Recensione di InFamous 2 - Recensione

Recensione di InFamous 2 di Console Tribe

A poco più di due anni dall’uscita di Infamous, il fattorino elettrico Cole MacGrath è pronto a squassare nuovamente le nostre PS3 con i suoi scintillanti poteri. Ma che cosa ci dobbiamo aspettare realmente da questo seguito targato Sucker Punch? Lo sviluppatore americano sarà riuscito a smussare i difetti della sua creatura? Sarà stato in grado di giustificare una nuova discesa in campo del rasato eroe? O ci troveremo per le mani soltanto l’ennesimo more of the same, messo in piedi unicamente per alimentare la già pingue lista di esclusive dedicate al monolite Sony? Bene, se volete scoprirlo non dovrete fare altro che leggere poco più in basso.

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Benvenuti a New Marais!

Qualunque fosse stato il finale raggiunto nella prima incarnazione di Infamous, avevamo lasciato Cole in procinto di affrontare la Bestia, una mostruosa creatura che di lì a poco avrebbe portato morte e distruzione in tutto il mondo. Bene, la nuova fatica di Sucker Punch riprende il filo del discorso proprio dove era stato interrotto nel 2009. Dopo un breve ma incisivo filmato riepilogativo, realizzato con la già vista e apprezzata tecnica che richiama alla mente i comics americani, ci ritroveremo subito lanciati nel mezzo dell’azione, pronti a prendere (o riprendere) confidenza con i poteri elettrici, il tutto nel corso di un breve scontro con quella che sarà la nemesi del nostro eroe: la Bestia ha oramai raggiunto Empire City, ma Cole non sarà ancora in grado di sconfiggerla, quindi, non potrà fare altro che fuggire verso New Marais, il luogo dove si nasconde l’unica persona capace di rendere Cole ancora più potente, ancora più letale.
E così, assieme al redento compagno di avventure Zeke e scortati da un’agente dell’NSA chiamata Kuo, ci avventureremo per nave sino a raggiungere le coste della città nuovo teatro delle nostre gesta, con lo scopo di contattare Wolfe, uno scienziato in passato legato ai Primogeniti dotato di un dispositivo capace di amplificare ulteriormente le capacità di Cole. Ovviamente, però, il tutto non risulterà affatto facile dato che New Marais è attualmente sotto il controllo della Milizia, una sorta di esercito privato capeggiato da un certo Bertrand, il cui unico scopo è quello di sterminare tutti i mutanti e restituire così la città agli umani.
E quale miglior bersaglio della sua xenofoba campagna del diverso per eccellenza?
Come se non bastassero le armi della Milizia, New Marais sarà anche sconvolta da delle ripugnanti creature simili in tutto e per tutto ai Necromorfi che (purtroppo!) abbiamo già avuto modo di conoscere grazie alla saga di Dead Space. Fortunatamente questa volta Cole non sarà solo nella sua lotta ma sarà coadiuvato da due personaggi che, ad un certo punto della storia, andranno a ricoprire un ruolo fondamentale in quello che sarà lo sviluppo del gameplay. Queste due figure altro non saranno che una personificazione del Karma, l’elemento che sin dal primo capitolo ha regolato quello che possiamo definire, prendendo in prestito un termine tanto caro ai giocatori di ruolo, l’allineamento del mondo e del protagonista. Nix e la già citata Kuo, difatti, diverranno l’espressione tangibile della coscienza di Cole: tanto tentatrice e diabolica la prima, quanto riflessiva e di animo più gentile la seconda, saranno loro a gestire gli snodi etici della trama, scandendo con la loro presenza le missioni chiave utili al raggiungimento di uno dei due finali che Sucker Punch ha realizzato per noi. Ma la loro funzione non si esaurisce certo nella presentazione di bivi degni del più semplice dei librogame: giunti ad un certo punto, difatti sarà possibile fondere i loro poteri (fuoco per la rossa Nix e ghiaccio per la azzurra Kuo) con quelli di Cole, di modo da ampliare ulteriormente la già vasta gamma di abilità del protagonista. Aggiunta tutt’altro che irrilevante, questa, segno che la software house è stata capace di fare tesoro delle critiche e dei suggerimenti raccolti nel corso di questi ultimi due anni, riuscendo ad evolvere, senza snaturarlo, quello che era stato sbandierato come uno dei punti di forza del primo capitolo ma che, alla fine dei giochi, si era rivelata esclusivamente una mera aggiunta priva di un effettivo spessore. In questa nuova incarnazione del brand, invece, la presenza dei cosiddetti Momenti Karma è andata aumentando in maniera esponenziale, proponendo al giocatore una notevole varietà di situazioni che, ne siamo convinti, riusciranno a non convogliare (almeno non sempre) le scelte verso un’unica direzione: potremo sventare rapine, impedire rapimenti, mettere a tacere cortei anti-mutanti o molesti artisti di strada, sterminare poliziotti ostili o, più brutalmente, uccidere dei civili colpevoli unicamente di possedere uno dei preziosi frammenti utili al potenziamento delle nostre abilità. Insomma, la varietà non verrà certo a mancare. Il tutto, come già sperimentato nel primo capitolo, andrà ad influire anche sullo sviluppo delle nostre capacità. Se una tendenza buona consentirà un incremento qualitativo della potenza di danno dei nostri poteri, un’inclinazione malvagia farà sì che questo incremento sia di tipo quantitativo: se nel primo caso i nostri colpi diverranno mirati all’eliminazione delle minacce ostili, nel secondo ci ritroveremo capaci di scatenare vere e proprie carneficine che non risparmieranno nessuno di coloro che incroceranno il nostro fuoco, sia esso ostile o amico.
A voi la scelta, quindi, se essere Eroi o Infami.

