Pokémon Sole & Luna - Recensione

Pokémon Sole e Luna, dopo tanta attesa, sono finalmente approdati nel mercato videoludico. Avranno superato i nostri test? Vediamo cosa ne pensa il nostro Gianmarco “St Jimmy” Forcella!

I cambiamenti di Alola

Come ogni gioco di Pokémon, il giocatore è chiamato a ricoprire i panni di un giovane di circa undici anni, appena trasferitosi dalla regione di Kanto, il cui sogno è quello di esplorare tutto l’arcipelago di Alola e diventare il miglior allenatore di tutti. Fedeli compagni di viaggio saranno il professor Kukui, Hau (il “rivale”) e Lylia, assistente del professore. Alola è un’esperienza del tutto nuova per il mondo di Pokémon, per molti aspetti.

Partiamo, anzitutto, dal Pokédex: nell’ultima release del franchise, il celebre dispositivo è ora un Pokémon a tutti gli effetti, rendendolo quindi molto più interattivo e con molte funzioni. La prima è, senz’ombra di dubbio, quella del Festiplaza, in cui è racchiuso il cuore del multiplayer online grazie alle funzioni di lotta, scambio e minigiochi per intrattenere gli ospiti. Troviamo anche lo scanner di codici QR, che permette di trovare nuovi Pokémon, o i Poké Resort ed il Poké Relax, spazi virtuali che permettono di accudire o far allenare i mostriciattoli.  Ma una delle novità più rilevanti incluse nel Pokédex, dal nostro punto di vista, è l’aggiunta del “Poképassaggio”, che rimpiazza del tutto le MN e trasformandole in oggetti che non si consumano mai.

Cambia anche il modo in cui è possibile raggiungere la Lega Pokémon: al posto delle palestre, con i relativi capipalestra, vengono introdotte le “prove dei Kahuna e dei Capitani”. Superando queste prove su ogni isola, sarà quindi possibile arrivare alla fine del gioco.

Mosse Z e forme Alola

Le due novità tanto rimarcate nel corso di questi mesi, sono sicuramente l’introduzione delle “Mosse Z” e le forme Alola.

Mentre le forme Alola sono un semplice restyling di alcuni Pokémon già esistenti nel gioco (ad esempio Rattata e Diglett), le mosse Z sono la vera e propria novità del gioco.

All’inizio, si viene dotati di un particolare bracciale in cui, inserendo alcuni cristalli (ottenibili con il superamento delle prove del giro delle isole), il Pokémon può eseguire una mossa molto potente, una sola volta per tutta la lotta. L’utilizzo delle Mosse Z può però inibire la possibilità delle mega-evoluzioni: in entrambi i casi, è infatti necessario dover assegnare degli oggetti ai Pokémon per permettere una delle due cose. Starà quindi al giocatore decidere quale delle due possibilità sfruttare.

Gotta catch ‘em all!

L’ambiente che Pokémon Sole e Luna mette a disposizione al giocatore è veramente vasto: sebbene le isole siano solo quattro, al loro interno hanno un sacco di ambientazioni ben studiate e ricche di incontri con allenatori.

Il gameplay, sostanzialmente, rimane sempre lo stesso: l’allenatore (ovvero, il giocatore) deve passare tutte le prove dei capitani e dei Kahuna (i capi delle varie isole) e diventare il numero uno. Per fare ciò, ha bisogno di costruire una squadra di Pokémon, fino ad un massimo di sei, ed avventurarsi nell’arcipelago. Cambia solamente una cosa rispetto alle altre edizioni: i Pokémon selvatici possono chiamare rinforzi nel caso siano in difficoltà, tramutando quindi la battaglia in un 2 vs 1.

Saltuariamente, capiteranno delle battaglie con Hau, ovvero il nostro “rivale”. La scelta delle virgolette non è però casuale: Hau infatti non reincarna la figura dell’avversario come in altri giochi del franchise, in quanto impersonifica l’amico, entusiasta della vita e pronto alle meraviglie che il mondo nasconde.

Il nemico di turno, invece, è il “Team Skull”, il cui obiettivo è quello di rubare Pokémon ad altri allenatori e maltrattarli. Spesso si incrocerà anche la “Fondanzione Æther, il cui obiettivo è invece quello di aiutare i Pokémon in difficoltà.

Un nuovo inizio ?

Circa un mese fa, The Pokémon Company ha rilasciato un video in cui si commemorava il 20esimo anniversario dell’azienda, corto che terminava affermando:

“Vi siete evoluti.

Ed anche noi.”

Questa frase, a tutti gli effetti, potrebbe rappresentare per bene ciò che è stato con Pokémon Sole e Luna. 

A partire dalla storia: per la prima volta in venti anni, un gioco dei Pokémon ha finalmente una trama che abbia un senso compiuto, articolata anche con diverse cutscene che danno l’illusione di essere all’interno di un JRPG come non era mai capitato finora con la serie, ed una soundtrack veramente ottima.

I cambiamenti, a volte, risultano necessari: molto valida quindi la proposta del Pokédex interattivo e multifunzionale, che però si perde su alcuni aspetti come il Poké Resort e il PokéPassaggio. Nel primo caso, l’errore è stato quello di lasciare ad Alola la struttura della “pensione”, in modo che possa produrre solo uova: piuttosto che due posti, sarebbe meglio, a nostro parere, lasciarne uno solo che faccia tutto. Nel secondo, il paradosso è che il giocatore richiama Pokémon come Charizard o Lapras che o non esistono proprio nel Pokédex o che comunque, in ogni caso, non possiede fisicamente. Quello che però è necessario rimarcare è che Game Freak, con Sole e Luna, ha osato, ed anche tanto, a tentare di cambiare le regole di un gioco che loro stessi avevano creato, riuscendoci in maniera egregia. Sole e Luna demoliscono alcuni modelli storici come le palestre per far spazio alle prove, una world map più piccola a favore però di ambientazioni vaste e piene di segreti.

Tralasciando l’assenza totale del 3D e le imprecisioni riportate poc’anzi, Pokémon Sole e Luna definiscono un nuovo standard del franchise che, se seguito, può ridare nuova linfa vitale ai giochi futuri.

  • Una trama solida

  • La regione di Alola

  • Assenza del 3D

  • L’osare di Game Freak per tentare di rinnovare il franchise

  • Nonostante tutto, le prove del giro delle isole ricordano abbastanza le palestre

  • Le imprecisioni del Pokédex sul PokePassaggio e Poké Resort

  • Assenza del 3D

 

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