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Recensione Jurassic World Evolution 2

di: Luca Saati

Con il lancio della nuova trilogia cinematrografica che si appresta a una sua conclusione con Jurassic World Dominion, la saga dedicata agli affascinanti dinosauri sta vivendo una nuova giovinezza che si sta espanendo pian piano verso altri media tra una serie animata su Netflix e un videogioco che risponde al nome di Jurassic World Evolution. Quanso si parla di gestionali, quello di Frontier è uno dei nomi più autorevoli, il suo curriculum parla chiaro tra Screamride, Planet Coaster, Planet Zoo e il già citato Jurassic World Evolution. Quest’ultimo tuttavia ne è venuto fuori un po’ con il freno tirato e per questo motivo i ragazzi di Frontier se ne sono usciti con un sequel il cui obiettivo è quello di rendere davvero felici tutti i fan della saga: da quelli storici affezionati a Jurassic Park, ai più giovani che si sono avvicinati con Jurassic World.

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La campagna

Gli inesperti dei gestionale potranno muovere i primi passi all’interno di Jurassic World Evolution 2 con una campagna ambientata dopo gli eventi del film Jurassic World: Il Regno Distrutto. I dinosauri hanno quindi invaso il pianeta e spetta al giocatore catturarli e creare un ambiente sostenibile in grado di ospitarli. Ad affiancarci in questa missione troviamo Owen Grady e Claire Dearing, i protagonisti della nuova trilogia cinematografica, che ci guideranno passo dopo passo.

Con la campagna impareremo passo passo come costruire il nostro parco a tema a partire dalla costruzione degli edifici base per poi passare alla cattura dei dinosauri. Per farlo bisogna salire a bordo dell’elicottero, controllare il cecchino e sparare con un dardo tranquillante gli obiettivi per poi inviare una squadra di recupero per il trasporto al proprio parco. Da questo momento Jurassic World Evolution 2 inizia a mostrare tutta la sua profondità. Una volta ingabbiato un dinosauro, questo avrà le sue necessità in termini di habitat, preferenze abitative (guai a mettere insieme due specie ‘rivali’) e cibo. Gli animali vegetariani ad esempio richiederanno delle precise piante nell’ambiente, quelli carnivori invece dei ‘distributori’ di prede posti nel terreno. Stesso discorso dicasi anche per l’ambiente che, grazie a un processo di terraformazione, può essere modificato con pochi click tra alberi, rocce, ruscelli di acqua e così via. Procedendo nella campagna del gioco ci saranno anche i dinosauri alati che richiederanno delle apposite strutture di contenimento. Nel gioco ci saranno oltre 70 specie di dinosauri, la gran parte da catturare e alcuni da creare in laboratorio. Donare loro un ambiente sereno in cui farli vivere è uno degli aspetti cruciali del gameplay poiché un ambiente ostile li renderà infelici con conseguenti tentativi di fuga dalla gabbia che possono creare scompiglio nel parco.

Ma questo è solo l’inizio della campagna visto che con il suo proseguio impareremo altri aspetti della gestione del parco. Dal monitoraggio dello stato di salute dei dinosauri con conseguente cura in caso di bisogno, alla costruzione delle struttura di ricerca che permettono di sbloccare una serie di potenziamenti fino ad arrivare alla gestione del personale. Innanzitutto bisognerà scegliere gli scienziati da assumere, ognuno con le proprie peculiarità, che si rivelano utili non solo per le già citate richerche ma anche per mandarli in missione in giro per il globo e recuperare i dinosauri. Svolgendo il loro lavoro, gli sclienziati accumulano stress che può essere ridotto solo mettendoli a riposo. D’altra parte se il livello di stress raggiunge il punto di non ritorno possiamo assistere ad operazioni di sabotaggio da parte del personale. Alcuni aspetti della micro-gestione del parco come la costante supervisione dei dinosauri possono essere gestiti in automatico dal personale del parco, mentre altri richiederanno la mano del giocatore come la costruzione delle strade o l’acquisto di carburante per rifornire di elettricità tutte le strutture. Da non sottovalutare le calamità  naturali come tornadi e tempeste in grado di creare scompiglio e di far scappare i dinosauri dalle gabbie costringendo quindi il giocatore a intervenire direttamente per rimetterli al loro posto.

