Recensione di MotorStorm: Apocalypse - Recensione

Recensione di MotorStorm: Apocalypse di Console Tribe

La prima volta avete corso nella Monument Valley, sporcandovi di fango e prendendovi a pugni per tagliare il traguardo davanti a tutti. La seconda volta vi siete tuffati nelle rigogliose foreste di un’isola del pacifico, sfrecciando tra freschi corsi d’acqua e bollente lava mortale. Adesso è giunta l’ora che in tanti attendevano, il momento di gareggiare nuovamente senza regole. Questa volta però la situazione è radicalmente diversa da quelle passate, infatti non dovrete tenere sott’occhio solamente gli spietati avversari, che faranno di tutto pur di liberarsi di voi, ma anche lo stesso paesaggio in cui correrete. I circuiti saranno costruiti nel centro e nelle zone limitrofe di una città tipica della West Coast americana, per l’occasione colpita da spaventosi cataclismi naturali: terremoti, tornado e tanta, tanta devastazione! Non dilunghiamoci oltre e scopriamo cosa ci attende al terzo Festival più folle mai ideato!
Benvenuti su Motorstorm: Apocalypse!

Impara a guidare, pivello!

Una volta inserito il disco nella vostra PlayStation 3, verrete catapultati in pochi istanti al menu di gioco principale e, scelta la mappatura dei comandi preferita, potrete decidere in quale attività cimentarvi. Ecco perciò il Festival, per giocare una spassosa modalità “storia”, la modalità Divertimento, adibita ad ospitare gli Eventi Speciali, l’universo Multigiocatore online, altre voci per personalizzare i propri veicoli e, infine, le opzioni generali.
Ma partiamo parlando del Festival, la modalità di base di Motorstorm: Apocalypse. Tutto comincia con la presentazione di un gruppo di piloti da strapazzo che si sposta via mare a bordo di una portaerei scassata. Questi folli non vedono l’ora di poter sbarcare sulle coste vicine alla città menzionata, pronta per essere colpita da un violentissimo terremoto, per poter gareggiare come mai hanno fatto prima. Il protagonista iniziale, il pivello del gruppo di nome Mash, sbarcherà quindi sulla spiaggia con una macchina piuttosto inadatta alle corse infernali che lo attenderanno, utile però per impratichirsi con un veloce ma adrenalinico tutorial. Una volta superata questa semplice sessione, si comincerà a fare sul serio. Ogni evento verrà accompagnato da brevi filmati in pieno stile cartoon americano, il cui gusto forse stona un po’ con lo stile di Motorstorm ma il cui humour nero si rivela perfetto, che daranno talvolta utili consigli e presenteranno i vari personaggi presenti nel gioco e le storie che li accompagnano.

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Sebbene inizialmente le gare non saranno difficili e arrivare al primo posto sarà piuttosto scontato, andando avanti con il Festival le cose si faranno sempre più complicate. Sia perché le piste verranno sempre più sconvolte da fenomeni naturali o meno, sia perché gli avversari si faranno ostili come non mai e cercheranno di ridurvi in poltiglia. Se tutto questo non vi sembra più di tanto problematico, aspettate solamente che la gente inizi a sparare con mitragliatrici al vostro mezzo, sforacchiandolo per bene, e che elicotteri militari bombardino i tracciati, e forse comincerete a cambiare idea.
Così, andando avanti sempre più con il Festival, vestirete i panni di altri due piloti sconsiderati, il pilota provetto Tyler e il veterano di gare Motorstorm “Big Dog”. La difficoltà, inizialmente non troppo elevata, salirà quindi gradualmente e, potete scommetterci, capiterà in più occasioni di dover sudare per ottenere il primo posto.
Insomma, la modalità offline è ben studiata, e seppur la trama che fa da sfondo alle vicende di questi tre spericolati non sia profonda, vi divertirete sicuramente. Anche perché, una volta portato a termine il Festival, lo rigiocherete tutto almeno un’altra volta anche solo per recuperare tutte le Carte Motorstorm sparse per i vari tracciati – che rappresentano i bonus del gioco, presenti in enormi quantità.

