Recensione di Sam & Max: The Devil’s Playhouse Ep.3 - Recensione

Recensione di Sam & Max: The Devil's Playhouse Ep.3 di Console Tribe

Episode 3: They Stole the Max’s Brain

Ed eccoci giunti già a metà strada. Certo, probabilmente il più di voi si sarà perso giusto all’inizio, altri probabilmente ancora non avranno capito di che diavolo stiamo parlando, fatto sta che il terzo episodio di Sam & Max: The Devil’s Playhouse è finalmente online! Terzo mese consecutivo per le avventure dei freelance police più famosi dei videogame. Tra scimmie spaziali, salti temporali, cinema muto e misteriosi cadaveri, la coppia cane + coniglio ne ha viste già di tutti i colori, ma nonostante ciò prosegue le sue scoppiettanti avventure su PS3 con questo nuovo capitolo: “They Stole the Max’s Brain” (da ora solo S&M). Una svolta inattesa ha colpito il dinamico duo! C’è qualcuno che si è spinto troppo oltre, qualcuno che ha commesso un passo falso, qualcuno che ben presto la pagherà molto cara! Niente più casi da risolvere, stavolta è una questione personale!

They stole the Max’s brain! (based on the similar-titled novel by Jane Austen)

Avevamo lasciato i due protagonisti con un macabro quanto misterioso colpo di scena. Eh sì, perché alla fine di The Tomb of Sammun-Mak, Sam (di ritorno da un bisognino al bagno) aveva rinvenuto il corpo esanime del suo partner, tra le altre cose privato del cervello! Con la scatola cranica aperta tipo barattolo, Max è stato privato della sua materia grigia proprio mentre si avvicendavano gli ultimi istanti di pellicola cinematografica (quella con protagonisti gli antenati dei due). Incredulo, ma lucidamente furioso, Sam si butta in strada a capofitto, alla guida della sua De Soto, alla ricerca di informazioni calde sullo scioccante avvenimento! Tolto l’impermeabile da detective, il nostro arriccia le sopracciglia, arrotola le maniche della camicia e, pistola nella fondina, si prepara ad interrogare in stile “noir” (e violento!) chiunque possa avere notizie sulle sorti del cervello di Max! Preparatevi a rivedere altre “vecchie” conoscenze!

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Noir bad cop!

Dimostrando (per la terza volta di fila!) di sapersi rinnovare persino in corso d’opera, S&M comincia in modo del tutto inatteso, sia per ciò che concerne l’impianto narrativo (molto più lineare rispetto ai due episodi precedenti) sia per quel che riguarda il gameplay, “adattatosi” giocoforza alle esigenze della trama. Max è knock-out e le redini della situazione sono tutte nelle mani di un arrabbiatissimo Sam che, abbandonato l’aspetto piacione che lo contraddistingue, veste inizialmente i panni di un “bad cop” dai gusti noir degli anni 40/50. Questa fase del gioco, la prima per l’appunto, si trasforma quindi in una lunga indagine interrogativa dove, incontrati i dovuti personaggi (ovviamente nei bassifondi! Mica Manhattan!) Sam potrà estorcergli (anche in maniera violenta!) le dovute informazioni. Qui il gameplay è tutto verbale. Al giocatore sarà dato, infatti, il compito di “far cantare” gli investigati, interrompendoli al momento giusto con la domanda giusta, o comunque con l’azione giusta (come tirare fuori la pistola o mollargli un ceffone) per fargli rivelare la verità. Abbandonati i poteri mentali di Max, o il tipico approccio agli enigmi del tipo “cerca oggetto/risolvi puzzle”, il gioco lascia quindi spazio completo all’interazione verbale di un cagnone malmostoso, in un contesto investigativo che non esiteremmo a definire di “bladerunneriana” memoria. Il gioco quindi si rinnova, seppur a tentoni, proponendo al giocatore un approccio alla soluzione che spesso si fa claudicante, e che talvolta (complici anche i dialoghi farfuglianti di certi biechi figuri) costringe il giocatore a ricominciare da capo, a selezionare un opzione piuttosto che un’altra per una mera questione di… fortuna! Superata questa prima fase, il titolo ritorna poi sui suoi passi, associando al buon Sam un “nuovo” e ritrovato Max. E badate bene perché l’aggettivo “NUOVO” non è stato messo a casaccio! Giocare per credere!

Playing (Devil) toys!

Rimessa in piedi la coppia di investigatori, e chiusa la parentesi investigativa, il gioco rafforza quanto è stato visto nei due precedenti capitoli, dando la possibilità al giocatore di mettere mano ad alcuni dei celebri “devil toys” (i giocattoli fonte dei poteri di Max) visti negli episodi precedenti. Il gameplay quindi si stravolge di nuovo, dandoci la netta impressione di come TellTale abbia voluto dare al giocatore i mezzi per “sperimentare” da se le soluzioni agli enigmi. Per farvi un esempio, vi sarà offerta la possibilità di sfruttare, di nuovo, le visioni del futuro di Max, in cui è possibile avere un rapido flash forward di azioni future. Se nel primo capitolo tale sistema era praticamente il fulcro della risoluzione degli enigmi, qui è lasciato al giocatore il compito di decidere o meno se utilizzare gli oggetti, o se andare avanti semplicemente con un po’ di ragionamento logico. Il sistema di assimilazione delle dinamiche di gioco, evidentemente, funziona! Perché vi assicuriamo che, con un po’ di logica, è possibile tanto ragionare sulla soluzione con il semplice ausilio degli indizi a schermo, tanto che con l’ausilio degli incredibili giocattoli demoniaci. Awesome!

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Still on the case!

Terzo centro di fila per TellTale che con questo They Stole the Max’s Brain, riesce ancora una volta a proporre il giusto mix di investigazione, enigmi divertenti e humor tagliente, il tutto evitando l’incedere della noia e della ripetitività! Cercando di proporre anche stavolta qualcosa di nuovo (seppur con qualche remora), Sam & Max si dimostra ancora una volta all’altezza delle aspettative, inanellando, tutto sommato, anche un plot di primissima qualità! Con tutta una serie di colpi di scena, e con le promesse (solite) di vederne ancor più delle belle, questo terzo capitolo di The Devil’s Toybox conferma tutto il suo carisma, tutto il suo charme, tutta la sua voglia di proporsi come un divertimento senza mezzi termini. Un vero e proprio must have PSN!

“Holy jumping mother o’ god in a side-car with chocolate jimmies and a lobster bib! We’re on our way!”