A deludere in Jurassic World Evolution 2 è la gestione del pubblico completamente trascurata dai ragazzi di Frontier. Il gioco si limita infatti a costruire delle apposite strutture vicino alle gabbie per ospitare il pubblico e fargli osservare i dinosauri. Il che è abbastanza strano se pensiamo ai precedenti lavori del team come Planet Coaster dove creare vari modi per attirare nuovi visitatori era una delle basi dell’esperienza di gioco. La sensazione è che Frontier abbia voluto porre maggiore enfasi su tutto ciò che ruota attorno ai dinosauri invece di creare il giusto equilibrio nella gestione di tutti gli aspetti del parco. L’altra delusione arriva direttamente dalla campagna che nel complesso si limita a essere un lungo tutorial con una serie di missioni che introducono i passaggi fondamentali del gameplay di questa opera. Neanche la presenza di una specie di narrativa e dei dialoghi tra i vari personaggi del film riesce a salvare una campagna che alla fine si rivela utile solo per sbloccare tutte le caratteristiche della modalità sandbox

La teoria del caos

Ben più interessante è la modalità Teoria del Caos che presenta una serie di scenari ispirati dagli eventi dei vari film della saga. Sostanzialmente si tratta di una modalità ‘What if…’ in cui dobbiamo cercare di impedire gli eventi che hanno poi generato le catastrofi dei cinque film o di porre rimedio a quelli già accaduti. Pur senza stravolgere quanto visto nella campagna, Teoria del Caos si è rivelata una modalità sicuramente più riuscita. Il merito è sicuramente della sua funzione fan service capace di far fare un viaggio tra i ricordi agli appassionati più accaniti della serie cinematografica. Anche la Teoria del Caos si rivela fondamentale per sbloccare alcuni contenuti per la modalità sandbox.

Sandbox

Sandbox è probabilmente la modalità principe di questo genere videoludico, e quella di Jurassic World Evolution 2 non fa eccezione. Proprio per questo motivo troviamo senza senso la scelta di Frontier di relegare lo sblocco di alcuni elementi alle altre modalità di gioco. Insomma chi vuole avventurarsi sin da subito in Sandbox si troverà suo malgrado limitato e costretto ad avventurarsi in altre modalità poco interessanti e prive di mordente. Altri elementi sono inoltre legati al completamento di una serie di sfide.

Superati insomma questi inutili scogli, Sandbox si rivela il cuore dell’esperienza di Jurassic World Evolution 2 grazie alla possibilità di personalizzare liberamente la propria partita. Possiamo modificare diversi parametri che permettono ad esempio di rendere immortali i nostri dinosauri, di modificare la frequenza dei disastri naturali, ottenere soldi infiniti e così via.

Un mondo jurassico

Jurassic World Evolution 2 offre un comparto audio/visivo di ottimo livello per gli standard del genere. A stupire in particolar modo è la modellazione poligonale dei dinosauri realizzati con una grandissima cura per i dettagli. Non sfigurano neanche gli scenari ricchi di colori e di vegetazione che riescono a trasmettere quel giusto senso di vitalità. Nella norma il doppiaggio in italiano, mentre la colonna sonora riprende brani dalla saga cinematografica e altri inediti che accompagnano con grande piacere durante l’intera esperienza di gioco. Infine c’è da lodare anche l’interfaccia di gioco e l’adattabilità al pad. Su Xbox Series X non abbiamo mai avuti problemi a gestire i vari aspetti del nostro parco e non abbiamo mai sentito la mancanza di mouse e tastiera, periferiche sicuramente più adatte a questo tipo di esperienza.

Commento finale

Jurassic World Evolution 2 è sicuramente un buon gioco che trasmette tutta la passione che i ragazzi di Frontier hanno per la saga cinematografica. Visto con gli occhi di un fan ci troviamo sicuramente dinanzi a un titolo in grado di appassionare e divertire, tuttavia un semplice appassionato di gestionali probabilmente storcerà più volte il naso dinanzi ad alcune mancanze come la scarsa attenzione alla gestione dei visitatori del parco e a una modalità sandbox limitata nelle prime ore di gioco. Resta quindi un po’ di amaro in bocca, perché con un piccolo sforzo in più Jurassic World Evolution 2 poteva tranquillamente uscire dalla sua dimensione di semplice fanservice e abbracciare tutti gli appassionati di questo tipo di esperienze.