Let’s Sing Queen - Recensione

Ci sono gruppi che, a prescindere dai gusti personali, è davvero impossibile non amare, così come esistono canzoni che chiunque di noi, sia sotto la classica doccia, incolonnati nel traffico, oppure su di uno scalcinato palco di un piccolo pub di periferia, ha sempre desiderato cantare a squarciagola. Sono però poche le situazioni in cui entrambi i frangenti finiscono per collidere, come nel caso dei Queen, lo storico gruppo britannico capitanato dal mai troppo rimpianto Freddie Mercury, che nel corso dei decenni è riuscito ad attraversare con successo ogni genere musicale, regalandoci brani oramai scolpiti nella memoria collettiva. E sfido chiunque di voi a non aver mai canticchiato Bohemian Rapsody, magari in attesa di “scapellare” come nella celeberrima scena di Fusi di Testa, oppure aver mentalmente duettato con Freddie e David Bowie sulle note di Under Pressure. Ecco, se in questo piccolo ritratto vi ritrovate almeno un poco, forse vi converrebbe dare un’occhiata a Let’s Sing Queen.

Per molti, ma non per tutti

Celeberrimo da decenni in patria, il fenomeno del karaoke ha attecchito da un bel po’ anche nella nostra penisola, sdoganato inizialmente dal primo Fiorello televisivo, finendo per contaminare giocattoli ed arrivando a lambire, sin dai tempi di Singstar, anche le nostre console. Con il brand Sony oramai defunto, il compito di mantenere viva questa tradizione è toccato a Koch Media, che grazie a Let’s Sing Queen giunge oggi a rimpolpare le fila del suo franchise dedicato al cantante che si cela in ognuno di noi. Racchiudere l’essenza della band londinese in un singolo prodotto era quanto mai difficile, visto lo sconfinato repertorio che il quartetto ha composto negli anni, ma la corposa scaletta di 30 grandissimi successi che racchiude il titolo in questione (qua la lista completa), riuscirà senza dubbio ad accontentare tutti i fan. Da Killer Queen a Tie Your Mother Down, passando per Radio Gaga e Show Must Go On, tutte le sperimentazioni della band trovano il loro spazio nel titolo Koch Media, riuscendo ad offrire una panoramica completa dell’operato dei Queen, appagante tanto per il fan più incallito, quanto per il neofita che desidera semplicemente sgolarsi difronte alla tv. Chiunque scelga di approcciarsi a Let’s Sing Queen, però, dovrà tenere conto del fatto che, a differenza delle altre iterazioni della serie, la difficoltà di esecuzione si attesta su livelli decisamente alti, non certo paragonabili alle raccolte pop a cui siamo abituati, riflettendo in toto la genialità creativa del gruppo. Per fare un paragone spicciolo con altri giochi musicali, è come trovarsi a giocare a Through the Fires and Flames di guitarheroiana memoria: cambi di tonalità repentini, acuti insostenibili, parole che sembrano accavallarsi le une sulle altre a velocità incredibile, così come cambi di tempo e stacchi, renderanno la vita difficile a chiunque sceglierà di confrontarsi con le linee originali di Freddie. A venire in soccorso dei giocatori, per lo meno quelli che mirano semplicemente a divertirsi, ci penseranno i limiti intrinsechi di tali software ludici, che non terranno conto dell’effettiva pronuncia del testo, ma si limiteranno a conteggiare unicamente la corretta tonalità ed il tempo. Insomma, siamo ancora lontani dal perfetto riconoscimento vocale, ma in simili situazioni può essere anche un bene.

Chi non canta in compagnia…

Se sul fronte dell’offerta e della giocabilità c’è poco da lamentarsi, anche per quanto concerne la proposta ludica ci possiamo ritenere soddisfatti, dato che Let’s Sing Queen ripercorre in tutto e per tutto (da bravo data disk celebrativo quale è) la strada tracciata dai precedenti titoli: avremo quindi la modalità Classic, nella quale fino a 4 giocatori si sfideranno sul singolo brano; in Feat. ci cimenteremo in dei duetti, sia in compagnia della CPU che assieme ad un amico, ed il compito sarà mantenere un elevato tasso di sincronia; in Let’s Party, la vera anima della festa, fino ad 8 giocatori suddivisi in due squadre si daranno battaglia a colpi di minigiochi; chiude il pacchetto la modalità Mixtape, tramite la quale affronteremo dei medley suddivisi per genere (ma ne potremo creare anche di personali). L’idea è senza dubbio interessante, oltre che alquanto imprevedibile, ma finisce per scontrarsi in maniera macroscopica con i limiti delle attuali macchine, dato che tra una porzione di brano e l’altra ci troveremo davanti ad una schermata di caricamento, che spezzerà giocoforza l’azione. Presente anche una modalità online asincrona, tramite la quale potremo sfidare altri giocatori nel tentativo di scalare le classifiche globali: peccato che in questo caso non sia possibile selezionare direttamente l’avversario. Ultima chicca è la funzione Jukebox, che ci permetterà di gustarci il videoclip originale dei brani che avremo affrontato, peccato solo per la qualità degli stessi non proprio eccelsa in termini di risoluzione. Altre piccole magagne riguardano l’app per smartphone e tablet che è possibile utilizzare in abbinamento, o in assenza, di microfoni USB, che talvolta non sembra registrare bene gli input, oltre ad essere oggetto di saltuarie disconnessioni.

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Se non vi spaventa il confronto con Freddie Mercury ed avete sempre avuto chiuso nel cassetto il sogno di realizzare una tribute band del suo gruppo, Let’s Sing Queen rappresenta senza dubbio il mezzo più efficace e diretto per concretizzare le vostre fantasie. Bastato su di un’ossatura ludica corposa e rodata, il nuovo capitolo del franchise farà senza dubbio la gioia dei fan del quartetto londinese, grazie ad una tracklist corposa ed assai variegata, me che proprio per i meriti storici della band si porta in dote una difficoltà di esecuzione sicuramente più marcata del solito. E poco importa se il confronto ci farà sentire Under Pressure, dato che una volta completato con successo un brano non potremo fare altro che gridare We Are the Champions!

  • Tracklist corposa e variegata

  • Modalità di gioco rodate

  • Difficoltà più elevata del solito

  • Permangono i limiti della rilevazione vocale

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