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Recensione Jack Holmes: Master of Puppets

di: Simone Cantini

Segnatevi bene questo nome: Antonio Esparcia Ibarra, ovvero il deus ex machina che si nasconde dietro TonyDevGame, di cui mi auguro si possa sentire di nuovo parlare molto presto. Il perché di questo mio auspicio è da ritrovare in Jack Holmes: Master of Puppets, titolo realizzato in solitaria dal nostro estroso designer, che in una manciata di ore è riuscito ad imbastire un’avventura horror di tutto rispetto, capace di terrorizzare veramente il giocatore (cosa non proprio scontata nelle analoghe produzioni attuali), ma anche di gettargli in faccio una serie di trovate ludiche imprevedibili e sempre varie. Cosa si può chiedere di più da un titolo indipendente, frutto degli sforzi di una singola persona e proposto, tra le altre cose, ad un prezzo davvero interessante?

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Si torna in pista, Jack!

Sono tempi grami per il nostro Jack Holmes, oramai al verde e ridotto a gironzolare senza sosta nel suo appartamento preda del disordine più totale. Le cose, però, sono pronte ad invertire bruscamente la rotta, quando una missiva viene recapitata sotto la porta dell’abitazione, una ghiotta occasione per tornare nuovamente in azione e riprendere le redini dell’attività investigativa di famiglia. L’obiettivo è quanto di più canonico e semplice ci possa essere per un occhio privato, e consiste nell’andare alla ricerca di un certo Frederick, scomparso da giorni assieme a moglie e figlia. Giusto il tempo di farsi una doccia e salire in auto, ed il nostro Jack si ritroverà a camminare lungo un sentiero montano, diretto verso la casa della famiglia perduta, solo per trovarla completamente sbarrata ed apparentemente disabitata. Una piccola diversione attraverso un canale di scolo aprirà, però, le porte di questo incubo, non appena l’uomo si troverà catapultato all’interno di un macabro laboratorio ricoperto di sangue e viscere innegabilmente umane, abitato da manichini senzienti desiderosi da addentare le sue soffici e tenere carni.

Un incipit tutto sommato canonico quello di Jack Holmes: Master of Puppets, che dà il via ad un’avventura horror ben più interessante di simili ed abusate premesse, che nel corso delle sue circa 5 ore saprà imbastire una vicenda ben più intrigante ed origine del previsto. Un racconto che ci porterà ad esplorare tre distinti ambienti, ovvero la casa di Frederick, una lugubre miniera ed un luna park abbandonato, ognuno caratterizzato dalle proprie meccaniche ludiche, oltre che ricco di citazioni capaci di mandare in sollucchero il gamer più incallito: dalle avventure Lucas, a Resident Evil, passando per Silenti Hill e Cyberpunk, il mondo di gioco che caratterizza Jack Holmes: Master of Puppets racchiude al proprio interno un messaggio d’amore nei confronti del medium davvero marcato ed accalorato, senza però che il tutto si riveli essere un mero gioco citazionistico fine a se stesso. C’è sostanza nel lavoro firmato Antonio Esparcia Ibarra, tanto a livello narrativo che ludico, frutto di una conoscenza del mezzo davvero invidiabile, talvolta meno evidente in produzioni ben più blasonate e dal budget assai consistente.

Altro giro, altra corsa

Il core dell’esperienza legata a Jack Holmes: Master of Puppets ruota attorno a meccaniche survival horror in prima persona, con il nostro protagonista che sarà chiamato ad esplorare i vari ambienti, risolvere degli enigmi mai troppo banali e, ovviamente, difendersi dalle letali minacce desiderose di mettere fine ai suoi giorni. Per farlo, oltre alla cara e vecchia fuga, potrà contare su di una coppia di armi da fuoco (pistola e shotgun, a cui si alterna in una peculiare e spassosa sezione un devastante lanciarazzi), gestite da un gunplay tutto sommato molto elementare ma funzionale. Ciascuna porzione in cui il gioco è suddiviso, però, permetterà di assistere a varie declinazioni di una simile impostazione, stupendo per l’estro creativo dell’autore, che è stato in grado di assemblare in modo coerente ed efficace tante piccole divagazioni del genere.

A colpire nel segno è soprattutto la seconda metà dell’avventura, corrispondente all’arrivo al luna park, caratterizzato da attrazioni giocabili e dotata ognuna delle proprie regole: imperdibile e spaventoso sarà l’incontro con un innocente coniglio di pezza, protagonista di una mortale fuga all’indietro in un labirinto di specchi, che si prende anche la libertà di citare in modo sfacciato (ma comunque interessante) anche Squid Game. L’estro e l’inventiva non mancano di certo a Antonio Esparcia Ibarra, che pur dovendo scendere a compromessi con una durata tutto sommato contenuta, è riuscito a mantenere altissimi tanto il ritmo che la tensione, senza che si avverta mai la presenza di porzioni meno a fuoco o buttate là tanto per allungare il brodo. Ed in un periodo in cui i giochi sembrano inclini ad inserire momenti filler in gran quantità, si tratta di un aspetto da non sottovalutare.

Chi fa da sé…

Dato che parliamo di una produzione con alle spalle una singola figura, sarebbe stato sciocco e fuori luogo aspettarsi un impatto estetico devastante da Jack Holmes: Master of Puppets, ma al netto di ciò si può realmente rimanere soddisfatti da tutto quanto si muove sullo schermo. A dispetto di una certa piattezza di alcuni elementi, la messa in scena è risultata convincente ed ispirata, oltre che assai gradevole per quanto concerne la pura direzione artistica. Gli stessi modelli dei personaggi, per quanto essenziali, risultano carismatici e genuinamente spaventosi, capaci di trasmettere un sano senso di terrore nel giocatore, complice anche un’effettistica in grado di svolgere a dovere il proprio compito. A voler essere pignoli si potrebbe avere qualcosa da ridire su alcuni elementi caratterizzati da texture non all’altezza, davvero brutte da vedere, quasi come se il gioco si fosse dimenticato di caricarle a dovere. Rivedibile anche il menu che gestisce l’esile inventario, sin troppo abbozzato e minimale. Per il resto ci possiamo solo togliere il cappello dinanzi alla struttura tecnica di Jack Holmes: Master of Puppets, caratterizzato anche da un level design assai ampio e non privo di sorprese. E se consideriamo che la versione PS5 supporta anche i grilletti adattivi, oltre ad essere tutta localizzata testualmente in italiano, viene davvero difficile chiedere di più.

Con Jack Holmes: Master of Puppets Antonio Esparcia Ibarra è riuscito a regalarci un horror di assoluto rispetto, capace di divertire e spaventare a dovere tutti coloro che decideranno di concederli un’opportunità. Una volta giunti al termine delle circa 5 ore necessarie a completare l’avventura, viene a tratti difficile credere che quanto si è appena giocato è frutto di un singolo sviluppatore, visto il modo in cui gameplay riesce a stupire e divertire per inventiva e trovate. Certo, l’assenza di un team di sviluppo più corposo si fa di tanto in tanto sentire, così come alcuni limiti concettuali e ludici legati al budget non certo stratosferico non possono evitare di fare capolino di tanto in tanto. Nel complesso, però, Jack Holmes: Master of Puppets merita assolutamente di essere giocato da tutti coloro che sono in cerca di una produzione survival horror in grado di incarnare con efficacia i canoni del genere. A questo punto non posso che essere curioso di vedere cosa sarà in grado di regalarci TonyDevGame con il suo prossimo progetto, con la speranza che questo sia supportato da dei valori produttivi più importanti.