Una città, un terremoto, tanti circuiti

L’ambientazione di questo nuovo Motorstorm, come ripetuto già in più occasioni, basa molto del suo fascino sulla spettacolarità e pericolosità delle catastrofi naturali a cui assisterete. Sebbene infatti le gare siano state spostate in un ambiente urbano, sarà ancora una volta la natura la vera protagonista di ogni corsa.
I tracciati sono tanti e vari: si parte da spiagge assolate, procedendo attraverso cittadine periferiche circondate dal verde, per poi addentrarsi nel porto della metropoli, non perdendo l’occasione di sfrecciare su un ponte sospeso sopra il mare o in autostrade deserte. Visiterete molte location, tutte quante accomunate da un solo elemento: la furia degli elementi che le sta devastando. Infatti, se al primo giro spesso non dovrete preoccuparvi di altro se non degli avversari, dal secondo in poi esplosioni improvvise, crolli imprevisti e scosse terribili modificheranno più o meno significativamente i vari percorsi, talvolta alterandoli profondamente, sia da un punto di vista visivo che da uno prettamente tecnico. Ecco quindi che, se qualche minuto prima una strada era percorribile, dopo pochi attimi potrebbe essere bloccata dalle macerie di una torre ormai distrutta; il ponte che al giro precedente svettava sopra ogni cosa, dopo qualche scossa sismica di troppo potrebbe crollare rovinosamente, coprendo di detriti tutta l’area.
E se tutto ciò già in taluni frangenti trasforma i percorsi in un vero e proprio inferno, quando vedrete alcuni pedoni armati di molotov attraversare inconsciamente le strade noncuranti della corsa e pronti a farvi la pelle, non potrete far altro che tirare dritto e metterli sotto. Proprio così: in mezzo a tutto questo trambusto non mancheranno i pazzi scatenati che cercheranno di fermarvi in ogni modo, e voi potrete bellamente fregarvene e divertirvi a investirli. Peggio per loro che sono incautamente rimasti, dopotutto.

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Senza il tuo bolide non sei nessuno!

Guidare bene, alla fin fine, sarà l’unica cosa che farà davvero la differenza in Motorstorm: Apocalypse. Non vi basterà essere veloci per arrivare primi, perché gli avversari non vi daranno un istante di tregua e faranno di tutto pur di superarvi. Non vi basterà essere fortunati per evitare ogni cataclisma che si abbatterà sulla città in cui gareggerete, perché evitare un palazzo che crolla non è roba da poco. Saper controllare il proprio veicolo potrà aiutarvi a evitare un incidente improvviso o aggirare un ostacolo apparentemente invalicabile.
E proprio per aiutarvi a prendere confidenza con i comandi, gli sviluppatori hanno deciso di darvi la possibilità di scegliere la tipologia di comandi preferita: si va da quella classica, a cui sono abituati i veterani di Motorstorm e che pone una maggiore importanza sui tasti dorsali, a quella nuova, che propone alternative inedite adatte ai meno pratici, fino ad altre configurazioni più aggressive. Ma quale sia la mappatura che sceglierete, i risultati non varieranno al livello di gameplay. Ci sarà infatti un tasto per accelerare e uno per frenare – che userete di più, uno per utilizzare il freno a mano per le curve più strette e tre per sfruttare al meglio il turbo, necessario per raggiungere gli avversari troppo distanti o per mandarli fuori strada; un altro tasto vi servirà invece per assistere agli eventi più spettacolari, così come ne userete degli altri ancora per insultare i concorrenti o per fare acrobazie spericolate, anche se queste ultime azioni sono riservate alla guida delle moto. Tutte manovre utili, che dopo poco userete spontaneamente durante la corsa, specialmente per quanto riguarda il turbo, protagonista indiscusso della serie. Questo, capace di aumentare momentaneamente la velocità, vi consentirà di percorrere rettilinei in pochi istanti o di evitare improvvisi ostacoli, oltre che di speronare gli avversari per farli schiantare. Lo “scarto laterale”, per la precisione, ha assunto in questo episodio un’importanza ancora maggiore rispetto a quella ricoperta nel precedente episodio: saperlo utilizzare con saggezza e con il giusto tempismo vi salverà più volte da rovinosi schianti, e alle difficoltà più elevate potrà fare la vera differenza. Ma dovrete fare sempre attenzione, l’uso smodato del turbo potrebbe surriscaldare il motore e farlo esplodere, con evidenti e fastidiose conseguenze – non che questo effetto collaterale non possa rivelarsi talvolta una tattica utile per far saltare in aria qualche avversario troppo noioso.
Ma il saper utilizzare sapientemente il turbo non sempre sarà sinonimo di sicurezza: i pazzi che affolleranno i tracciati, infatti, continueranno a spararvi contro e ad utilizzare molotov per accelerare il surriscaldamento del motore, quindi dovrete essere in grado di saper gestire anche questi imprevisti. Perciò se vorrete tenere la barra del surriscaldamento più vuota possibile sarà meglio sfruttare i corsi d’acqua presenti in vari percorsi, capaci di rinfrescare il veicolo in un istante, o i salti più alti, utili per far riposare il motore qualche attimo.
Insomma, in altre parole il gameplay della serie è rimasto praticamente invariato e tutti quanti i mezzi donano un senso di pesantezza adeguato alla loro stazza. Si va quindi dalle moto e i quad, scattanti ma fragili, alle macchine di vario tipo, che puntano tutto sulla velocità e sulla guidabilità a scapito della resistenza, per concludere con i mezzi pesanti, sicuramente più difficili da guidare ma particolarmente robusti e minacciosi. Da segnalare inoltre la presenza di nuove categorie di veicoli che vanno ad affiancare quelle classiche: i chopper e le superbike per quanto riguarda i mezzi su due ruote, e le supermini, le muscle car e le supercar per le quattro ruote. Anche in questo caso, quindi, la quantità si accosta ad una certa qualità, e sicuramente ognuno di voi riuscirà a trovare il mezzo che più gli si addice – prestando ovviamente attenzione al tipo di terreno in cui si corre, che potrebbe essere più o meno adatto ad ogni bolide.

