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Recensione Naruto To Boruto: Shinobi Striker

di: Ulell

Recensire un tie-in di una famosa serie tv, un manga o un anime non è mai facile. Si corre sempre il rischio di diventare, per forza di cosa, dei “pro” a prescindere, o dei “contro” a prescindere, perché i gusti personali influenzano, inevitabilmente, la recensione. Ed è con timore quasi reverenziale che mi approccio a recensire Naruto To Boruto: Shinobi Striker, sperando di restare in equilibrio sul delicato filo della nettezza del giudizio.

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Una storia… senza storia

Naruto To Boruto: Shinobi Striker non ha una vera storia. Dopo aver personalizzato il nostro personaggio, verremo catapultati subito nell’area di gioco dove incontreremo Shikamaru, vecchio amico e consigliere di Naruto, che ci guiderà nell’apprendere i primi passi del gioco, coadiuvato dal sempreverde Kakashi. Il nostro personaggio è un giovane ninja giunto da un altro villaggio (in realtà potremo scegliere anche di essere Ninja della Foglia, anche se i testi non sembrano tenerne conto) per partecipare al grande torneo mondiale dei ninja. Tutto qui, la storia non ha altro da raccontare.Ci troviamo dinanzi a un fighting con visuale alle spalle del personaggio, chiaramente ispirato alla serie Dragon Ball Xenoverse. Il primo ambiente che esploreremo, come detto, è una piazza del Villaggio della Foglia, posta sotto i sette volti nella montagna che rappresentano i sette Hokage del villaggio. In questa “piazza virtuale” noi con altri giocatori potremo interagire con i vari NPC presenti nel gioco: Kakashi gestirà “L’arena di combattimento VR” dove potremo svolgere, appunto, missioni “virtuali” che ci permetteranno di far crescere l’esperienza del nostro PG, guadagnare Ryu (la moneta del mondo di Naruto) e accrescere la nostra sintonia con il maestro che avremo scelto. Infatti in ogni missione single player saremo affiancati da un NPC, che sarà per l’appunto il maestro che avremo scelto nella Biblioteca, dove con l’aiuto di Sasuke potremo selezionare e ottenere via via sempre più personaggi, dei quali potremo apprendere le tecniche segrete svolgendo le missioni. Sul lato sinistro della piazza troveremo invece il negozio di TenTen, che ci permetterà di sbloccare le pergamene che raccoglieremo durante i combattimenti e le missioni, che conterranno al loro interno nuovi gadget, armi, vestiti e accessori per personalizzare sempre più il nostro personaggio, oppure acquistarne di nuovi o vendere quelli che avremo come doppioni. Situata vicino al negozio di TenTen troveremo l’osteria gestita da Sakura, dove potremo personalizzare il nostro personaggio sia nelle caratteristiche fisiche che in quelle di combattimento. Ultimo ma non ultimo è il palazzo dell’Hokage, dove potremo scegliere se effettuare combattimenti online (4v4) contro altri avversari. Le modalità sono variegate, anche se fanno riferimento a capisaldi ormai storici dell’online, come conquistare le basi avversarie o rubarne la bandiera. Inoltre in questa sezione verranno caricati tornei di ogni tipo che ci permetteranno di guadagnare premi speciali e item non sbloccabili altrimenti. Alla fine di ogni torneo, combattimento o missione, infatti, riceveremo un voto che va dal grado E a quello S, che ci darà accesso a premi più preziosi e rari.

Personale ma non troppo

Ed è qui che riscontriamo alcuni dei problemi di Naruto To Boruto: Shinobi Striker. Il nostro PG, per quanto personalizzabile, finirà per assomigliare sempre ad uno dei personaggi di punta dell’anime. Altra problematica è il colore degli accessori e dei vestiti che andremo a sbloccare: infatti esso non sarà selezionabile ma se vogliamo, ad esempio, il mantello dell’alba di colore bianco, dovremo per forza di cose sbloccarlo durante le missioni o i combattimenti. A questo si aggiunge un sistema di movimenti abbastanza legnoso e fin troppo semplificato: avremo il tasto Quadrato dedicato al colpo meno potente, il Triangolo a quello più forte, Croce dedicato al salto, dorsale destro e sinistro legati alle mosse speciali (caricabili dopo aver accumulato il chakra, vera forza dei ninja) ed un tasto dedicato alla super mossa, ovvero un colpo speciale che ci permetterà di togliere molta energia ai nostri avversari. Le modalità di gioco sono variegate, anche se alla fine si assomigliano un po’ tutte. Nella modalità offline avremo missioni da svolgere: esse potranno consistere nel salvare alcuni compagni, abbattere boss particolari, recuperare oggetti e così via. Inoltre potremo imbarcarci in missioni online in coop o in versus. Oltre questo avremo delle modalità di combattimento 4v4 fra giocatori online, con partite veloci e competitive, oltre a tornei che periodicamente verranno caricati sui server. Tutte saranno divise per categorie: potremo trovare la modalità battaglia 4v4, oppure “ruba la bandiera” o ancora “occupa una base” e altro ancora, che si sbloccherà via via che aumenteremo di livello.

Location e Grafica

Come detto, la personalizzazione dei personaggi è meno profonda di quello che ci si potrebbe aspettare da un titolo del genere. Questo viene compensato, però, da un ottimo utilizzo del cel-shading che riporta nel gioco i sapori e i colori del mondo ninja dell’anime tratto dal manga di Kishimoto. I livelli sono sfruttabili sia orizzontalmente che verticalmente, grazie all’utilizzo del chakra da parte dei nostri ninja, inoltre grazie al tasto dedicato, durante il salto potremo lanciare uno speciale kunai dotato di corda che ci permetterà di allungarne la portata. I combattimenti però, risentono molto della telecamera ballerina che, piuttosto che seguire il nostro personaggio sempre alle spalle, rimane fissa nell’ultima posizione che le abbiamo dato, facendoci perdere di vista l’avversario che abbiamo “puntato”, anche se lo abbiamo agganciato tramite il tasto R3. Molte volte quindi, le nostre super andranno a vuoto in quanto il personaggio, in fase di attacco, non segue autonomamente l’avversario, ma dovremo inseguirlo con la leva del movimento.

Conclusione.

Come detto, Naruto To Boruto: Shinobi Striker è un tentativo di cambiare e aggiornare la serie dei giochi dedicati a Naruto. L’esperimento è riuscito per metà, infatti il gioco ha delle basi interessanti, ma sicuramente non è un titolo definibile come capolavoro del suo genere, causa la mancata personalizzazione del personaggio e la confusione della telecamera.