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Recensione MARVEL: MaXimum Collection

di: Simone Cantini

Lo sappiamo tutti che la bellezza risiede nell’occhio di chi guarda, pertanto starà a voi trovare il lato affascinante di MARVEL: MaXimum Collection. Anche perché non sarà certo l’estetica sfavillante dei titoli compresi nella raccolta a rapirvi il cuore, dato che parliamo di produzioni che hanno oramai più di trenta anni sulle spalle. Eppure, per chi ha vissuto quegli anni, non sarà difficile lasciarsi catturare da pixel che trasudano nostalgia da ogni poro, forieri di pomeriggi scanzonati passati a massacrare sprite come se non ci fosse un domani. E poco importa se farlo si traduceva in quantità spropositate di gettoni divorate da un coin-op, o più semplicemente di un’avventura cooperativa vissuta sul divano di casa, in compagnia del nostro amico più fidato.

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To me, my X-Men!

All’interno di MARVEL: MaXimum Collection troveremo ad attenderci 6 produzioni dei tempi che furono, legate agli eroi della Casa delle Idee, che spingono forte sul mondo degli X-Men e dell’arrampicamuri più famoso dell’universo conosciuto. E proprio ai mutanti in forza al dottor Xavier è dedicato il pezzo più ghiotto del pacchetto, ovvero X-Men: The Arcade Game. Parliamo di un classico picchiaduro a scorrimento, tutt’altro che semplice da portare a termine, ma che fortunatamente ci permetterà di essere approcciato assieme ad un massimo di altri 5 amici. Per quanto presentato in maniera fedele all’originale, dato che parliamo di una riproposizione destinata alle macchine moderne, l’edizione in questione si è concessa qualche piccolo lusso, così da proporre un’esperienza un minimo più attuale.

L’aspetto più interessante è la presenza di una modalità online, con tanto di rollback netcode, che si affianca alla classica modalità locale. Presenti anche tante altre piccole chicche in ottica quality of life, che spaziano dalla possibilità di salvare e caricare i progressi in qualsiasi momento, la facoltà di riavvolgere la partita, oltre ad una serie di filtri in grado di rendere più palpabile l’effetto nostalgia. Con 6 personaggi giocabili tra cui scegliere (sì, c’è Wolverine, tranquilli), il titolo targato in origine Konami riesce ad esprimere tutto il proprio potenziale se affrontato in compagnia, complice una struttura non proprio entusiasmante se contestualizzata ai giorni nostri, a cui si accompagna un gameplay alquanto basico.

Fatto in casa per voi

Salutate le incursioni arcade dei primi anni ’90, MARVEL: MaXimum Collection si incunea all’interno delle produzioni destinate alle macchine casalinghe, grazie ad un quintetto di titoli che spaziano, dal NES allo SNES, passando per MegaDrive e installazioni portatili. Silver Surfer, Captain America and The Avengers, Spider-Man/X-Men: Arcade’s Revenge, Spider-Man/Venom: Maximum Carnage ed il suo sequel Venom/Spider-Man: Separation Anxiety sapranno far scorrere un brivido nostalgico lungo la schiena degli appassionati di vecchia data. Un pacchetto sicuramente corposo e ricco di chicche, ma che giocoforza si deve scontrare con l’implacabile scorrere del tempo: qualunque sia il titolo preso in esame, ad emergere è l’obsolescenza del gameplay di fondo, legnoso e spigoloso in più di un frangente, anche per quanto riguarda il level design generale, così come tutt’altro che impeccabile è risultato il colpo d’occhio generale. Naturalmente parliamo di un’operazione ben conscia dei propri limiti strutturali, e sarebbe stato sciocco presumere di trovarsi al cospetto di produzioni raffinate e attuali, ma chi si avvicina a MARVEL: MaXimum Collection sarà sicuramente conscio di simili limiti.

A rendere tutto più appetibile, oltre alle concessioni alla modernità già citate, ci pensa un corposo set di elementi accessori che, come già apprezzato in produzioni analoghe, ci permettono di dare un senso maggiore alle velleità filologiche della collection. Si parte con la possibilità di ammirare le confezioni e i manuali originali dell’epoca, attraverso un apposito menu, ma non manca anche la presenza di un player audio tramite il quale si possono ascoltare i brani originali (oltre al menu theme composto per l’occasione nientepopodimeno che da Chris Huelsbeck). A completare il tutto ci pensano illustrazioni d’epoca e tanto altro materiale di repertorio tra cui spulciare: insomma, una piccola raccolta di memorabilia legate a questi anni videoludici di casa Marvel.

MARVEL: MaXimum Collection è un’operazione che vive di contrasti: da un lato la fragilità di produzioni che portano sulle spalle il peso di tre decenni di storia videoludica, dall’altro la cura quasi museale con cui vengono riproposte, arricchite da strumenti moderni che ne rendono la fruizione più accessibile e meno brutale. Non è una raccolta pensata per stupire chi cerca esperienze attuali, né per convertire nuovi adepti al verbo supereroistico; è un dono rivolto a chi vuole ricordare, riscoprire, o semplicemente toccare con mano un pezzo di quell’epoca in cui bastavano due tasti, un pugno di pixel e tanta fantasia per sentirsi invincibili. Se accettate questo patto, allora troverete in MaXimum Collection un piccolo scrigno di memoria videoludica, imperfetto ma sincero, capace ancora oggi di strappare un sorriso a chi sa guardarlo con gli occhi di allora.