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Occhio alla bolletta!

Ma le novità non si esauriscono certo qua. Il fattorino elettrico, adesso, oltre che sui suoi incredibili poteri potrà fare affidamento anche su di un’arma capace di raccogliere l’energia sprigionata dal suo corpo e di trasferirla in una sequenza devastante di colpi corpo a corpo: tramite una barra metallica opportunamente modificata dal buon Zeke, Cole adesso può esibirsi in combattimenti ravvicinati estremamente letali ed impreziositi da una regia molto azzeccata che andrà ad accompagnare le immancabili finisher. Dite, quindi, addio a semplici scontri basati sul lancio di bombe elettriche e saette e siate anche pronti a menare le mani!
Ma, inutile negarlo, in un gioco che ha come protagonista un supereroe a fare la differenza sono i poteri. E in Infamous 2 avremo davvero di che divertirci. Se pensavate di essere divenuti praticamente onnipotenti nel corso dell’avventura che narra la genesi del nostro eroe, sappiate che i ragazzi di Sucker Punch hanno deciso di alzare ulteriormente l’asticella verso l’alto in questa nuova incarnazione del brand, anche a causa di un aumento generale del livello di difficoltà: per poter aver ragione della Bestia, difatti, Cole avrà accesso ad una nuova gamma di potenziamenti elettrici, che gli permetteranno di ampliare a dismisura le sue capacità di offesa. E, a questo, vanno ad aggiungersi le già citate abilità di Nix e Kuo. Un’ulteriore novità risiede, inoltre, nella possibilità di cambiare on the fly i vari potenziamenti: difatti tramite la pressione di L1 potremo aprire un menu a scomparsa (per la verità non così comodo da utilizzare come ci viene presentato) attraverso il quale potremo gestire gli attacchi assegnati ai vari tasti del controller. A subire un rinnovamento è stato anche il sistema di sblocco dei power-up, adesso non più legato unicamente al semplice accumulo di punti esperienza. Per poter espandere le vostre abilità sarà necessario compiere determinate azioni: si va dall’uccisione di un certo numero di avversari mentre siamo appesi ad una sporgenza, sino al completamento di un prestabilito numero di missioni secondarie. La soppressione indiscriminata degli avversari, quindi, cessa così di essere l’unico meccanismo premiante per il player, che sarà invece stimolato a sviscerare con più attenzione alcuni aspetti del gioco che si sarebbe magari trovato a trascurare.
È rimasto, invece, immutato il sistema di gestione dei punti di appiglio che risulterà ancora decisamente invasivo: sarà sufficiente muoverci verso ciascuno di queste zone sensibili per finire con il rimanervi incollati, anche quando avremmo magari preferito proseguire liberamente le nostre scorribande. Il tutto, a volte, rende le sessioni di inseguimento, ma anche il semplice girovagare per i tetti in cerca dei frammenti energetici , non così fluido come meriterebbe. Va comunque detto che basta un po’ di pratica con la gestione delle collisioni per poter facilmente ovviare a questo inconveniente.

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Da grandi poteri derivano infinite responsabilità

Ma una volta esaurita la, già, longeva campagna perché mai non dovremmo riporre il bluray all’interno della sua confezione? In fondo, sviscerate tutte le possibilità di sviluppo “karmico” e tutti i possibili bivi offerti dal gioco che motivo avremmo di continuare a vagare per le strade di New Marais? Bene, la stessa domanda devono essersela posta all’interno dello studio americano, ed ecco quindi giungere in soccorso di tutti i giocatori restii a dismettere i panni del supereroe un corposo editor di missioni. Prendendo spunto dal capolavoro di Media Molecule, i ragazzi di Sucker Punch hanno deciso di fornire a tutti gli acquirenti del titolo la possibilità di espandere in maniera quasi infinita l’esperienza di gioco. Tramite questo strumento sarà, difatti, possibile dare vita a nuove avventure, scegliendo tra un numero davvero ragguardevole di opzioni: potremmo mettere in scena furiosi scontri tra bande, far esibire Cole in spettacolari arrampicate, impegnare il nostro eroe in missioni di soccorso, oppure creare dei veri e propri mini giochi. Insomma, bisogna davvero ammettere come le possibilità offerte siano davvero molteplici. Una volta imbastita la nostra creazione, inoltre, sarà possibile caricarla in rete, di modo da renderla visibile (e giocabile) da tutti gli altri players sparsi per il globo. Purtroppo, il rovescio di questa scintillante medaglia risiede nella complessità di utilizzo dell’editor il quale, complice la totale assenza di un esaustivo tutorial, farà sì che siano necessarie diverse ore di pratica prima di poter raggiungere dei risultati soddisfacenti.