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Chi non corre in compagnia, non corre in allegria!

Prima si era accennato alla modalità Divertimento, la seconda selezionabile nel menu principale. Ecco, quest’ultima darà la possibilità di giocare delle gare rapide – in cui potremo selezionare uno dei circuiti disponibili, il veicolo da utilizzare e scegliere se disattivare o meno gli incidenti – nel classico multiplayer online o ancora negli eventi speciali, oltre a concedere la possibilità di modificare a piacimento il proprio mezzo e personalizzare il profilo online. Insomma, le opzioni di certo non mancano e si rivelano tutte ricche e ben strutturate.
Quindi se ci sarà chi opterà per rigiocare offline nei circuiti visti nel Festival single player, tra gare a tempo e quelle hardcore, in cui gli avversari vi daranno filo da torcere ad ogni giro, altri potrebbero optare per giocare in compagnia dei propri amici e giocatori di tutto il mondo in gare altrettanto adrenaliniche, sfoggiando oltretutto il proprio mezzo personalizzato.
Ed è proprio nel multiplayer online che è possibile usufruire di alcune trovate per nulla disprezzabili: si sta parlando delle tre abilità extra da poter utilizzare durante le corse, come i perk à la Call of Duty, nonché delle scommesse tra giocatori.
Infatti, sebbene i precedenti Motorstorm concedevano sotto questo aspetto poca libertà di scelta – alla fine si correva e basta – adesso la situazione cambia radicalmente. Per quanto riguarda i bonus utilizzabili, sbloccabili salendo di livello, si avranno tre opzioni: una riguardante la guidabilità del bolide, con possibilità di aumentarne la velocità o la stabilità, una legata al turbo, con voci che permetteranno un recupero più rapido o un surriscaldamento più lento, e la terza ed ultima relativa alla resistenza agli urti, permettendo di resistere meglio ai colpi rivali o di sferrarne di più potenti. Le scelte offerte sono tante e consentono un approccio differente alle varie sfide che affronterete, aumentando le possibilità tattiche ed esaltando le capacità di guida del giocatore.
Per quanto riguarda le scommesse, invece, si potrà lanciare il guanto di sfida agli avversari con cui gareggeremo, dando così il via a delle “gare nelle gare”. Infatti una volta aperte le puntate e cominciata la corsa, oltre a dovervi impegnare per arrivare primi, dovrete concentrarvi a battere l’avversario con cui avete scommesso, e a prescindere dalla posizione finale otterrete comunque delle ricompense nel caso riusciate nell’impresa di batterlo, che si aggiungeranno a quelle riguardanti le altre statistiche della corsa – manovre azzardate, nemici distrutti… questo non solo rende ogni sfida ancora più combattuta e intensa ma consente anche ai giocatori meno skillati di provare i brividi della vittoria, rendendo soddisfacente il comparto online per chiunque.
Il netcode si è rivelato abbastanza stabile – escluso qualche raro errore, che con una patch può essere tranquillamente risolto – e il lag è pressoché assente, rendendo ogni partita emozionante e divertente, grazie anche ad un matchmaking funzionante e ottimamente strutturato. Il tutto accompagnato da immancabili riconoscimenti di ogni tipo e dalla possibilità di giocare in split-screen fino a quattro giocatori offline o due online, con schermo diviso orizzontalmente o verticalmente. E fa piacere notare come ogni cosa funzioni e, cosa più importante, diverta.

