Recensione Hot Wheels: Infinite Rush
di: Marco LicandroHot Wheels: Infinite Rush è il nuovo arrivo di Milestone, che riprende la formula incontrata nei predecessori, per riproporre tante corse e adrenalina in un formato più grande e variegato. Che questo entri nelle vostre corde dipende da svariati fattori. Vedremo quindi un’analisi sulle modalità di gioco, i pro e i contro, e come al solito a voi la scelta se dargli un’opportunità o meno.
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Hot Wheels is back
Siamo cresciuti con questo incredibile brand caratterizzato dalle sue spericolate piste arancioni, giri della morte e ostacoli in ogni dove. Una pubblicità di 30 secondi bastava a far sognare ogni bambino, e proprio per questo il passaggio al digitale non poteva che essere vincente. Nonostante tutte le carte in regola per poter essere l’ennesimo successo, Infinite Rush sembra aver premuto a fondo il freno con quest’ultima uscita, per via di svariate pecche sul fronte stilistico e di gameplay che vedremo a breve.
Di base, il gioco si presenta come un racing arcade strutturato in piccole isole che fungono da sandbox su cui il giocatore potrà gareggiare, sfrecciare, distruggere quanto possibile, nonché generare le proprie piste personalizzate.
Le mappe, benché ridotte, offrono vari temi e ambientazioni, nonché strade e piste caratteristiche da affrontare a velocità elevata, con bonus per ogni oggetto distrutto nel percorso e vari collezionabili sparsi lungo il tragitto. È possibile visualizzare la mappa così da selezionare gli eventi che più ci interessano, sfrecciando assieme all’IA o sfidando il tempo, così da aggiudicarci nuovi livelli e soprattutto nuove Hot Wheels da personalizzare a piacimento, oltre a sbloccare isole aggiuntive.
Quel mix che non combacia
Dopo aver giocato alcune ore, ho notato alcune incongruenze a livello di direzione artistica, che entra in collisione con le sue stesse scelte di usare macchine giocattolo e mescolarle con strutture e mappe che all’apparenza non sembrano tali. Ci avventureremo in mappe ridotte, caratterizzate da uno stile a metà tra il gommoso e il poco dettagliato, né carne né pesce, dunque, quando l’idea generale era quella di trovarci all’interno di un prodotto fatto di plastica.
Basta un colpo d’occhio e qualche minuto di gioco per rimanere un po’ delusi dalla giocabilità, complice anche la fisica di gioco praticamente inesistente, che fa sì che ogni scontro o collisione appaia come se sfondassimo l’aria. Girovagare qua e là senza scopo potrebbe essere divertente per un pubblico molto giovane, ma anche in quel caso dubito che lo standard odierno, alla ricerca di stimoli costanti, possa giovarne.
La sensazione è quella di trovarci in un sandbox fine a sé stesso, con mappe generiche sulle quali sono state posizionate le piste spericolate e caratteristiche del brand, nonché le uniche che effettivamente trasmettono una sensazione di divertimento, grazie alla presenza di salti e giri della morte che danno quell’agognata sensazione di muovere un giocattolo, assente per il resto del tempo.
Un aggravante è anche la presenza di sfarfallii di textures e ombre, eccessivi caricamenti nonché frequenti, ed una sensazione di mancanza d’ispirazione generale sia sul fronte effetti sonori che sulle musiche, che non aiutano a creare una buona immagine del prodotto.
Fai uscire la creatività
Non vi piace quanto sviluppato dal team? È ora dunque di rimboccarsi le maniche.
La parte sicuramente vincente di Infinite Rush è sicuramente la parte di creazione mappe e personalizzazione delle Hot Wheels. La possibilità di poter immettere nel percorso queste piste arancioni sospese nell’aria è sicuramente una splendida aggiunta. Peccato solo per il tipo di comandi, che risulta particolarmente complesso e alquanto ostico, e che mi ha portato spesso e volentieri ad annullare la creazione, non riuscendo a realizzare la mia visione o incontrando problemi nell’ancorare bene al terreno l’inizio del percorso.
La parte di collezione di Hot Wheels è senz’altro un altro punto forte, visto che ne avremo moltissime e potremo personalizzarle non solo esteticamente, quanto anche nelle abilità, sbloccando degli slot sui quali inserire perk a piacimento che ci potranno aiutare a sconfiggere i rivali più veloci. Attenzione però alle scelte, visto che queste andranno a contribuire o infierire pesantemente al momento in cui ci confronteremo con altri giocatori in carne ed ossa.
La pecca del multigiocatore
Avendo ricevuto il gioco in anteprima, la sezione multigiocatore è stata difficile anche solo da provare, per via di un assenteismo completo di giocatori, che ha richiesto fortuna nel beccare il momento adatto della giornata, oltre che un’attesa spropositata (anche oltre i cinque minuti) per riuscire a trovare una stanza.
Nelle mie prove, che si contano sulle dita di una mano, sono riuscito a fare match con un solo giocatore, o massimo due, in vari tipi di sfida come gara veloce o a checkpoint, e ho capito una cosa molto importante: non è assolutamente equilibrato.
Nonostante la grande varietà di Hot Wheels da personalizzare, vi può essere un gap qualitativo enorme tra il vostro mezzo e quello avversario, e non parlo semplicemente di un leggero boost all’accelerazione, quanto proprio di una differenza sostanziale di velocità e movimento tra una macchina ed un’altra, dove vincerà semplicemente chi ha scelto il mezzo migliore.
Sono rimasto anche interdetto da una gara veloce dove l’inizio e la fine distavano un centinaio di metri o meno, motivo per cui chi aveva la macchina con l’accelerazione più alta vinceva automaticamente.
A questo sommiamo una lunga attesa con conto alla rovescia per ogni modalità e la mancata personalizzazione al volo dei booster una volta nella sezione multigiocatore, e avrete più o meno un’idea di cosa aspettarvi.
+ Add moreIn conclusione
Hot Wheels: Infinite Rush è un sequel eccessivamente piatto della serie. Girovagare distruggendo ostacoli può essere divertente, ma rimane comunque fine a sé stesso, non essendo presente una coesione tra la modalità sandbox e le varie sfide da affrontare, risultando in un racing mediocre e passabile, con alcuni difetti grafici presenti persino su Series X. Un peccato.