République - Recensione

Dopo una campagna Kickstarter vincente nell’ormai lontano maggio 2012, il titolo action-stealth mobile République, sviluppato dal team Camouflaj ed ispirato a 1984 di George Orwell, era già sbarcato in versione remastered anche su PC e Mac, ma solo in contemporanea con l’uscita dell’ultimo capitolo anche i possessori di console potranno seguire le vicende di Hope, aiutandola ad evitare una pena che mina alla sua stessa personalità. Ne varrà la pena di giocare il titolo anche su console? Vediamolo insieme.

La speranza è l’ultima a morire

Rinchiusa in una strana struttura militare chiamata Metamorphosis, Hope si ritrova in una situazione estremamente drammatica. Accusata di aver avuto accesso a dati riservati che non dovevano essere letti, e sospettata di far parte di un gruppo che si oppone al regime, la pena da riscattare per Hope, questo il nome della nostra protagonista, consiste nell’azzeramento della memoria, e perdita conseguente della sua intera personalità.

Hope si rivolgerà quindi direttamente al giocatore, chiedendo espressamente di aiutarla a fuggire e mettersi così in salvo, ma non sarà facile. Non avendo altri accessi alla struttura, bisognerà accontentarsi delle telecamere sparse per le varie camere, sfruttando persino quelle dei telefoni cellulari. Da lì, i giocatori potranno guidare Hope tentando di non farsi scoprire dalle guardie e dai sistemi di allarme, collezionando nel frattempo informazioni utili per capire meglio la trama e capire così il destino di Hope.

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Più stealth, meno action

I controlli su console sono semplici da capire, attribuendo alle zone interattive uno specifico tasto, mentre con la levetta sinistra muoveremo Hope in giro per gli ambienti di gioco. Richiamare il menu porterà al giocatore diverse opportunità, tra cui trovare subito la protagonista (nel caso ci si fosse addentrati troppo nella struttura lasciando Hope indietro), gestire gli oggetti, visualizzare la mappa, e controllare i collezionabili. Muovendoci da telecamera in telecamera, avremo una visione anche se non perfettamente chiara della struttura. Piazzate strategicamente, le dovremo cambiare spesso per poter guidare meglio Hope senza farci scovare.

Quest’ultima azione non è troppo difficile da fare, in quanto le guardie seguiranno solitamente un percorso standard, ripetuto, ma talvolta la visuale può fare brutti scherzi tagliandone qualcuna fuori e portandoci quindi ad essere scoperti. In quel momento avremo poche opzioni: utilizzare un oggetto per disfarci temporaneamente della guardia, o arrenderci e coalizzare, tentando di dividere Hope utilizzando gli strumenti a nostra disposizione.

In qualità di giocatore, infatti, avremo accesso all’Omni View, software che ci permetterà la gestione di telecamere, apertura e chiusura porte, accesso agli interruttori e via dicendo. Talvolta, attuare azioni comporterà la perdita di una tacca di batteria del nostro telefono, e per questo motivo è meglio escogitare un piano prima di agire, almeno fino alla prossima zona di ricarica.

Vari collezionabili ed informazioni sono sparsi per il gioco. I nomi ed i volti di molti backers sono stati attribuiti alle schede personali delle guardie, riconoscibili grazie alla dicitura Backer sulla destra, a mo’ di ringraziamento per la fiducia (e soprattutto il denaro investito) nel gioco. Sarà possibile collezionare alcune cartucce di videogiochi simile a quelle per Atari, completamente scollegate dal titolo, dove gli sviluppatori consigliano alcuni giochi di terze parti con i quali hanno avuto una bella esperienza. Altre informazioni saranno recuperabili da email e telefonate, che renderanno l’ambiente di gioco credibile.

È presente una zona dove potremo vendere tutte queste informazioni acquisite in cambio di potenziamenti per l’Omni View, anch’esso aggiornabile di versione così da permettere lo sblocco di dispositivi più complessi.

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Da mobile a console

Essendo partiti da un titolo abbastanza ambizioso per telefoni mobili, l’arrivo nel 2016 su console arriva portando con sé con tutte le limitazioni di gameplay. L’effetto di meta-gioco dovuto al ricevere finte telefonate sul proprio smartphone si perde su console, smarrendo un fascino che di suo dava molto valore al titolo. I vari comandi da impartire, inizialmente pensati per un touch screen, vengono ora assegnati ai pulsanti del joypad sfruttando anche il touchpad del DualShock 4, tuttavia questo porta a rallentare, se possibile, l’azione di gioco per via di una interfaccia piena di icone e scritte, come può succedere ad esempio in zone con più di cinque elementi interattivi a schermo.

Da un punto di vista tecnico le transazioni tra telecamere, diverse stanze, o cutscenes lasciano davvero a desiderare, per via di interi secondi dove lo schermo sembra bloccarsi completamente, per poi recuperare l’azione di gioco. Lo stesso accade in maniera peggiore durante i caricamenti, dove l’azione non viene segnalata da icone rotanti o scritte a schermo, ma semplicemente ci ritroveremo a fissare un fondale nero per una ventina di secondi o più, durante i quali ci chiederemo se il gioco abbia per caso smesso di funzionare.

Il continuo passaggio all’Omni View che freeza l’azione di gioco alle lunghe diventa stancante. Sebbene su mobile poteva essere utile una sezione apposita per le interazioni, così da non intralciare l’uso delle dita per lo spostamento del personaggio e movimento della telecamera, su console non ha più lo stesso feeling, costringendo il giocatore a rallentare costantemente l’azione, già di per sé estremamente tediosa per via di un controllo forzato e costante della mappa e delle azioni delle guardie.

Anche i puzzle sparsi per i livelli assumono poco interesse nell’essere utilizzati da un joypad, quando palesemente pensati per essere rapidamente toccati e selezionati dalle dita.

Conclusione

République è un titolo che su mobile è stato giudicato ambizioso, con una grafica estremamente interessante, che addirittura migliora nella versione remaster, ma che tuttavia soffre di tutte le limitazioni di un gioco inizialmente pensato per il mercato mobile. Durante i cinque capitoli dei quali è composto il titolo, ci ritroveremo a muovere Hope in maniera stealth per i vari ambienti di gioco, con pochissime variazioni al gameplay, tentando nel frattempo di sbrogliare la trama, vera protagonista del titolo. République risulta quindi un titolo interessante anche se non privo di difetti, che giunge su console giusto in tempo per vederne il finale. Se poi quest’ultimo avrà soddisfatto le aspettative, sarà vostra opinione deciderlo.

  • Ambientazione Orwelliana

  • Attenzione ai particolari

  • Trama, grafica e doppiaggio

  • Azione lenta

  • Transazioni imperfette

  • Sistema di controllo

 

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