Pokémon Nero e Bianco 2 - Recensione

Senza tanto girarci attorno, Pokémon Bianco e Nero sono stati sicuramente due dei titoli più belli e intriganti pubblicati sull'ormai pensionato Nintendo DSDiamante e Perla per quanto abbiano avuto il merito di rivoluzionare il mondo delle lotte grazie alle sfide online e la suddivisioni tra attacchi speciali e fisiche all'interno della stessa tipologia, risultarono eccessivamente pesanti a livello di svolgimento e concepimento dell'avventura. Per non parlare dell'impresa rappresentata dal completamento del Pokédex dovendo ricorrere agli episodi GameBoy Advance. I meriti di Bianco e Nero sono stati tanti e tali da rendere obsoleti i vecchi concetti di “sconfiggi il Capopalestra macchietta, i cattivi stupidi e la lega Pokémon. Nel frattempo non dimenticarti di diboscare intere aree con il tuo Bibarel da Taglio/Forza/Surf e Scalaroccia.”. Ed è quindi con un certo peso sulle spalleche siamo qui oggi per parlarvi di Bianco e Nero 2, veri e propri seguiti diretti dei precedenti come i vecchi Oro e Argento che i più nostalgici ricorderanno come “i migliori”.

Senza tanto girarci attorno, Pokémon Bianco e Nero sono stati sicuramente due dei titoli più belli e intriganti pubblicati sull’ormai pensionato Nintendo DSDiamante e Perla per quanto abbiano avuto il merito di rivoluzionare il mondo delle lotte grazie alle sfide online e la suddivisioni tra attacchi speciali e fisiche all’interno della stessa tipologia, risultarono eccessivamente pesanti a livello di svolgimento e concepimento dell’avventura. Per non parlare dell’impresa rappresentata dal completamento del Pokédex dovendo ricorrere agli episodi GameBoy Advance. I meriti di Bianco e Nero sono stati tanti e tali da rendere obsoleti i vecchi concetti di “sconfiggi il Capopalestra macchietta, i cattivi stupidi e la lega Pokémon. Nel frattempo non dimenticarti di diboscare intere aree con il tuo Bibarel da Taglio/Forza/Surf e Scalaroccia.”. Ed è quindi con un certo peso sulle spalleche siamo qui oggi per parlarvi di Bianco e Nero 2, veri e propri seguiti diretti dei precedenti come i vecchi Oro e Argento che i più nostalgici ricorderanno come “i migliori”.

Unova due anni dopo

Un fattore che ha contribuito a rendere gli originali Bianco e Nero due titoli unici che segnarono un taglio netto col passato era la qualità della storia. Il ritmo, i Capopalestra, il Team Plasma,KomorBelle e il mitico N. Una narrazione molto avvincente lontana dai soliti cliché del viaggio per salvare il mondo, in grado di rovesciare il concetto stesso di allenatore visto come bontà assoluta (“è giusto intrappolare i nostri amici Pokémon nelle Pokéball solo per farli combattere?”). Un anno dopo, gli sviluppatori ritornano sui propri passi e propongono un plot narrativo più superficiale e mellifluo, apprezzabile realmente solo da chi ha avuto modo di sgambettare per Unova in passato per coglierne i cambiamenti avvenuti nel frattempo qua e la. Komor sarà pur diventato capopalestra e Belle ricercatrice, ma il nuovo rivale è ottuso come i vecchi Blue e Oro, il team Plasma cattivo perché si e la lega sempre la meta finale da raggiungere. Non traete le conclusioni sbagliate, Pokémon Bianco e Nero 2 sono molto più dei soliti “more the same” a cui potrebbero far pensare i titoli, è solo che non riescono a eguagliare i precedenti per carisma e magnetismo. Per il resto allenare e collezionare Pokémon è sempre bello e divertente e le aree, così come le situazioni, inedite sono molte di più di quel che si possa pensare.

