior precisione il nemico, ma qua hanno fatto qualcosa di ulteriore: con un tocco lieve potrete sfruttare appunto la classica mira, ma se tenete premuto L2 fino in fondo, e sentirete una certa resistenza sul pad, passerete all’utilizzo del potere secondario dell’arma equipaggiata. Utilizzare un singolo tasto per gestire due modalità differenti è solo un assaggio di cosa potrà fare davvero questa nuova generazione negli anni a venire, o almeno è quello che mi auguro. Anche a livello audio i ragazzi di Housemarque hanno fatto un ottimo lavoro, e sebbene sia più che godibile l’audio che il vostro televisore, o sistema, può darvi, è invece con l’utilizzo di buone cuffie che l’audio 3D dà il meglio di se.

In poche parole Returnal è un titolo di altissima qualità che riesce appieno nel suo intento, cioè quello di disorientarvi e mettere alla prova le vostre abilità pad alla mano. Riflessi e velocità di pensiero faranno da padroni per tutta l’esperienza di gioco e la struttura utilizzata farà la gioia sicuramente degli amanti del genere, ma son convinto che anche chi non si è mai approcciati a simili esperienze finirà per innamorarsi, e questo ve lo dico per esperienza personale. Riuscirete a spezzare il Ciclo e riportare Selene a casa? Fatemi sapere…