Lego City: Undercover - Recensione

"Un agente tutto d'un pezzo per una città in pezzi"

Le costruzioni Lego come i videogames sono una di quelle costanti con cui bene o male tutti abbiamo avuto a che fare da piccoli. Alcuni anche da grandi. Non sorprende quindi che il binomioLego/Videogames sia uno di quei connubi in grado di mietere vittime un po' ovunque, a maggior ragione quando il tutto è supportato da una licenza d'onore come può essere Star Wars o Lords of the Rings. Lungi dall'essere definiti capolavori c'è da dire che i Lego giochi sono comunque sempre riusciti a mantenere degli standard qualitativi medio-alti, ragion per cui il progetto di Lego City Undercover, in esclusiva su WiiU, non poteva non nascere sotto una buona stella. O no?

“Un agente tutto d’un pezzo per una città in pezzi”

Le costruzioni Lego come i videogames sono una di quelle costanti con cui bene o male tutti abbiamo avuto a che fare da piccoli. Alcuni anche da grandi. Non sorprende quindi che il binomioLego/Videogames sia uno di quei connubi in grado di mietere vittime un po’ ovunque, a maggior ragione quando il tutto è supportato da una licenza d’onore come può essere Star Wars o Lords of the Rings. Lungi dall’essere definiti capolavori c’è da dire che i Lego giochi sono comunque sempre riusciti a mantenere degli standard qualitativi medio-alti, ragion per cui il progetto di Lego City Undercover, in esclusiva su WiiU, non poteva non nascere sotto una buona stella. O no?

The Chase begins

Abbandonata ogni pretesa di farsi bello al grande pubblico grazie all’altisonante nome che porta, Lego City Undercover non è poi così lontano dai classici toni parodistici a cui ci hanno abituato anni e anni di giochi su licenza. L’idea di base è quella di trovarsi davanti a un classico poliziesco della domenica, di quelli tutti inseguimenti, poliziotti alla mano e inseguimenti sul lungo mare. Ecco, le vicende del poliziotto Chase McCain, del criminale Rex Fury e della fittizia Lego City ricordano tanto quella roba stile CHIPs che passavano la domenica mattina in TV e che tutti abbiamo perlomeno intravisto. Tra un inseguimento a piedi e un sequestro d’auto si consumano così le vicende di Chase e Rex, il primo sulle tracce del secondo, neo evaso di galera e in cerca di vendetta verso coloro lo hanno incastrato qualche anno prima. Detto così può sembrare una cosa seriosa ma credeteci, non lo è affatto. Cambia la trama ma la sostanza rimane sempre quella: Gag e scenette a più non posso, a volte riuscite a volte meno, ma comunque tutte in grado di strappare più di una sincera risata tra citazioni a film famosi (memorabile quella tratta da “Le Ali della Libertà”) o omini che cadono letteralmente a pezzi davanti al duro braccio della legge. La narrazione di Lego City Undercover è sicuramente l’elemento di spicco più riuscito, il tutto doppiato in un buffissimo italiano da fiction stereotipata.

