Mario & Luigi: Dream Team Bros - Recensione

Mario & Luigi è una serie di videogiochi di ruolo che vide i natali su Gameboy Advance ad opera di Alphadream nel 2003. Il gioco nacque con l’intento di rappresentare un seguito spirituale di Super Mario RPG: Legends of Seven Stars per SNES creato da Nintendo in cooperazione con l’allora Square Soft, mai giunto in Europa se non per vie traverse come la Virtual Console. La serie si distinse per l’originale comicità fatta di gag e simpatici siparietti recitati dai protagonisti e dagli assurdi comprimari ed ebbe un discreto successo costruendosi capitolo dopo capitolo una fanbase forte e numerosa. L’apice venne raggiunto con il terzo episodio, Viaggio al Centro di Bowser su DS, dove gli sviluppatori stupirono il pubblico con trovate geniali, un uso della console a 360 gradi e un gameplay al limite della perfezione. Con un’eredità di tale portata Mario & Luigi: Dream Team Bros, primo capitolo per 3DS e quarto in assoluto, deve vedersela con un pubblico diventato pretenzioso e avido di novità ed è qui che le cose si fanno strane. Ma andiamo con ordine.

Mario & Luigi è una serie di videogiochi di ruolo che vide i natali su Gameboy Advance ad opera di Alphadream nel 2003. Il gioco nacque con l’intento di rappresentare un seguito spirituale di Super Mario RPG: Legends of Seven Stars per SNES creato da Nintendo in cooperazione con l’allora Square Soft, mai giunto in Europa se non per vie traverse come la Virtual Console. La serie si distinse per l’originale comicità fatta di gag e simpatici siparietti recitati dai protagonisti e dagli assurdi comprimari ed ebbe un discreto successo costruendosi capitolo dopo capitolo una fanbase forte e numerosa. L’apice venne raggiunto con il terzo episodio, Viaggio al Centro di Bowser su DS, dove gli sviluppatori stupirono il pubblico con trovate geniali, un uso della console a 360 gradi e un gameplay al limite della perfezione. Con un’eredità di tale portata Mario & Luigi: Dream Team Bros, primo capitolo per 3DS e quarto in assoluto, deve vedersela con un pubblico diventato pretenzioso e avido di novità ed è qui che le cose si fanno strane. Ma andiamo con ordine.

I racconti del cuscino

Se c’è una cosa di cui dobbiamo ringraziare i protagonisti della popolare serie Nintendo è di non aver nessun tipo di spirito di autoconservazione e di non aver sviluppato in 30 anni alcuna forma di attaccamento alla vita ancorati ad un’ingenuità pura e semplice.

Tutto parte con l’arrivo al castello del Regno dei Funghi di un invito in un regno ignoto, tal Isola Guanciale, per la Principessa Peach e compagnia, con la promessa di una vacanza di assoluto riposo. Ovviamente nessuno dei presenti pensa minimamente a fare qualche osservazione sulla sospettosità della vicenda e sui possibili pericoli che potrebbe nascondere, anzi, con il sorriso stampato sulla faccia, salgono tutti su una mongolfiera dall’aspetto poco sicuro, Mario e Luigi compresi. Detto fatto, una figura maligna si libera durante il viaggio che termina rovinosamente con un atterraggio di fortuna proprio nel luogo di arrivo. Scopriamo così che il misterioso ospite risponde al nome di Dr Abbiocco, studioso del sonno, e che l’isola è un antico regno popolato precedentemente da una civiltà chiamata Guancialini, strani essere volanti dalla forma di cuscino.