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L’elettricità fa bene alla pelle

Sotto il profilo squisitamente tecnico è innegabile notare come gli anni che separano lo sviluppo dei due capitoli della saga si facciano, positivamente, sentire. I ragazzi di Sucker Punch, difatti hanno saputo far fruttare ampiamente questo lasso di tempo, limando e superando gli evidenti limiti del loro motore grafico che, inutile negarlo, era stato il principale responsabile di molte delle critiche ricevute in uscita del primo episodio delle avventure di Cole. Dimenticate, quindi, i vistosi effetti di pop-up e i rallentamenti che affliggevano il precedente Infamous: adesso tutto è più definito, colorato e, soprattutto, fluido. L’engine non mostra il benché minimo rallentamento, anche in occasione delle lotte più frenetiche: divertitevi pure a scagliare automobili contro gli elicotteri della Milizia, mentre attorno a voi danzano le fiamme causate dalle esplosioni delle granate e vi accorgerete di come il lavoro del team riesca a rispondere in maniera impeccabile in ogni situazione. A questo si uniscono effetti particellari e luminosi di tutto rispetto, capaci di rendere gli scontri a fuoco più coinvolgenti e appaganti. Certo, il colpo d’occhio non regge in confronto ad altri mostri di tecnica come Killzone 3 e Uncharted 2, ma considerando la natura free roaming del titolo e la vastità di elementi che il gioco è chiamato a gestire in tempo reale, bisogna per forza di cose fare un plauso ai Sucker Punch per la perizia con cui sono riusciti a creare un ambiente di gioco così vasto, ma al contempo, tecnicamente molto valido. Certo, permangono ancora alcune piccole incertezze, nella fattispecie alcune texture non troppo definite e qualche lieve compenetrazione poligonale, ma niente su cui non sia possibile chiudere ben volentieri un occhio.
Questa cura di bellezza si riflette, inoltre, anche sul comparto di animazioni che, adesso, è capace di rendere estremamente più naturali le movenze di Cole. Ma a beneficiare di lifting sono anche le cut scene, realizzate prevalentemente con il motore di gioco, in cui è possibile ammirare l’evoluzione della recitazione digitale subita del nostro eroe, il quale gode adesso di una capacità espressiva notevolmente migliorata rispetto al passato. Peccato che non si possa dire lo stesso dei personaggi secondari, i quali, è doveroso sottolinearlo, non hanno goduto della cura riposta nell’animare il nostro, pur non risultando comunque particolarmente sgradevoli o sgraziati.

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Le cose cambiano drasticamente, invece, sul fronte sonoro. Al fianco di un doppiaggio italiano di fattura notevole, forte anche dell’azzeccato cast recuperato di peso dal precedente episodio, va ad accostarsi un accompagnamento musicale che non esiteremmo a definire minimale. Da una città come New Marais, come già detto gemella della musicalmente viva New Orleans, ci saremmo aspettati una qualità sonora di tutto rispetto, frutto di una colonna sonora vitale ed incalzante. Niente di tutto questo, purtroppo, è stato però rispettato. Le musiche sono pressoché assenti ed è un vero peccato, dato che la loro qualità, nonostante la brevità, è molto buona. Decisamente sotto tono, inoltre, i vari set di effetti sonori (in primis gli orribili clacson delle automobili), che scialbi e incolori come sono non riescono a rendere credibile l’ambiente che ci circonda: spesso vi ritroverete attorniati da auto e passanti, sprofondati però in un silenzio che suonerà stranamente irreale. E questo è un vero peccato, dato che la gamma di situazioni sonore che un setting come quello di New Marais ha da offrire avrebbe costituito un ulteriore punto di vanto per la produzione della casa di Sly.
Qualche problema è stato registrato anche in merito alla gestione della telecamera che, in occasione di scontri a fuoco ravvicinati renderà difficile il puntamento degli avversari, a causa della sua lentezza di movimento in concomitanza con l’effetto zoom che regola la gestione del mirino di fuoco.

Un BEL viaggio a New Marais

Infamous 2 non tradisce le aspettative che i numerosi trailer divulgati durante tutto il processo di lavorazione avevano contribuito ad alimentare, risultando un seguito decisamente migliore del prototipo originale. La nostra gita per le strade di New Marais si è rivelata assai più divertente e ricca di sorprese di quanto ci aveva abituato la plumbea e disastrata Empire City, grazie ad un impianto di gioco ampliato sotto tutti i punti di vista. Chiunque fosse stato deluso dalla prima avventura di Cole, forse farebbe bene a dare una chance alla sua nuova incarnazione, dato che potrebbe rimanere piacevolmente sorpreso. Inutile consigliarlo, invece, a tutti i fan del precedente capitolo: Infamous 2 è soltanto un ottimo more of the same, ma proprio per questo fareste bene a non lasciarvelo sfuggire.