Grand Theft Lego

Dove invece Lego City Undercover pare perdersi un po’ per strada è proprio nella neo introdotta modalità free roaming che in teoria sarebbe dovuto essere la novità nonchè il fulcro dell’esperienza di gioco. Con Lego Batman 2 gli sviluppatori sembravano aver mosso i primi passi in tutta sicurezza in quello che da sempre è considerato il territorio di GTA e Rockstar e non è raro sentir parlare di Lego City Undercover come il Lego GTA o altri epiteti che rimandino in questo senso, ma la verità è che tali sezioni free roaming sono forse quelle realizzate peggio dell’intera produzione. Per carità, Lego City è grande, pittoresca e anche ben congegnata nella sua estensione, peccato solo che all’interno non succeda mai niente di realmente intrigante. Come al solito sono i collezionabili a farla da padrone e a scandire gran parte dell’esplorazione collaterale, ma al di fuori di essi, le attrattive di Lego City sono fin troppo ridotte e spesso mortificate da un sistema di guida dei veicoli fin troppo abbozzato. Non ravviva l’interesse neanche i 65 hotspot di costruzione, punti di interesse particolari all’interno dei quali è possibile ricreare pezzi dello scenario mancanti con i mattoncini raccolti qua e la (una rimessa, un ponte o piuttosto un drago con cui squagliare una statua di ghiaccio) ma che nulla aggiungono all’esperienza globale.
La situazione migliora in parte all’interno dei così detti “Action Level”, particolari livelli chiusi all’interno dei quali Lego City Undercover si comporta esattamente come Lego gioco vecchia maniera. Tra salti, dondolamenti col rampino, elementari combattimenti a prova di morte e costruzioni da smontare e ricostruire Lego City Undercover riesce a dare il meglio di se proprio all’interno di queste sezioni, strizzando in più di un’occasione l’occhio ai platform/adventure che furono all’epoca del Nintendo 64. Ovviamente non potevano mancare potenziamenti e power-upassortiti, rappresentati qui dai vari costumi che Chase è in grado di indossare per trasformarsi all’occorrenza in ladro, pompiere, minatore e via discorrendo coprendo quasi ogni mestiere esistente ognuno dotato di una qualche abilità specifica (non c’è il postino ma aspettatevi grandi cose da Chase fattore). I travestimenti alla stregua dei vari personaggi interpretabili negli altriLego giochi aiutano a variare il gameplay quel minimo che basta per rendere intrigante ogni nuovo Action Level ma alla lunga richiedono tutti il medesimo modus operandi, indicato come sempre da icone apposite che indicano quale e costume usare e come. Per intenderci con la dinamite del minatore non è possibile aprire passaggi che non siano evidenziati dal gioco ne col piede di porco violare porte per scoprire percorsi alternativi.

Panorami di Lego

Lego City Undercover non è assolutamente un cattivo titolo ma è forse l’eccessiva ingenuità nello sviluppo di alcune meccaniche che ne affossa in parte le buone intenzioni. Per essere un titolo in esclusiva, bisogna purtroppo constatare come la console su cui gira non sembra essere sfruttata a dovere. Bene l’utilizzo del GamePad ovviamente impiegato per mostrare la mappa di gioco e all’occorrenza anche come scanner sulla falsa riga di ZombiU ma decisamente male per quanto riguarda l’impianto tecnico. I free roaming si sa, sono una brutta bestia sotto questo punto di vista, e Lego City Undercover non fa certamente nulla per smentire tale teoria tra effetti pop-up, collisioni sballate e cali di frame rate in svariate occasioni. Elementi su cui è anche possibile chiudere un occhio volendo, sopratuttto quando si osservano alcune zone ottimamente ricreate e piene d’atmosfera. Ciò su cui invece è possibile transigere sono gli estenuanti caricamenti che inframezzano il gioco tra una missione l’altra, con picchi di minuti nei filmati che portano avanti la modalità storia. Per il resto ci pensa il solito stile Lego sopra le righe a lenire in parte qualche magagna grafica. Ciò che invece dispiace veramente e senza possibilità di ricorso è tuttavia la mancanza della modalità cooperativa, da sempre vero e proprio punto di forza dei vari Lego giochi. Una modalità cooperativa asimmetrica sui due schermi del WiiU avrebbe potuto veramente fare la differenza per un gioco del genere e non è difficile immaginare due poliziotti che agiscono all’unisono per sventare due crimini agli antipodi della città. Stando così le cose, purtroppo, queste rimangono mere speculazioni per un ipotetico seguito.

Costruzioni a metà

E un vero dispiacere dover constatare così tante mancanze, carenze o semplicemente sviste all’interno di una produzione importante come quella che sarebbe dovuta essere Lego City Undercover. La buona volontà c’è e si vede ma ciò che manca è la convinzione in ciò che fa. Ci sono tante piccole idee carine che singolarmente risultano anche intriganti ma che purtroppo nella realizzazione globale risultano poco incisive o comunque non abbastanza convincenti. In un periodo di magra come quello attuale per la piattaforma Nintendo il gioco TTFusion non potrà non svettare se non fosse la quasi totale assenza di concorrenza, ma difficilmente Lego City Undercover verrà ricordato come uno dei migliori esponenti della ludoteca WiiU.