Sulle prime i nostri eroi non riescono a trovare il Dr Abbiocco ed esplorando il castello incappano in strani guanciali di pietra. E’ allora che si manifesta un potere nascosto di Luigi: addormentandosi su questi cuscini il nostro eroe è capace di aprire le porte verso il mondo Onirico, un regno in cui i sogni di Luigi e dei Guancialini si fondono e dove è imprigionato lo spirito di questi, che una volta liberato riprende la sua reale forma e vita. Sfortuna vuole che Inkubak, la malvagia creatura liberatasi durante il viaggio, rapisca la Principessa Peach aiutato da Bowser, sempre alla caccia di maggiore potere per sopraffare i nostri eroi, portandola nei recessi del mondo Onirico. Mario deve così tuffarsi all’inseguimento aiutato dai sogni di Luigi e dagli strani poteri che il fratello minore sviluppa all’interno del mondo Onirico.

Sogno o son desto

Seguendo la linea dettata dal precedente capitolo, il gioco si struttura in due parti ben distinte: se prima la trama si sviluppava dentro e fuori Bowser, qui l’ambientazione si divide tra dentro e fuori il mondo Onirico.

Con una visuale isometrica che strizza fortemente l’occhio ai classici del genere degli anni ’90 e allo stesso Super Mario RPG, capostipite di tutta la serie, l’esplorazione del mondo reale avviene seguendo le più classiche caratteristiche del genere e dei capitoli precedenti, in cui guidando la coppia di protagonisti il giocatore deve perlustrare i paesaggi sfruttando le abilità del dinamico duo, basate sulla pressione di un tasto riservato a Mario e uno a Luigi. Sul fronte abilità abbiamo qualche inedito, come la capriola con il martello che permette di sfondare ostacoli ed altri che non vogliamo svelare, ma in linea di massima il repertorio è il solito del precedente capitolo.

Discorso diverso invece per il mondo Onirico dove l’azione si trasforma in una sorta di puzzle-platform. Luigi che nei suoi stessi sogni è dotato di abilità uniche, oltre che ad un aspetto più affascinante, segue Mario pronto ad aiutare il fratello maggiore nei più svariati modi. Durante l’esplorazione sullo schermo inferiore appare un Luigi dormiente con cui il giocatore può interagire sfruttando il touch. Nel mondo Onirico si trovano infatti i Magiluigi, meccanismi che scatenano i poteri del nostro eroe in verde in modi bizzarri: abbiamo alberi le cui fronde possono essere mosse tirando i baffi con il pennino, nuvole sullo sfondo che sospingono gli oggetti se viene solleticato il naso causando un potente starnuto, una colonna di centinaia di Luigi cavalcata a mo’ di surf da Mario e via discorrendo. Ogni potere permette di superare un particolare puzzle e giungere così al Guancialino nascosto nel livello o ai segreti che si celano dietro ogni angolo.
Urtando un nemico sia nel mondo reale che nel mondo Onirico si dà inizio al combattimento, strutturato a turni come da tradizione della serie, basato sul tempismo nella pressione dei pulsanti, indispensabile per aumentare il danno o per riuscire ad evitare un attacco. Dobbiamo ammettere che i minigiochi presenti durante i combattimenti sono decisamente aumentati in varietà e complessità e fanno largo uso di giochi di prospettiva, portando uno dei due eroi o un avversario sullo sfondo. Se nel mondo reale Mario e Luigi si affiancano e si aiutano nel confronto con un mostro, nel mondo Onirico la situazione è leggermente diversa e Mario dovrà sfruttare i poteri di Luigi per uscire vittorioso.

La follia geniale che da sempre contraddistingue la serie raggiunge nuovi vertici negli inediti attacchi di coppia, ad esempio vediamo Mario usare centinaia di Luigi per creare una gigantesca palla utilizzando il giroscopio della console per aumentarne la dimensione e per poi calciarla contro l’avversario e questo è solo uno di questi incredibili attacchi che sfrutta le potenzialità offerte dalla portatile Nintendo. Unica pecca in tale senso è la poca sintonia che scorre tra la visuale stereoscopica e i sensori di movimento, che vi porterà a disattivarla almeno in simili momenti.