Pokémon World Tournament

Ovviamente aspettarsi chissà quale rivoluzione concettuale non era sicuramente auspicabile, ragion per cui la formula di base è sempre quella fatta di combattimenti a turni ed esplorazione che proprio nei due episodi precedenti ha raggiunto un equilibrio inarrivabile per la serie. Sebbene sulla carta il gioco presenti tantissime nuove caratteristiche da sbandierare ai quattro venti (Nuovi esemplari prima irrintracciabili per Unova, nuove città, ecc), le uniche realmente interessanti e degne di nota riguardano il Pokémon World Tournament e la possibilità di poter collezionare particolari medaglie in-game al conseguimento di particolari azioni o traguardi. In tutto e per tutto simili agli Obiettivi XboxLive e Trofei Playstation. Ci sarebbe anche il Pokéwood, ma come le Gare di Bellezza e il Pokémon Musical prima di lui altro non è se non un riempitivo neanche tanto riuscito. Dicevamo del Pokémon World Tournament invece, una variante delle vecchie Torre e Parco Lotta che vi vedrà impegnati contro i vecchi Capopalestra di Kanto, Johto, Hoenn e Sinnoh e i rispettivi campioni sulla falsa riga degli scontri tra allenatori umani (3 Pokémon al 50 a testa, nessun cambio dopo aver sconfitto il Pokémon avversario e nessuno strumento) belli da giocare quanto tosti da completare, ma soprattutto utili per entrare nella mentalità del gioco competitivo. Come in precedenza, infatti, è solo appassionandosi alle lotte e agli scambi con gli amici che Pokémon riesce a tirare fuori tutto il suo potenziale che va ben oltre la classica scampagnata per salvare il mondo dai cattivi.

Pikachu, scelgo te!

Potendo contare sulla forza del collegamento tra una versione e l’altra, con le precedenti e con tutto il mondo grazie a InternetPokémon Bianco e Nero 2 sono dei veri e propri concentrati diSocial Gaming. Se non fosse per la piaga “Action Replay” che dilaga nei combattimenti casuali contro il mondo, Pokémon potrebbe essere celebrato come la quintessenza della competizione. La composizione del proprio team ideale, infatti, inizia sulla carta ancora prima della cattura vera e propria, con la ricerca e preparazione di un set di mosse specifico, dei Valori Individuali, laNatural’Abilità, la distribuzione delle statistiche tramite Punti Allenamento, arrivando fino ai compagni ideali con cui effettuare gli scambi al momento giusto. Giocando con il giusto supporto e un gruppo di amici appassionati il livello di gioco aumenta a livelli dei più blasonati e-sports come Halo e Starcraft. Se poi tutto questo non fa per voi c’è sempre il Pokédex da completare, un’altra bella sfida che necessita uguali sforzi e risorse.

Pixel Art

Essendo stati sviluppati per Nintendo DS come seguiti diretti dei precedenti, Pokémon Bianco e Nero 2 riutilizzano, come logico aspettarsi, lo stesso stile e motore grafico già apprezzato un anno fa. Non che sia cambiato molto a livello tecnico dai capostipiti moderni Rubino e Zaffiro, ma in fondo il tutto risulta snello, funzionale e soprattutto ricco di personalità. Sia che si parli degli sprite animati dei Pokémon che delle strambe architetture di Unova, è impossibile lamentarsi della grafica di Pokémon, perfetta come è nel suo essere così minimalista e retrò. Un vero e proprio tributo alla Pixel Art dei gloriosi giochi di ruolo che furono all’epoca 16bit. Discorso analogo per le musiche che potrebbero essere bollate come un riciclo infinito, ma che sono impossibili da definire tali dopo aver riascoltato il tema della battaglia di Rosso e Blu remixato in un uno scontro a tu per tu con Rosso.

Concludendo, Pokémon Nero e Bianco 2 convincono e centrano il bersaglio prefissato. Non introducono nuovi mostri, nuove regioni e non stravolgono sotto il profilo narrativo come i precedenti ma il risultano è comunque più che soddisfacente: Due degni successori pensati per chi ha avuto modo di farsi le ossa sugli originali. Il solito concentrato di gameplay e longevità elevati a potenza, in grado di fare la gioia di qualsiasi appassionato ma che poco fa per evolversi e proporre qualcosa di nuovo. Non che sia un male davanti a tale risultato, chiaro.