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Se non bastasse, come già accennato, si potrà modificare il proprio bestione a piacimento utilizzando un articolatissimo e ricco sistema di personalizzazione, con cui sostituire varie parti della carrozzeria, applicare centinaia di adesivi e cambiare i colori delle vernici utilizzate. Il tutto, ancora una volta, sfruttando il sistema di esperienza del multiplayer, che all’aumentare del livello sbloccherà nuove parti da impiegare, regalando ulteriori soddisfazioni e gioie, specialmente ai collezionisti e ai giocatori più temerari.

Uno spettacolo… travolgente!

Tecnicamente parlando, il gioco soddisfa non solo per il gameplay, ma anche per quanto concerne il comparto grafico e sonoro. La grafica risulta molto dettagliata e riesce ad alternare schermate ricche di colori ad altre molto meno vivaci, cupo presagio di quello in cui vi imbatterete. Ecco quindi paesaggi che si distruggono in maniera cinematografica, sollevando centinaia di detriti, infrangendo vetrate e scavando solchi e crateri di ogni tipo. Il sistema di illuminazione inoltre svolgerà il suo lavoro perfettamente, donando alle ambientazioni ormai al collasso un fascino apocalittico più che azzeccato.
Certo, qualche piccola sbavatura c’è, come alcune texture troppo slavate e degli effetti grafici per le fiamme talvolta non convincenti, ma a velocità folli non avrete nemmeno il tempo di accorgervene.
A tutto questo si accosta un audio di buona fattura: ad un doppiaggio dei filmati apprezzabile si alternano degli effetti sonori realistici e convincenti. Anche i brani musicali, sebbene non spicchino quanto quelli dei due precedenti episodi, si sposano bene con le corse adrenaliniche a cui prenderete parte.

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Una corsa fino alla fine!

Motorstorm: Apocalypse, l’ultima fatica dei ragazzi di Evolution Studios si presenta in una forma nuova per la serie. Abbandonate le ambientazioni immerse nella natura, bisognerà abituarsi a correre tra palazzi in rovina e strade al collasso, nonostante le location possano far storcere il naso a qualcuno. Così come faranno storcere il naso l’impossibilità di scegliere liberamente il mezzo con cui gareggiare durante gli eventi del Festival e un sistema di collisioni che non sempre risulta impeccabile. Ma chi saprà apprezzare lo stile e la varietà che permeano il gioco, rimarrà certamente soddisfatto, e si divertirà non poco a correre nel bel mezzo dell’inferno partorito dagli sviluppatori. Questo grazie ad un gameplay curato e profondo e alla possibilità di vivere eventi adrenalinici come non mai. Perché l’effetto che fa vedere la strada su cui si corre precipitare nel vuoto o il terreno alzarsi improvvisamente davanti a voi, non può essere descritto con la dovuta cura. Dovete provare tutto ciò in prima persona per capire cosa vuol dire “correre per sopravvivere”.

Quindi indossate il casco, afferrate saldamente il volante o il manubrio e dateci dentro, accelerando senza esitazione, senza guardare indietro: l’Apocalisse sta per arrivare, e farà di tutto per inghiottirvi senza pietà.