Il gioco scorre tranquillamente senza particolari difficoltà ed inizialmente la crescita dei personaggi sembrerà anche troppo veloce se non si fa caso alla presenza di una nuova classe da raggiungere.
Raramente il giocatore si troverà con le spalle al muro, soprattutto se l’approccio utilizzato è quello di rimuovere ogni nemico incontrato, sviluppando così i nostri eroi e preparandoli alle sfide successive. La durata si attesta sugli standard della serie e arriva tranquillamente alla trentina di ore, ovviamente non tenendo conto dei collezionabili e degli obiettivi, altra novità della serie. Durante i combattimenti, apparirà sullo schermo inferiore un’icona dalla forma di coccarda, premendola vedremo una lista di sfide da portare a termine durante lo scontro, come non ricevere nessun colpo, infliggere un tot di danni e così via. Un’aggiunta simpatica soprattutto per gli appassionati.

Stile retrò o tecnica retrograda?

Dobbiamo ammettere che i primi istanti di gioco lasciano un po’ disorientati: il mondo è realizzato con un misto di 2D e 3D, mentre i personaggi sono rigorosamente spritein 2D.
Una scelta strana per una console che la parola tridimensionale ce l’ha anche nel nome. Inoltre l’abbandono degli splendidi disegni a mano a favore di questi nuovi dal gusto retrò lascia un po’ l’amaro in bocca. Grazie ad un Iwata Ask, però scopriamo l’arcano. Alphadream non aveva nel suo carnet di sviluppatori abbastanza tecnici sufficientemente abili nella programmazione 3D e quindi ha optato per rimanere sul 2D almeno con i personaggi. Basti pensare che lo splendido Luigi tridimensionale che vediamo dormire nello schermo inferiore durante le visite al mondo Onirico o durante i combattimenti tra giganti è stato affidato ad una ditta esterna. E’ anche vero però che la società giapponese è maestra nell’uso degli sprite e che ha impiegato una squadra solo per le animazioni dei protagonisti che in questo capitolo possono muoversi in 16 direzioni invece che nelle 8 canoniche del DS. La realizzazione è sopraffina e le movenze dei personaggi sono studiate nei minimi particolari, risultando perfettamente integrate con il mondo di gioco.

Certo è che appena raggiungiamo il primo scontro tra giganti la nostra opinione subisce una sterzata. Come nel precedente capitolo, dove Bowser diventava enorme e il gioco portava il giocatore a tenere il DS in verticale a mo’ di libro affinché su ogni schermo comparisse uno dei due giganti, anche in questo capitolo la simpatica trovata si ripete e vede Oniriluigi, la versione sogno del nostro eroe, diventare un colosso. Oniriluigi gigante è realizzato interamente in 3D così come il suo avversario, entrambi animati ed espressivi in modo superbo, durante il combattimento le trovate si sprecano e le animazioni di entrambi i partecipanti sono studiate nel minimo dettaglio, facendo trasudare in ogni istante la forte personalità del fifone Luigi. La conclusione dello scontro, degna di un cartone animato di Go Nagai, è la ciliegina su una torta gustosissima. Una torta che però lascia poi un retrogusto di perplessità. Il gioco non poteva essere realizzato interamente con questo stile? E’ una domanda a cui non sappiamo dare una risposta e che sicuramente vi farete anche voi.

Sul fronte sonoro invece nessuna novità, i motivetti orecchiabilissimi fanno da cornice ad un mondo di avventure naif, accompagnando il giocatore senza mai tediarlo o angosciarlo, come da tradizione della serie.

La domanda che infine i fan si faranno e che ci siamo fatti anche noi è: ma è migliore o almeno a pari livello di Viaggio al Centro di Bowser? La risposta è sì, quindi potete stare tranquilli. E’ un sì però da soppesare, dato che la serie si è sempre contraddistinta per un passo avanti ad ogni capitolo, passo che in questo non c’è. L’idea di fondo è la solita che fa da colonna portante al precedente capitolo ma in questa nuova avventura è stata estremizzata all’inverosimile: il regno dei sogni permette trovate sia stilistiche che funzionali che l’interno di Bowser non permetteva e i poteri di Luigi sono un fulgido esempio di questa genialità che dona nuova freschezza all’intero prodotto.