Mario Golf: World Tour - Recensione

Il golf non è sicuramente tra gli sport più popolari, tuttavia gode di una discreta cerchia di appassionati. Titoli simulativi come Tiger Woods: PGA Tour possono essere apprezzati solo da coloro che masticano di golf. Chi cerca un'esperienza più accessibile e spensierata deve per forza di cose affidarsi ad un titolo arcade. E quali sono i migliori personaggi per un connubio 'sport-arcade'? Ovviamente Mario e i suoi amici.

Il golf non è sicuramente tra gli sport più popolari, tuttavia gode di una discreta cerchia di appassionati. Titoli simulativi come Tiger Woods: PGA Tour possono essere apprezzati solo da coloro che masticano di golf. Chi cerca un’esperienza più accessibile e spensierata deve per forza di cose affidarsi ad un titolo arcade. E quali sono i migliori personaggi per un connubio ‘sport-arcade’? Ovviamente Mario e i suoi amici.

Sul green

Mario Golf: World Tour è un titolo semplice, sa divertire e lo fa con immediatezza, ma soprattutto è capace di avvicinare sia i golfisti più esperti, sia coloro che non hanno la benché minima idea del significato di swing. Ciò si deve anche al sistema di controllo che si adatta in base alle capacità del videogiocatore. I neofiti si affideranno al controllo automatico: dopo aver determinato la traiettoria (tenendo in considerazione vento e pendenza del terreno), basterà imprimere potenza al tiro fermando una barra all’altezza suggerita. I più esigenti si affideranno invece al controllo manuale e dovranno fornire un terzo input, ovvero il punto di impatto della pallina con la mazza. Potremo così creare traiettorie più o meno alte, oppure dare un certo effetto per sfruttare il vento a proprio favore. In più potremo imprimere un effetto di topspin/backspin per far rotolare la pallina in avanti o indietro non appena tocca terra. L’utilizzo dell’uno piuttosto che dell’altro può essere deciso prima di qualsiasi tiro, tuttavia a nulla servirebbero se non supportati da un gameplay all’altezza. E quello di Mario Golf: World Tour lo è sicuramente. La prima paura che può nascere davanti ad un titolo del genere, è che presto diventi noioso a causa della ripetitività. Ormai infatti il gameplay di qualsiasi titolo golfistico non può subire grandi variazioni, essendo già collaudato da tempo. L’avanzamento nel titolo Camelot può sembrare all’inizio deludente, con scenari poco ispirati e un livello di sfida troppo lineare. Avanzando nella modalità principale denominata World Tour andremo via via a sbloccare stage decisamente più invitanti, con tanto di ostacoli o bonus a tema. Portando a termine competizioni speciali in cui bisogna soddisfare determinate condizioni, oppure vincendo tornei per ridurre il proprio handicap, sbloccheremo vari accessori per personalizzare il nostro Mii, il protagonista della World Tour, e migliorare alcune statistiche che comunque non andranno ad influire in maniera determinante sui risultati ottenibili sul campo. Si vengono dunque a creare degli stimoli, dettati da una certa varietà e da un buon livello di sfida, in grado di annullare l’imprevedibile ripetitività di un titolo del genere. Al di là delle varie modalità secondarie (come le sfide, le partite veloci e il comparto multigiocatore cui parleremo tra poco), sono due le scelte che fortunatamente gli sviluppatori hanno preso per rendere migliore l’esperienza di gioco. La prima riguarda i consigli a schermo che ci indicano quanta potenza imprimere nel colpo per poterci avvicinare il più possibile alla buca. Il giocatore più pigro sicuramente si affiderebbe esclusivamente a questi, finendo senza troppi fronzoli a dimenticarsi di buona parte del gameplay. Per fortuna, questi consigli rappresentano sono una indicazione generica per il giocatore e mai esatta, in modo da spingerlo a considerare tutti i vari fattori qualora volesse godere di un livello di sfida più impegnativo. La seconda scelta degli sviluppatori è stata quella di basare le partite sulle abilità del giocatore. Oltre ai due sistemi di controllo, l’esperienza di gioco diMario Golf: World Tour, seppur di arcade si tratti, si basa sulla semplicità e lascia il giusto spazio ai vari ‘super-tiri’ dalle improbabili traiettorie.
Passando al comparto multigiocatore cui accennavamo prima, sarà possibile intraprendere campionati mondiali o partecipare a competizioni ufficiali organizzati da Nintendo. La maggior parte di questi prevede determinate condizioni di vittoria e, nonostante si giochi in compagnia di altre persone, si giocherà in solitaria per poi inviare il proprio punteggio al termine della sessione. Si evitano così tempi morti in attesa di giocatori che dimenticano la console chissà dove o volontariamente decidono di farci innervosire.
Dal punto di vista tecnico c’è poco da dire: il titolo non gode di una grafica che fa gridare al miracolo, tuttavia rende bene l’ambientazione di gioco con un set di colori molto vivaci che si adattano perfettamente al mondo di Mario e compagnia, presentando modelli poligonali semplici ma adeguati al contesto. Chiudono dei brani leggeri ma sempre ben presenti che ci accompagneranno durante le nostre sessioni sul prato.

Commento finale

Mario Golf: World Tour è un titolo semplice ma dotato della giusta profondità per poter essere considerato un degno arcade golfistico. Offre a chi non è particolarmente amante di questo sport varie opportunità per divertirsi, dato il suo gameplay assolutamente accessibile e in grado di offrire una curva di apprendimento piacevole e tutt’altro che ripida. La varietà che popola la modalità principale, seguita da tutte le altre che affiancano la World Tour, offre tanti stimoli per proseguire in un videogioco dalla ottima longevità. In poche parole, lo consigliamo a tutti coloro che sono consapevoli di andare incontro ad un titolo golfistico. A coloro che invece odiano il golf, per quanto il titolo si possa impegnare a venirvi incontro, non potrà mai piacervi a forza, dato che rimane pur sempre una produzione golfistica.

Rispondi

Per rispondere devi entrare o registrarti.